Che grinta il Pd di Piazza Grande: sembra il Pci

Dominano i discorsi alla prima persona plurale e ad ascoltare il presidente della Regione Lazio sono arrivati dalla Toscana e dalla Puglia. Atmosfera da Festa dell’Unità di qualche anno fa. Il ruolo di Massimiliano Smeriglio.

Sono venuti dalla Toscana ma anche dalla Campania, dall’Emilia ma pure dalla Puglia. Per ascoltare Nicola Zingaretti. Anzi, per ascoltare un comizio del Partito Democratico dopo tanto tempo.

Chi aveva dubbi sulla tenuta del Governatore fuori dal Lazio si è dovuto ricredere. Merito di un evento organizzato senza “vip”, con una certa avversione al “glamour”. Parlando sempre alla prima persona plurale: “siamo una squadra”, “mandiamoli a casa”, “riprendiamo il cammino”, “abbandoniamo la vecchia strada”.

Sembrava di stare ad una Festa dell’Unità di qualche anno fa, perfino dal punto di vista del cibo. Nulla di sofisticato. Tutto molto alla mano. I tempi dei finger food di Farinetti appartengono al passato del Pd.

 

Anche i temi sui quali Nicola Zingaretti ha insistito (leggi qui La Piazza Grande di Zingaretti dice «C’è un modello alternativo all’odio») sono stati quelli della scuola, della difesa del diritto delle donne a decidere sull’aborto, di una visione interculturale ed intergenerazionale della società.

Con i giovani e gli studenti protagonisti. Poche cravatte, qualche manica di camicia, polo, jeans e scarpe da ginnastica.

A Piazza Grande si fatica, si suda, ci si impegna, si discute, si ragiona tutti insieme.

 

Non c’è soltanto il Pd a Piazza Grande, ma un’area vasta di sinistra, che alle ultime elezioni regionali si è riconosciuto nella lista di Massimiliano Smeriglio, il vicepresidente della Regione Lazio.

Proprio Smeriglio ha avuto un ruolo importante nell’organizzazione della due giorni. In prospettiva il ragionamento è semplice: provando ad inseguire il “centro” il Pd in pochi anni ha perso più di quattro milioni di voti. Chissà, tornando nell’alveo naturale, peggio non può andare.

Inoltre, dopo anni di dominio culturale degli ex Democristiani, sembra esserci un’inversione di tendenza. Chi ha il coraggio di richiamare il Partito Comunista?

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