Pallone: «Non vado con chi mi ha tradito». Però se chiama Beatrice…

Il segnale è chiaro. Alfredo Pallone è una vecchia volpe della politica italiana: capogruppo regionale del PdL, parlamentare europeo, vice portaparola della delegazione italiana del Ppe a Bruxelles, vice presidente in carica dell’Enac. Non lancia segnali a caso.

Quello affidato in mattinata a Corrado Trento su Ciociaria Oggi è destinato a Francesco De Angelis. Ed alla sua mission di costruire un’alleanza intorno a Fabrizio Cristofari con cui vincere le elezioni comunali di Frosinone.

Ha una serie di sassolini nella scarpa, l’Alfredo volante. Quello che gli crea più fastidio è essere stato trattato con sufficienza, nel corso delle Provinciali: il Pd gli ha rubato uno dei suoi uomini, Massimiliano Mignanelli. E non gliel’ha nemmeno detto ma l’ha dovuto apprendere dai giornali.

Il segnale che emerge tra le righe dell’intervista è: o venite a Canossa a chiedermi l’appoggio per Cristofari oppure io appoggio Ottaviani. La chiave di lettura pare sia stata confermata in mattinata nel corso di un caffè al bar con alcuni dei suoi ufficiali.

C’è solo un modo per far cambiare rotta ad Alfredo. Una telefonata chiarificatrice del ministro Beatrice Lorenzin. In modo da potersi togliere quel sassolino dalla scarpe, sistemato dal suo protetto Massimiliano Mignanelli, fuggito dalle linee di Area Popolare per farsi candidare nel Pd.

Se chiamasse Beatrice, Alfredo si toglierebbe il fastidio e potrebbe rivedere le cose…

 

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI
«Programmi e affidabilità: è su questi due parametri che si fanno le alleanze. Non su altro». Così Alfredo Pallone, coordinatore regionale di Area Popolare e membro del consiglio di amministrazione dell’ Enac. In vista delle comunali di Frosinone è tra i più “ corteggiati” politicamente.

Allora Pallone, con chi si allea?
«Una premessa, anzi due. Non bisogna “ cannibalizzare” gli alleati, altrimenti si rimane da soli. La seconda: non tradisco nessuno e non sopporto di essere tradito ».

Ce l’ha con il Pd per la candidatura di Mignanelli? Però poi lei ha fatto l’accordo con Pompeo comunque.
«Lo sgarbo politico non è venuto da Pompeo, che due anni fa abbiamo contribuito ad eleggere e che ora continuiamo a sostenere. La lealtà è il valore più importante ».

I tavoli separati alla Provincia e al Comune capoluogo non ricordano la cosiddetta politica dei due forni?
«Proprio no. La Provincia è un ente di secondo livello, qualcuno fa finta di non ricordarlo».

Sta preparando il terreno all’accordo con Ottaviani al Comune? Vi siete visti molto negli ultimi tempi.
«Al Comune di Frosinone Area Popolare si sta guardando intorno attentamente. Una domanda: gli altri si sono comportati correttamente con noi? Qualcuno ha detto: abbiamo sbagliato con Area Popolare? Noi guardiamo alle prospettiva, ai programmi, ma pure all’ aspetto etico dei rapporti tra alleati. È vero: ho visto Nicola Ottaviani oggi, ieri e l’ altro ieri. È un amico di famiglia. Fra le altre cose, è anche un ottimo avvocato e mi ha dato consigli importanti per l’ incarico che ho ottenuto recentemente. Ci confrontiamo sempre. Sul piano politico lui sta con Forza Italia e io con Area Popolare. Più in generale ritengo che non bisogni mai esasperare i toni, nemmeno con l’ avversario politico. Ho letto delle polemiche di Forza Italia con Pompeo alla Provincia. Chiedo: che differenza c’ è tra Provincia, Asi e Cosilam? Sono tutti enti di secondo livello. Per questo dico: non scandalizziamoci».

Ma è vero che ha incontrato Michele Marini per una prospettiva centrista?
«Non ho incontrato Michele Marini. E neppure Venturi».

Scusi Pallone. A livello nazionale e regionale c’ è un accordo tra Pd e Area Popolare. Davvero lei può avere spazi per un accordo con Forza Italia al Comune capoluogo?
«Scusi, ma all’Asi e al Cosilam siamo sicuri che tutti quelli che sostengono la linea dei presidenti sono del Pd? Gli spazi a livello locale ci sono sempre stati. E poi basta guardare a quello che succede in Lombardia».

Fino a qualche settimana fa non sembrava in dubbio il suo sostegno a Fabrizio Cristofari. Cosa è cambiato?
«Fabrizio Cristofari è una persona squisita, perbene. Che stimo moltissimo. Il problema delle alleanze sono i partiti: cosa vogliono fare, quali liste mettono in campo, quale affidabilità dimostrano. I concetti chiave per me sono: mantenere i patti e sacralità della parola data».

Nel caso di elezioni politiche anticipate lei si candiderebbe?
«No. Ma ho intenzione di favorire la candidatura e l’elezione di alcune persone alla Camera, al Senato e alla Regione. Credo che il mio ruolo in questo momento sia quello di lavorare per un salto generazionale. Inoltre penso che sia molto “antipatico” candidarsi sempre in prima persona».

Cosa pensa delle eterne polemiche sulla sanità?

«Penso che quando ho avuto responsabilità politiche regionali importanti ho fatto nominare manager locali e addirittura ne ho “esportati” altrove. Altri invece o hanno licenziato direttori generali locali oppure hanno preferito la strada del commissariamento. Il continuo ricorso al commissariamento è una sconfitta per tutto il territorio. Dico questo con il più grande rispetto personale e professionale per Luigi Macchitella. Ma il punto ovviamente non è questo. Il punto è che a mio giudizio questo territorio esprime straordinarie competenze in materia di dirigenza sanitaria. Sarei il primo a complimentarmi se autorevoli esponenti politici del Pd riuscissero a favorire le nomine a direttori generali di professionisti di questo territorio. Magari anche fuori provincia».

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