Cinque nomi ed una ‘sliding door’ per la nuova giunta

La lunga riunione nella quale parlare del rimpasto. Coletta entra in giunta. Floriana De Donatis presenta una rosa di 4 nomi. E c'è una clamorosa sliding door: Maria Gabriella Paolacci potrebbe uscire e rientrare nello stesso giro. Ecco come

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Cinque nomi per il rimpasto della Giunta di Sora. Sono quelli emersi nella riunione di lunedì con il sindaco Roberto De Donatis. Si pensava che potesse sciogliere la riserva entro la stessa sera. Invece il vertice è andato per le lunghe. Occorrerà qualche giorno in più. (leggi qui A rischio Gemmiti e Paolacci: il sindaco prova la maggioranza a sinistra).

Roberto De Donatis saluta Nicola Zingaretti

Quattro nomi costituiscono la rosa indicata dalla consigliera del gruppo “Sora che verrà”: tra loro il primo cittadino dovrà scegliere il nuovo assessore. L’altro – il quinto nome – è già deciso: si tratta di Natalino Coletta che subentra a Maria Gabriella Paolacci.

Maria Gabriella Paolacci potrebbe uscire attraverso una porta girevole che le consentirebbe di rientrare nel giro di pochi minuti. Infatti, il suo è uno dei nomi quattro indicati da Floriana De Donatis.

Il sindaco dovrà prendere una decisione entro venerdì o sabato al massimo, altrimenti si ritroverà senza numeri per la vicenda della farmacia comunale (vendere tutto, internalizzare tutto, fare un nuovo bando per individuare il nuovo socio privato) che approderà la settimana prossima in aula consiliare. Giovedì, infatti, si riuniscono i capigruppo per decidere la data del Consiglio chiesto dall’opposizione.

Il nodo Natalino

Una bella gatta da pelare quella che si ritrova fra le mani il sindaco Roberto De Donatis. Se il nodo “Natalino Coletta” sarebbe praticamente già sciolto, mancherebbe soltanto il decreto di nomina a nuovo assessore al posto di Maria Gabriella Paolacci. Stimatissima dal sindaco, Roberto De Donatis si fida ad occhi chiusi del modo in cui sta reggendo i conti cittadini.

Maria Paola D’Orazio e Natalino Coletta

Con l’ingresso di Coletta in giunta, si libererebbe un posto in Consiglio. E la prima dei non eletti è proprio Maria Gabriella Paolacci. Proprio per questo si era pensato di farle mantenere la competenza al Bilancio ma come Consigliere delegato e non più come assessore.

Ma non si può fare. Perché “il Bilancio lo deve tenere un assessore e non un consigliere delegato”.

Il nodo Floriana

Resta da sbrogliare la matassa anche sul fronte Floriana De Donatis. Appurata ormai la certa “defenestrazione” del fu assessore alla Cultura Sandro Gemmiti, rimasto orfano di sostegno politico in Consiglio comunale (era entrato in giunta come espressione della lista del dottor Augusto Vinciguerra che però è andato a sedersi fra i banchi dell’opposizione dopo il mancato appoggio alle elezioni Provinciali).

La lista di Floriana De Donatis aveva ‘adottato‘ Gemmiti. Ma ora ha rivendicato il diritto di esprimere un nome di propria scelta. Così alla cugina del primo cittadino nei giorni scorsi è stato chiesto di indicare un assessore. Lei ha fatto ben quattro nomi e ora toccherà al sindaco sciogliere la riserva. 

I quattro nomi

Floriana De Donatis

Il primo nome è quello di Rosalia Bono, avvocato, già Difensore Civico del Comune di Sora nei tempi del sindaco Cesidio Casinelli. In quel tempo, l’attuale sindaco Roberto De Donatis e l’assessore Maria Gabriella Paolacci amministravano insieme nella stessa Giunta.

Alle ultime elezioni si era candidata con Ernesto Tersigni e attualmente ricopre l’incarico di vicesegretario del circolo sorano del Pd. Nella stessa area di Natalino Coletta, eletto nella lista “Patto Democratico”, quella che storicamente fa capo all’attuale sindaco Roberto De Donatis.

Se la scelta dovesse ricadere su di lei, si tratterebbe di un chiaro segnale di rafforzamento della compagine del sindaco. Ma ciò inciderebbe certamente anche sugli equilibri interni ai Democrat di Sora, con la parte minoritaria rappresentata da Maria Paola D’Orazio e dal segretario Enzo Petricca, che finirebbero ancora di più all’angolo.

Debora ed Enrica

Il secondo nome è quello di Debora Bovenga, prima vicina a Fratelli d’Italia e ora alla Lega (per un periodo ha avuto incertezze tenendo il piede dentro due scarpe). È consigliere comunale di Isola del Liri.

Il terzo nome è quello di Enrica Canale Parola. Anche lei già candidata con Ernesto Tersigni nel 2016. Giornalista, corrispondente del quotidiano Ciociaria Oggi, proprio per Sora, è vicepresidente di un’associazione che già collabora fattivamente con il Comune.

Sliding doors

Il sindaco e l’assessore Maria Gabriella Paolacci

E poi il quarto nome: Maria Gabriella Paolacci. Si, proprio lei. Non succederebbe a se stessa, bensì all’assessore Gemmiti. In una sorta di porta girevole che la fa uscire e rientrare nello stesso giro.

Il ragionamento è molto sottile e fondato sulla necessità di avere in Consiglio comunale un “voto” sicuro che tenga in piedi la maggioranza De Donatis.

Anche in questo caso si rafforzerebbe la componente del sindaco in maggioranza: avrebbe in giunta Coletta e Paolacci. Quest’ultima non entrerebbe in Consiglio comunale in virtù delle dimissioni di Coletta (è la prima dei non eletti della lista Patto Democratico) ma lascerebbe spazio a Bruno Caldaroni, altro fedelissimo del sindaco.

E sarebbe proprio quest’ultima soluzione “Paolacci”, quella più quotata. Del resto la fiducia che il primo cittadino ripone nei suo confronti è nota.

Con questa operazione da Sliding Doors il primo cittadino salverebbe capre e cavoli, ossia avrebbe il voto in più che gli serve per mantenere la maggioranza in Aula, avrebbe accontentato Coletta che vuole il posto in Giunta. Allo stesso tempo avrebbe mantenuto la Paolacci.

A Mosticone non piace

Alessandro Mosticone consigliere comunale di Sora

Un rafforzamento che risulterebbe indigesto ad Alessandro Mosticone & company dell’area di centrodestra della piattaforma civica.

È stato proprio lui in realtà a scatenare questo vespaio nelle scorse settimane, quando ha sostituito l’assessore al Commercio facendo dimettere Silvia Ucciero e facendo nominare Daniele Tersigni, senza che gli altri capigruppo fossero nemmeno avvisati.

Insomma Mosticone sarebbe vittima dello stesso Manuale Cencelli sempre sbandierato, visto che ora difficilmente potrà mettere bocca sulle scelte fatte o da fare in capo ad altri gruppi.

Indifferente a quanto accadrà sul fronte rimpasti sarebbe invece Fratelli D’Italia con il consigliere comunale Massimiliano Bruni che, rispettoso degli accordi pre-elettorali, non sarebbe propenso a mettere bocca in casa altrui. Una cosa è certa: comunque vada l’avranno certamente spuntata Natalino Coletta e il sindaco De Donatis. L’esperienza politica che hanno alle spalle si vede tutta.