Perché Renzi chiama la Merkel e difende le imprese

Il leader di Italia Viva tiene insieme l’Unione Europea e la Nato e dà una prospettiva di Centro, nel solco del Ppe. Poi mette le aziende in primo piano perché saranno loro a “pagare” le sanzioni alla Russia.

Ogni volta che prende posizione tutti cercano di capire dove vuole andare a parare. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, non ha più il potere politico che aveva quando guidava il Pd. Ma nei passaggi cruciali della legislatura ha sempre messo il suo sigillo. Lo ha fatto quando ha messo fuori dal Governo la Lega di Matteo Salvini, lo ha ribadito quando è stato decisivo per far nascere il primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Poi ha mandato Conte a casa e favorito l’ascesa di Mario Draghi a Palazzo Chigi.

Perfino nella recente partita del Quirinale, Renzi ad un certo punto è stato determinante e nessuno deve dimenticare che sette anni fa è stato lui a volere Sergio Mattarella come Capo dello Stato. Mandando in frantumi il Patto del Nazareno con Silvio Berlusconi.

Foto: Serge Serebro / CC-by-sa

Oggi, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, Matteo Renzi (che è stato in corsa per il ruolo di segretario della Nato) ha detto: “L’Ue e la Nato vivono un momento di sfida enorme, c’è l’idea di organizzare e costruire un nuovo mondo che parte dalle oggettive difficoltà della Nato e che immagini altri soggetti protagonisti a livello istituzionale dall’India al Sud Est asiatico. Quindi l’Ue e la Nato parlino con un voce sola, ci sia un inviato speciale e noi abbiamo proposto Angela Merkel”.

Il significato delle parole

Nessuna parola è stata pronunciata a caso. Nella crisi Ucraina per mesi si è fatta la distinzione tra l’Ue e la Nato. La differenza maggiore è militare, nel senso che se viene attaccato un Paese della Nato, l’alleanza deve reagire. L’Ucraina non è un Paese della Nato. Ma a questo punto non c’è chi non veda la necessità di un rapporto biunivoco tra Ue e Nato. Perché un’Unione senza una difesa comune pesa di meno nel contesto internazionale.

Angela Merkel (Foto ZumaPress Inc)

E il nome dell’ex cancelliera Angela Merkel non è certo buttato lì per caso. E’ un nome che dà una fortissima idea di Centro e di Partito Popolare Europeo.

Ha aggiunto Renzi: “Le sanzioni sono inevitabili ma c’è un dato di fatto: le sanzioni le paghiamo anche noi. E se è vero che l’Ue ha costituito un fondo per l’emergenza Brexit, occorre fondo per agevolare e aiutare le aziende colpite dalla sanzioni in Italia e in Ue”.

E qui viene fuori l’impostazione economica del discorso di Renzi: vanno aiutate le imprese, perché saranno loro ad essere colpite dalle sanzioni.

Sempre un passo avanti.

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