Ottaviani resta “sindaco” per sopravvivere al crollo annunciato di Forza Italia

Il sindaco di Frosinone ha davanti tre anni e mezzo di mandato: un periodo lunghissimo, che gli consentirà di non essere travolto dalla deriva degli “azzurri” e dall’espansionismo della Lega. Resterà lontano da un congresso “cucito” sulla misura delle tessere. Poi organizzerà un’altra fase. Ma in giunta e in consiglio non farà toccare palla a nessuno.

Nicola Ottaviani resterà a fare il sindaco di Frosinone per i prossimi tre anni e mezzo, un periodo lunghissimo per le accelerazioni della politica italiana. In questo modo la sua posizione sarà rafforzata, anzi blindata. Potrebbe perfino decidere di dimettersi prima della scadenza dei due anni e mezzo dell’attuale mandato, ricandidarsi, vincere e restare altri cinque anni. Perché il ruolo di amministratore gli consente di essere “immune” da quanto sta accadendo e potrebbe accadere.

Cominciamo da Forza Italia. Nicola Ottaviani ha detto tutto ciò che poteva dire: scontrandosi con Renato Brunetta e Gianfranco Micciché sul palco di Fiuggi nel settembre scorso, quando ha “gelato” il padrone di casa Antonio Tajani. Attaccando il “cerchio magico” di Silvio Berlusconi.

Ha lasciato intendere chiaramente di essere pronto a fare altre esperienze, con amministratori locali centristi e moderati. Ma non ha ricevuto risposte. Da Forza Italia non esce non perché speri in una candidatura alle politiche in caso di elezioni anticipate, ma perché in questo momento la Lega fagociterebbe qualunque tipo di voto dell’area di centrodestra. E lui con la Lega vuole dialogare, non essere “assorbito”.

Alle europee Forza Italia rischia il tracollo e da quel momento in poi nell’area di centrodestra potrebbe succedere di tutto. Matteo Salvini non vuole i “colonnelli” di Forza Italia perché può prendersi direttamente l’intero esercito degli elettori.

Antonio Tajani è talmente legato a Silvio Berlusconi che non assumerà iniziative dirompenti, le uniche però che potrebbero invertire il trend di Forza Italia. Il congresso provinciale è emblematico, non solo perché sarà il primo in Italia. Ma perché se davvero verrà effettuato con il metodo del tesseramento, rappresenterà l’atto finale di un mondo politico fuori dal mondo. A quel punto vincere quel congresso significherebbe soltanto “intestarsi” la sconfitta alle europee, alle comunali e tutto il resto.

Nicola Ottaviani lo sa e perciò propone che il congresso non si celebri. Non in questo modo almeno. Ma in tre anni e mezzo possono cambiare tante altre cose. Potrebbe perfino succedere che sia la Lega che i Cinque Stelle iniziassero a scendere nei sondaggi. Potrebbe aprirsi una fase completamente nuova. Con schemi diversi rispetto a quello odierni, di centrodestra, centrosinistra, Cinque Stelle e quanto altro.

Meglio fare il sindaco. Un’ultima cosa: nei prossimi tre anni e mezzo Nicola Ottaviani non farà toccare palla ai partiti, agli assessori, alla maggioranza. Altro che “guerra di successione”.

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