«Mario, sbrighiamoci sulla riforma della legge». E la bozza viene approvata

«Mario, vediamo di sbrigarci con questa bozza di riforma della legge elettorale: se si va a votare subito corriamo il rischio di non avere il testo pronto. E la legge attuale non è conforme alle norme nazionali». Se lo sono detti in quei pochi secondi durante i quali Nicola Zingaretti e Mario Abbruzzese hanno parlato fitto nella sala dell’Itis dove l’altro giorno il governatore ha consegnato la stampante 3D agli studenti.

Mario Abbruzzese, presidente della commissione Riforme Istituzionali ha accelerato l’iter. In giornata ha approvato la bozza che adesso deve essere inviata alla I Commissione – Affari Costituzionali: quella incaricata di scrivere il testo della nuova legge elettorale del Lazio. (leggi qui il precedente).

C’è una novità importante, inserita nel testo che era stato messo a punto un mese fa. La Commissione Abbruzzese infatti ha previsto che i Partiti ed i Movimenti politici siano esonerati dall’obbligo di dover raccogliere le firme con cui poter presentare le candidature .

Il testo licenziato oggi si muove su cinque punti fondamentali. Il primo è l’abolizione del listino abbinato al candidato presidente della Regione. In pratica, viene cancellato il gruppo di dieci candidati che fino ad oggi è entrato in Regione insieme al presidente vincente, senza dover prendere alcuna preferenza personale.

L’80% dei seggi del Consiglio continua ad essere assegnato in base alle norme attuali: in proporzione ai voti presi dai Partiti. Per gli amanti delle citazioni tecniche si tratta del “metodo proporzionale del quoziente corretto a liste circoscrizionali concorrenti presentate su base provinciale, con recupero dei seggi e dei voti residui in sede di collegio unico regionale”.

Che fine fanno i dieci seggi che prima venivano assegnati con il Listino? Da adesso verranno ripartiti, sempre con metodo proporzionale, ma come premio di maggioranza. In pratica, quei dieci seggi vanno in premio allo schieramento che vince e vengono distribuiti in proporzione ai voti presi nelle province.

C’è una clausola che garantisce la rappresentanza di tutte le province all’interno del Consiglio regionale.

Scatta la preferenza di genere. In pratica, sarà possibile votare due candidati e non uno solo come invece è stato fino ad oggi. Ma se si dà la seconda preferenza, bisogna votare due persone di sesso differente.

Entra in vigore poi il limite dei due mandati consecutivi per il Governatore della Regione. Poterà essere eletto per la terza volta di fila soltanto se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata breve. Quanto breve? Inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie.

Nei casi di scioglimento anticipato del Consiglio regionale le elezioni debbono tenersi entro tre mesi dallo scioglimento. Un punto, questo, sul quale c’erano state interpretazioni differenti nel passato.

Ora, le linee guida passano alla I Commissione che dovrà trasformarle in un testo di legge. Da scrivere in fretta, anche in questo caso.

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