Peter Pan e porchettari: lo show in consiglio comunale

 

Giulia ABBRUZZESE
Ciociaria Oggi

 

 

Peter Pan, il pronto soccorso e la sagra della porchetta. Se ci pensa solo un attimo il “diabolico Nicolik” ci tira fuori una barzelletta alla Berlusconi maniera da far venire i crampi per le risate. E, stavolta, niente scherzi a parte: è tutto vero. Ed è accaduto nel Consiglio “ alla seconda” , quello venuto fuori dalla falsa partenza della prima convocazione.

Lui, il sindaco, in completo ocra e smorfia ironicamente irriverente, entra nella sala ovale ciociara e, appena sessanta secondi dopo l’orario fissato per l’inizio di seduta, fa cenno che si può iniziare. Guarda i suoi: ci sono tutti quelli che servono per rimediare allo scivolone di mercoledì (Masecchia, Straccamore, Bruni e Ferrari stavolta hanno l’ assenza giustificata).

Dall’altra parte salta agli occhi un Fabrizio Cristofari in total black: più tardi si scoprirà che quell’outfit poco estivo fa pendant con il suo umore. Fuori una brezza da luglio adorabile, dentro un’aria così infuocata che sembra di essere al centro di un incendio che necessiti l’intervento dei vigili del fuoco.

La divisa non gli dona (ne servirebbe una firmata in linea con l’eleganza che lo contraddistingue), ma è Danilo Magliocchetti a fare il “ Grisù” della situazione e prova a spegnere quello che Nicola accende. Perché Ottaviani a innescare le fiamme ci mette pochissimo.

All’ avvocato Alessandra Sardellitti, che chiede spiegazioni sui lodevoli giudizi che l’Organismo indipendente di valutazione ha riservato ai dirigenti del Comune, nonostante abbiano tenuto nel cassetto sentenze che hanno aumentato i debiti fuori bilancio, ribatte dicendo che, proprio per la natura indipendente dello stesso, non è la maggioranza a dover rispondere, non avendone incidenza e influenza. Quindi le dà della “Peter Pan”, provocando la sua reazione risentita.

Una sorta di arringa che vorrebbe continuare il collega Fabrizio Cristofari, smettendo il camice bianco e indossando una toga nera (in realtà giacca e t-shirt) per difendere l’avvocatessa dalle grinfie di re Nicola II. Ma subito dopo ci finisce lui. «Qui non siamo al pronto soccorso – lo attacca il sindaco – bisogna conoscere leggi e regolamenti». E giù strali, frecce, dardi, sciabolate e colpi bassi. Con il capogruppo azzurro che, tolti i panni del pompiere, indossa quelli del pallavolista, perché tante ne deve respingere verso i banchi dell’opposizione.

La minoranza contesta i soldi spesi per il Festival dei conservatori. «Certo – chiosa Ottaviani – non è la stessa cosa della sagra della porchetta quando governavate voi. Dovremo imparare a organizzarle pure noi. Magari – l’ ultima sberla – solo per ridare dignità al suino».

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