Regionali, Rocca è il candidato: subito palle di fango

Ufficiale la candidatura di Francesco Rocca per guidare il centrodestra alle Regionali di febbraio. Scelto nella terna con Rampelli e Procaccini. Poche ore prima dell'annuncio si era dimesso da presidente della Croce Rossa

Il ‘benvenuto‘ glielo ha dato il quotidiano Repubblica. Ricordando un episodio di gioventù che risale al 1985 quando lui aveva 19 anni. È stato il modo tutto personale del quotidiano per salutare la candidatura ufficiale di Francesco Rocca a governatore del Lazio per il centrodestra. (leggi qui Regionali, gli alleati dicono si a Rocca).

Nel frattempo, da quell’episodio raccontato da Repubblica, Rocca si è laureato in legge, ha esercitato la professione di avvocato, ha messo gli anfibi a terra in una serie di teatri di guerra organizzando missioni umanitarie con la Croce Rossa. Senza avere altri episodi come quello dei 19 anni.

Francesco Rocca (Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Quel memo sul passato arriva pochi minuti dopo che i Partiti del centrodestra hanno indicato nell’avvocato Francesco Rocca il candidato per la presidenza della Regione Lazio.Tra le autorevoli proposte pervenute, Francesco Rocca rappresenta una sintesi di grande esperienza amministrativa della quale la Regione Lazio ha urgente bisogno. Con l’esperienza maturata da presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa, Francesco Rocca rappresenta una garanzia di assoluta capacità e competenza per i cittadini del Lazio“.

Il nome di Rocca era in una terna insieme a quelli del vice presidente della Camera Fabio Rampelli e del parlamentare europeo ed ex sindaco di Terracina Nicola Procaccini. Tre profili diversi per tre differenti presidenti. A scegliere quale fosse più utile per il Lazio di oggi sono stati i leader di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati

Sulle scene delle crisi

Foto: Nicolas Bandini / Italian Red Cross

Negli ultimi anni ha sempre giocato un ruolo attivo sugli scenari dell’emergenza, da Codogno alla guerra in Ucraina. È una figura di rilievo internazionale: è stato il primo italiano eletto presidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che rappresenta organizzazioni di 192 Paesi. Già in pole per il ministero della Salute del governo Meloni, Francesco Rocca (57 anni) viene messo in campo per la Regione guidata fino allo scorso ottobre da Nicola Zingaretti.

Avvocato penalista all’inizio della sua carriera è stato impegnato in processi dal grande clamore mediatico. Come quello per l’uccisione del piccolo Nicholas Green. Per la sua attività forense contro le organizzazioni mafiose, negli anni ’90 è stato sotto scorta per 5 anni.

Nel 2008, in parallelo con altri incarichi in ospedali italiani, guida la Croce rossa italiana nella fase commissariale e di riforma. Nel gennaio del 2013 è presidente nazionale della Cri, incarico rinnovato nel 2020. A novembre del 2017, l’Assemblea generale della Federazione internazionale di Croce rossa e Mezzaluna rossa lo ha eletto presidente.

‘Mi metto a disposizione del territorio’

Nel pomeriggio, poche ore prima dell’annuncio, Francesco Rocca ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente nazionale della Croce Rossa Italiana «perché ho scelto di mettermi a disposizione del territorio. Come esperto di sanità pubblica, penso di poter portare un valore aggiunto: ho accettato una nuova sfida in cui credo fortemente».

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