L’ospedale a Sora che infiamma la piazza di Anagni. Ma quel precedente con Marrazzo…

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

 

di Franco DUCATO
Conte del Piglio
(ma non) in Purezza

 

 

Cosa hanno in comune la Sanità e la Protezione Civile? Apparentemente nulla. Ma ad Anagni, almeno in queste ultime ore, sono il pretesto per l’ennesima polemica politica.

Andiamo con ordine.

Poche ore dopo che il presidente Nicola Zingaretti ha chiesto, con un decreto commissariale, mica briciole, ma 99 milioni di euro al Governo per il nuovo ospedale di Sora (leggi qui), ad Anagni partono in quarta. Accusando Zingaretti di aver dimenticato la sanità locale. Ma soprattutto, attaccando il sindaco Fausto Bassetta accusandolo di scarso peso politico.

Lo dice senza mezzi termini Simone Ambrosetti, consigliere comunale di La Rete dei cittadini. Che dalle colonne di anagnia.com, parla di “mancanza di peso politico” a proposito del fatto che 99 milioni, a quanto pare, andrebbero a Sora (dove un ospedale già c’è) e non ad Anagni (dove se ne chiede disperatamente la riapertura).

Un’accusa, quella dello scarso peso politico con la Regione, che in molti in città lanciano. E che minaccia di far diventare un problema l’arrivo prossimo venturo ad Anagni dello stesso Nicola Zingaretti. Che dovrebbe venire a presentare il progetto di ‘Centro Epidemiologico’ ideato per (secondo lui) rivalorizzare la struttura dell’ospedale. Con questi chiari di luna, per Zingaretti, più che gli applausi si rischiano i pomodori.

Non è detto però che un clima così surriscaldato sia un problema per il Governatore. Tutt’altro. C’è infatti, c’è uno storico precedente, legato sempre all’ospedale cittadino e ad un presidente di centrosinistra alla guida della Regione. Risale agli anni in cui Piero Marrazzo governava il Lazio e Franco Fiorito indossava la fascia da sindaco di Anagni. Per la prima volta si iniziava a parlare di un ridimensionamento dell’ospedale ed il sindaco attese l’arrivo del presidente in città per manifestare tutta la sua contrarietà, in presenza di una folla tumultuosa. Così tanto arrabbiata che, nel locale dove si teneva l’evento, già c’era chi iniziava a studiare una via di fuga dalla quale esfiltrare Piero Marrazzo.

Il quale, invece, disse a Mauro Buschini seduto al suo fianco: «Ricordati che le masse vanno guidate, altrimenti non siamo all’altezza del nostro ruolo». Si alzò e chiese dieci minuti di attenzione. Disse: «Dovunque ci sia una Croce Rossa nel Lazio non chiuderò niente. Ma se vostra madre deve essere operata la portate ad Anagni o a Frosinone? Allora io devo cambiare la Sanità: fare in modo che a Frosinone ci sia il posto per vostra madre e ad Anagni tutti i laboratori per le analisi necessarie a stabilire se debba essere operata». Finì tra gli applausi.

Nicola Zingaretti ha dalla sua alcuni vantaggi. Primo tra tutti, ad Anagni non c’è più un Franco Fiorito. Secondo, non per importanza, l’ospedale lo ha ridimensionato il governo di Renata Polverini, del quale l’ex sindaco era autorevole sostenitore. Ma il malcontento resta. Ed il clima da fischi, altrettanto. Accetterà Zingaretti la sfida mella quale si lanciò il suo predecessore?

Nel frattempo, in città succede una cosa piccola piccola. Ma (come spesso accade per i fatti piccoli) probabilmente rivelatrice di una situazione più critica di quanto si possa pensare. Ovvero, la decisione del consigliere Giuseppe De Luca (anticipata sempre da anagnia.com) di riconsegnare al sindaco Fausto Bassetta la sub delega per la Protezione Civile.

Ora, De Luca è il consigliere che, assieme a Roberto Cicconi, aveva deciso, solo pochi mesi fa, di passare dalla minoranza alla maggioranza. Un atto estremamente criticato, anche perché aveva di fatto blindato la coalizione del sindaco, riducendo a 4 i consiglieri di opposizione (visto che nel frattempo Simone Ambrosetti, prima in maggioranza, era passato in opposizione accanto a Versi, Natalia e Fenicchia).

Cosa vuol dire dunque, questa rinuncia? In sé, forse poco. Ma indiscrezioni dall’interno narrano di un De Luca sempre più lontano dalla maggioranza. E, sembra, pronto anche al passo d’addio in consiglio. Del resto, già nel consiglio comunale sul Bilancio, l’avvocato aveva, alla fine, votato a favore. Ma esprimendo tutta una serie di perplessità.

Domanda: non è che quello di De Luca è il classico sassolino che, una volta spostato, provoca, con una reazione a catena, una valanga?

Post Scriptum. Nel frattempo, da due giorni ad Anagni è iniziata l’era Benincasa ai Lavori Pubblici del Comune. Quanto sia stato apprezzato il suo arrivo lo testimonia la reazione di un dipendente alla notizia che il neo responsabile del settore dedicherà ad Anagni un giorno e mezzo a settimana; il martedì (mezza giornata) ed il giovedì (tutta). “Deve essere uno bravo, se gli basta così poco tempo per risolvere tutti i nostri problemi…” è stato il commento.

Che ha tutta l’aria di un epitaffio.

 

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