Ecco perché Davide Papa per 3 giorni ‘regala’ le auto

La formula magica che consente di vendere auto a prezzi stracciati. Cosa c'è dietro alla maxi svendita che dura solo 3 giorni. Perché un algoritmo crea una bozza tra teoria e realtà. A piallarla sono le vendite come quella che parte oggi nel piazzale Fca.

Dopo otto mesi in rosso il mercato dell’auto dell’Europa Occidentale registra a settembre il primo segno positivo dell’anno. Le immatricolazioni – secondo i dati dell’Associazione dei costruttori europei – sono state 1,3 milioni. Sono tante o poche? È l’1,1% in più rispetto allo stesso mese 2019. Un’enormità in più se si considera che il 2020 è stato l’anno del lockdown. Ma allora, se i segnali sono positivi e gli indicatori segnano la ripresa, perché da oggi torna il maxi mercatino dell’usato, all’interno di Fca?

Tutto ma non un mercatino

Automotive
Foto © Kelly Lacy da Pexels

È proprio il termine ad indurre in errore. È quel ‘ino‘ alla fine. Quello organizzato anche quest’anno dal gruppo Eco Liri non è un mercatino. Ancora una volta è una colossale svendita di circa mille tra auto e veicoli commerciali, lanciati sul mercato a prezzo stracciato.

Come si spiega? Come si giustifica l’operazione Eco Liri, talmente vasta e massiccia da ottenere un intero piazzale nello stabilimento cassino Plant di Fca? È l’Economia a regolare il mercato, sono i bilanci e gli algoritmi. Che qualche volta esagerano, si scontrano con il mondo reale. A prendere la pialla e la raspa sono i colossi nel settore della vendita, come il gruppo guidato dal presidente uscente di Unindustria Cassino – Gaeta, Davide Papa.

L’algoritmo e la pialla

Il presidente Davide Papa

L’economia moderna, il mondo globalizzato. Il fatto che la Pandina del nonno abbia un pezzo prodotto in Tunisia, uno a Pratola Serra, un altro a Mirafiori e tutto venga assemblato in Polonia ha ridotto all’osso i costi. Una leggenda vuole che in Fca ci sia un team pagato per pensare se una vite debba fare 3 o 4 giri di filettatura: perché un solo giro in meno, proiettato sui miliardi di viti che servono ogni anno, rappresenta miliardi di spesa in più o in meno.

Il risultato? Il ‘prodotto’ automobile oggi ha margini di guadagno ridotti all’osso. Su una vettura, Fca e le altre case dell’automotive, si mettono in tasca solo spiccioli a meno che non si tratti di una Ferrari o una Maserati che garantiscono margini più alti grazie al prestigio del loro nome. «In quel caso non si sta vendendo un’auto ma un sogno, uno status» spiega il presidente Papa.

Cosa c’entrano i margini all’osso con il mercatino e le mille auto che ancora una volta mette sul piazzale per venderle a prezzo da regalo o quasi? C’entra perché quelle auto sono di due tipi: o Km 0 o dirigenziali.

Kilometri zero e dirigenziali

Fca Piazzale Ecoliri

Cosa sono? Una parte sono le auto che per sei mesi i dirigenti degli stabilimenti italiani hanno guidato nella loro vita di tutti i giorni. Da casa al lavoro, il fine settimana con la famiglia, l’estate in vacanza. Per rendersi conto di persona della guidabilità, delle finiture, delle cose che si possono migliorare. Trascorsi sei mesi le auto vengono restituite all’azienda ed il dirigente passa su un altro modello e continua la sua attività di tester in prima persona.

Ci sono semestrali che hanno fatto pochissimi chilometri: casa ufficio, ufficio casa. Roba che con i motori di oggi ha fatto appena il rodaggio. Per gli algoritmi dell’economia quell’auto è un costo: perché Fca ha speso per produrla ma non l’ha collocata sul mercato. Per gli uomini delle formule è solo una spesa.

