Regione Lazio, più commissioni per tutti

Verso la riforma delle Commissioni in Regione Lazio. saranno 'a specchio' con le deleghe degli assessori. Soprattutto saranno di più. Saliranno ad undici. E questo garantirà gli equilibri, consentendo all'anatra zoppa di camminare in maniera spedita

Nicola Zingaretti lo aveva lasciato intendere nel suo primo intervento in aula. Ora passa all’azione: le commissioni permanenti del Consiglio regionale del Lazio aumenteranno. Saliranno dalle otto attuali ad undici. Saranno riorganizzate nelle competenze ‘a specchio’ con il numero e le deleghe degli assessori della giunta.

Una mossa che potrebbe rivelarsi strategica in un Consiglio in cui manca una maggioranza: da una parte si punta a rendere piu’ snello l’iter delle leggi (che nella legislatura precedente poteva ingolfarsi in commissioni oberate). Dall’altra parte, aumentano, nel delicato puzzle degli equilibri tra centrosinistra e opposizioni, le possibilità di rappresentare i tre poli in posizioni di peso.

L’input era arrivato esplicitamente mercoledi’ scorso in Aula dallo stesso governatore Pd: «Ma questa – aveva aggiunto Zingaretti – e’ una decisione che spetta al Consiglio». E la Pisana – nello specifico la conferenza dei capigruppo, riunita oggi – ha raccolto il suggerimento. Ora sarà convocata la giunta per il regolamento e sarà stilata una proposta di modifica della normativa che conterrà il nuovo schema. Sarà messa ai voti in Aula il 26 aprile.

Nella passata legislatura le commissioni permanenti erano otto, compresa la commissione di ‘Vigilanza sul pluralismo dell’informazione’, guidata dall’opposizione.

Rispecchiando la giunta – con qualche probabile ‘aggiustamento’, per esempio per assegnare le deleghe mantenute dal governatore o per le competenze come gli Affari costituzionali e quelli Comunitari – le permanenti diventeranno dunque 10, più la Vigilanza.

Erano controllati dalle opposizioni anche altri due importanti organi consiliari: il Comitato monitoraggio leggi e soprattutto il Comitato regionale di controllo contabile, i cui membri saranno indicati subito, nello stesso Consiglio del 26.

Le opposizioni guidavano anche due commissioni speciali – la ‘Riforme istituzionali’ e quella sul terremoto – mentre la terza (la cosiddetta ‘Antimafia’) era alla maggioranza.

Le speciali sono decadute con la fine della legislatura passata, e con ogni probabilità sarà deciso in sede di Bilancio se e quante istituirne, con un occhio al contenimento dei costi, caro ad alcune forze politiche.

La ricostruzione post-sisma, per esempio, rientra oggi nelle deleghe dell’assessore al Lavoro (reatino) Claudio Di Berardino. Si vedrà.

L’idea è comunque non superare i tetti della precedente legislatura. A numeri mutati cambia in ogni caso lo schema su cui si stava lavorando per l’assegnazione delle presidenze.

La discussione è in aggiornamento, in particolare sul metodo. C’è chi vorrebbe usare il ‘giro di tavolo’ puro: la forza politica piu’ rappresentata ‘sceglie’ una commissione, poi si passa alla successiva che sceglie a sua volta, e cosi’ via. Il centrosinistra farebbe la prima scelta, ma questo assicurerebbe una delle commissioni chiave (Sanità o Bilancio) alle opposizioni. Per questo nella coalizione di Zingaretti c” chi pensa all’ipotesi di blindare per il centrosinistra proprio sanita’ e bilancio ripartendo poi le altre con gli opportuni contrappesi.

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