E’ in arrivo la bufera nel Pd

La vittoria del No al referendum ha fatto saltare tutto, non soltanto nel Pd nazionale, ma anche in quello provinciale.

In queste ore una vignetta su Il Fatto Quotidiano raffigurava Matteo Renzi che non riusciva a tirarsi fuori da una una specie di cerchio formato da Giorgio Napolitano, Romano Prodi, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani.


A livello locale, in attesa di capire dove tira il vento, sono saltati alcuni equilibri.
 Il segretario provinciale Simone Costanzo (Area Franceschini-Astorre) sta strettissimo nell’accordo con Francesco De Angelis e Mauro Buschini, che fanno parte della corrente di Matteo Orfini con un occhio rivolto a Nicola Zingaretti.

Sara Battisti nell’area Orfini ci sta da una vita.
 Intanto però i sondaggi nazionali sono concordi nel valutare intorno al 10% un’area di sinistra che abbia in Massimo D’Alema il proprio perno. Con Pierluigi Bersani e magari con Romano Prodi, visto che si è tornati a parlare di Ulivo 4.0.

Si evoca ormai apertamente la scissione del Pd e naturalmente ci sarebbero riflessi anche in Ciociaria.


Con tutto questo caos c’è da meravigliarsi che ancora si continui a discutere per le comunali di Frosinone, dove il candidato sindaco Fabrizio Cristofari si trova nel mezzo di una contesa che nulla ha a che vedere con le comunali.


Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi restano con Matteo Renzi. Con Antonio Pompeo e Domenico Alfieri, mentre Maria Spilabotte si guarda attorno.


A livello nazionale Matteo Renzi sta valutando l’idea di un listone con il Pd che fa riferimento a lui, con il Partito Socialista e con Area Popolare.


La nascita della “Cosa” dalemiana, però, è un punto interrogativo. Ancora prima degli elettori, quanti seguirebbero il leader Massimo tra parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, dirigenti e quadri?


Tra i nomi che poi circolano per la guida del nuovo Ulivo c’è quello del ministro Carlo Calenda.

Poi ci si chiede chi potrebbe essere il nuovo Romano Prodi nel ruolo di federatore.

La risposta è Paolo Gentiloni, che però dovrebbe compiere il passo propedeutico: “Matteo stai sereno”.


Non si capisce più niente. Tranne una cosa: è in arrivo la bufera.

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