Le Km 0 sono le auto che ad un certo punto Fca chiama ai grandi concessionari e gli dice: «Quest’anno la curva delle nostre vendite è più bassa del previsto. Se ti prendi dieci auto in più ti faccio uno super sconto». In questo modo gli analisti rialzano la curva del fatturato, i grandi concessionari si trovano un lotto di auto sul quale hanno un super sconto in più. Che è tutto guadagno per loro. Dove sta la ‘fregatura’? In genere questo avviene verso la fine dell’anno, quando i consumatori non sono propensi a comprare. Preferiscono aspettare qualche mese e poi immatricolano la vettura nell’anno successivo così al momento di rivenderla ha un anno in meno.

Gli uomini degli algoritmi

Il piazzale Alfa Romeo di Eco Motori

E se Davide Papa e gli altri colossi in Italia come lui te la vendono a due o tremila euro di sconto in più? Irripetibile e solo per due giorni? Qualche anno fa l’imprenditore cassinate che guida il gruppo di famiglia ha accettato la sfida con un lotto di un centinaio di auto: sono andate a ruba. L’anno successivo ha raddoppiato: stesso risultato. Siamo arrivati alle quasi mille di quest’anno, dal 17 al 19 ottobre.

A quelle auto si aggiungo le altre dei dirigenti. Perché gli omini degli algoritmi hanno capito che dandole al mercato dell’usato quelle ‘dirigenziali’ hanno ancora mercato. Tanto mercato. Al punto che smettono di essere un costo. E diventano un guadagno.

I numeri, luce in un quadro fosco

Le auto a Km0

C’è anche un altro motivo a spingere al mercatino di Eco Liri in partnership con Fca. Da inizio anno sono state vendute 8.567.920 auto, il 29,3% in meno dello stesso periodo dell’anno scorso. Un piccolo segnale positivo che «non può certo far dimenticare il quadro catastrofico che si sta delineando per l’intero 2020». Così commenta il Centro Studi Promotor, che prevede «una perdita di immatricolazioni assolutamente severa». Ecco perché allora il mercatino di quest’anno organizzato dal presidente Davide Papa ha assunto dimensioni così ciclopiche.

L’appuntamento è presso lo stabilimento FCA di Cassino dal 17 al 19 Ottobre dalle 9:00 alle 18:00. Per stimolare il mercato è stato studiato un finanziamento agevolato che permetterà di usufruire di un ulteriore sconto di 1.000 € su qualsiasi auto, oltre ai tassi agevolati offerti da FCA Bank.

Anche se i numeri del gruppo sono positivi. Fca a settembre ha registrato in Europa un risultato migliore del mercato con 77.807 immatricolazioni di auto, l’11,8% in più dello stesso mese del 2019. E un aumento della quota dal 5,4 al 6%. Da inizio anno le immatricolazioni del gruppo sono 490.200, in calo del 33,9% sull’analogo periodo del 2019. La quota passa dal 6,1 al 5,7%.

Quagliano e Scudieri, cose da fare

La famiglia Papa

«Per una ripresa significativa del mercato dell’auto, in quel che resta del 2020 e soprattutto nel 2021, sono necessarie tre condizioni – spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. E cioè che i governi varino politiche di sostegno al settore dell’auto più incisive. Che non vi siano nei prossimi mesi nuove fermate dell’attività produttiva. E che i primi segnali di ripresa dell’economia, dopo il crollo della prima parte del 2020, si consolidino e si rafforzino». (Leggi qui La rivolta dell’Automotive. «Caro Conte, gli incentivi servono a tutte le auto, basta ideologie sul green»).

Tutti i mercati fanno registrare nei nove mesi cali a due cifre. E particolarmente pesante è il quadro dei cinque maggiori paesi. Con contrazioni del 25,5% per la Germania, del 28,9% per la Francia, del 33,2% per il Regno Unito, del 34,2% per l’Italia e del 38,3% per la Spagna.

«È probabile che il 2020 si chiuda con almeno 1/4 dei volumi persi, in linea con le stime Acea di giugno», sostiene l’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere. «Piccolo segnale di incoraggiamento, a settembre, per il mercato auto europeo. Gazie agli effetti positivi dei piani di sostegno alla domanda varati dai principali Paesi, da inizio anno le perdite ammontano a 3,55 milioni di unità (-29,3%)». Lo afferma Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia, che prevede «una chiusura del mercato auto europeo 2020 in calo record, a -25%».

Ecco perché per tre giorni Davide Papa ‘regala’ le auto.

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