Petrolio nero, l’inchiesta di Report interessante da vedere a Frosinone

Negli ultimi anni in Italia sono entrate milioni di tonnellate di petrolio di contrabbando. Ci sono aspetti e retroscena impensabili. Che il collega Giorgio Mottola è andato a scoprire. C’è finita di mezzo anche una delle più importanti società del settore.

Chi lo ha visto in anteprima consiglia di non perdersi la puntata. Soprattutto in provincia di Frosinone. Report su Rai Tre lunedì parlerà di petroli: rivelando che ogni 3 litri di carburante che mettiamo nella nostra macchina 1 va a finanziare o i terroristi o le mafie.

Una puntata che sarà utile soprattutto a chi sul territorio indaga nel settore. Dall’inchiesta giornalistica emerge che negli ultimi anni sono entrate in Italia milioni di tonnellate di petrolio di contrabbando.

Durante l’occupazione della Siria da parte dell’Isis, molte società europee, incluse alcune italiane, hanno acquistato grezzo proveniente dai territori del Califfato. Un broker italiano, che ha lavorato per i più importanti trader internazionali, ha raccontato a Report i trucchi usati per far uscire il carburante dal confine siriano.

L’altro canale di rifornimento del contrabbando è la Libia. Da qui, attraverso l’intermediazione di Cosa nostra e di contrabbandieri maltesi, è arrivato negli ultimi anni un vero e proprio fiume di petrolio illegale.

C’è finita di mezzo anche una delle più importanti società del settore che ha rivenduto il carburante di contrabbando a centinaia di stazioni di rifornimento in Italia e all’estero. Persino la Marina Militare Italiana ha acquistato gasolio di contrabbando, ignorandone l’origine illegale.

Ma nel settore, il vero business oggi è l’evasione fiscale. Secondo la stima di alcune procure italiane, il giro di Iva e altre imposte non pagate su prodotti petroliferi ammonta a oltre 6 miliardi di euro all’anno. Una cifra da capogiro su cui hanno messo le mani organizzazioni mafiose, imprenditori spregiudicati e colletti bianchi corrotti.

È il mercato parallelo del carburante da cui tutti noi, ogni giorno, ci stiamo rifornendo senza saperlo.