Padani e non leghisti, è sfida nel Carroccio

Il caso di Claudio Durigon ha avuto il merito di rendere chiari i confini dello scontro politico all’interno del Carroccio. L’attacco al segretario Matteo Salvini è stato chiaro e adesso il Capitano si prepara a rispondere.

“E se forse Salvini immagina per lui un salvataggio da vicesegretario della Lega, con deleghe sul lavoro e le pensioni, il giorno dopo non è che fiocchino molti segni di solidarietà dal Carroccio. Tacciono un po’ tutti”: lo scrive il Corriere della Sera per dare il senso di quello che è il vero tema di discussione all’interno della Lega. Non soltanto in questo momento, ma per il prossimo futuro. Perché si dovrà capire che tipo di Carroccio si vorrà.

Il caso di Claudio Durigon ha avuto il merito di rendere chiare le posizioni. Intanto però occorre partire dal nome: Lega-Noi con Salvini. La vecchia Lega Nord è un guscio vuoto. E’ stato Matteo Salvini a far avvicinare al Partito chi non era padano, chi come Claudio Durigon proveniva dal mondi sindacale, dall’Ugl. E tanti altri hanno storie differenti. Lo stesso Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone e coordinatore provinciale della Lega, viene da Forza Italia. E’ questo tipo di allargamento che ha portato il partito al 34% delle europee.

Ora quei tempi sono lontani e la Lega si gioca con Fratelli d’Italia la leadership del centrodestra. Intorno al 20%. Ma nel frattempo proprio Salvini ha in mente una federazione con Forza Italia e altre realtà centriste. Per far aumentare i voti. Ma agli occhi dei padani duri e puri questo annacqua l’anima originaria degli ex lumbard.

Il ruolo dei Padani

Massimiliano Fedriga

Contro Durigon si è schierato l’asse del nord, guidato da Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia. Ma che in futuro potrebbe vedere alla guida Massimiliano Fedriga. Al posto di Durigon dovrebbe andare Edoardo Rixi. Oppure Massimo Bitonci. In ogni caso uno di riferimento dell’ala padana.

Matteo Salvini però ha intenzione di dare un segnale forte, quello che non abbandona i suoi fedelissimi. Ci sono già tre vicesegretari della Lega, tra i quali Giorgetti. Una nomina di Claudio Durigon andrebbe a bilanciare quel tipo di assetto. Il Capitano ha dovuto ingoiare il rospo. Alla fine il pressing soft di Mario Draghi e la consapevolezza che nella Lega in diversi avrebbero votato la sfiducia a Durigon lo ha convinto ad anticipare scenari e soluzioni.

Adesso però si apre una fase differente, probabilmente molto lunga, che accompagnerà la Lega fino alle elezioni politiche del 2023. E si capirà se si andrà avanti con la Lega-Noi con Salvini o se tornerà la Lega Nord (ipotesi improbabile). Oppure se verrà scelta una terza soluzione.

Lo schema Salvini

Matteo Salvini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Però siccome in politica ogni cosa che succede determina uno scenario successivo, la vicenda del parco di Latina di fatto ha dato il via ad un chiarimento interno. Da una parte c’è la necessità di mantenere gli equilibri e gli impegni nella maggioranza che sostiene Mario Draghi.

Ma adesso Matteo Salvini sa che l’ala padana non gli farà sconti e punta alla segreteria nazionale. Ed è intenzionato a rispondere con il suo schema.

All’interno del quale Claudio Durigon è strategico.

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