Romano Prodi visita il miracolo di Borgomeo

Il professor Romano Prodi visita lo stabilimento Grestone di Roccasecca. Elogia l'idea. E avverte il territorio. O si fa sistema o non potrà durare. La visione delPaese. Le previsioni sul Governo

Incredibile. Con le sue teorie e le sue esperienze. Con le sue capacità di analisi e di trovare soluzioni. Romano Prodi è il Professore prestato alla politica. È l’uomo che al timone dell‘IRI – Istituto per la Ricostruzione Industriale ha salvato migliaia di posti di lavoro negli Anni ’80 dentro fabbriche ormai decotte, il politico che per due volte ha umiliato Silvio Berlusconi nel confronto con le urne. È l’uomo che l’Europa ha chiamato a guidare la Commissione, cioè il suo massimo organo di governo continentale. E che la Cina ha invitato con insistenza affiinché andasse a tenere corsi universitari in Oriente per capire come confrontarsi con i mercati dell’Occidente.

Romano Prodi alla Grestone di Roccasecca

Romano Prodi arriva a Roccasaecca intorno alle 11.30 di sabato mattina: con un’ora di anticipo sui tempi previsti. Va a visitare il miracolo Grestone: la ‘visione‘. Quel fenomeno per cui lo avrebbero volentieri messo nel manicomio riservato ai sognatori della politica e che invece qui ha preso forma. «È un’idea eccezionale, conosco Francesco Borgomeo. Ha avuto un’intuizione geniale. Ma occorre una risposta complessiva se si vuole coinvolgere davvero un intero territorio».

L’intuizione Grestone

L’intuizione si chiama Grestone, nome brevettato che indica la pietra – ceramica: non più montagne da scavare per avere rocce di ogni genere ma una fabbrica capace di riprodurre tutte le pietre del mondo. Con i loro colori e le loro sfaccettature, senza bisogno di violentare la natura attraverso gli esplosivi o lo sfruttamento del lavoro minorile. Nasce tutto qui: a Roccasecca, dove fino a due anni fa realizzavano gabinetti e bidet.

Un signore con la moglie originaria di Guarcino e l’attitudine a salvare fabbriche in giro per il mondo, un giorno si ferma qui: ha appena salvato la ex Marazzi Sud di Anagni. Si chiama Francesco Borgomeo e accetta la sfida del confronto con i fondi americani che vogliono lasciare a casa 450 famiglie di Roccasecca.

Romano Prodi e Francesco Borgomeo

Lui si siede al tavolo a trattare. Accetta le loro richieste: gli vendono la fabbrica ma non deve fare gabinetti, niente bidet e nemmeno lavandini. Non deve fargli concorrenza mentre loro spostano tutto in Nordafrica. E Francesco Borgomeo, coniugato a Guarcino vincitore della scommessa impossibile ad Anagni, gli dice si. Lui compra la fabbrica di Roccasecca e si impegna a non far lavare le pudicizie della Ciociaria in ciò che un tempo era la elegantissima Ideal Standard. Lui lì guarda i capannoni e non sogna rinali: vede pietre, selci, graniti, marmi, ciottoli, leuciti, quadrucci, su cui i Papi camminavano orgogliosi in carrozza. Generati senza scavare montagne, obbligare bambini, sfruttare carcerati. Tutto con polveri miscelate e poi colorate.

Roba che pure l’ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi, l’uomo che per primo sognò il distretto industriale della Ceramica a Sassuolo, viene ora ad ammirare.

Mezz’ora in anticipo

Il tour inizia con un’ora di anticipo. Il capitano dei carabinieri Tamara Nicolai ha fatto appena in tempo a piazzare le pattuglie di ordinanza a vigilare sul percorso. Al piano di sopra, dove un tempo i gabinetti venivano messi ad essiccare, i camerieri e gli chef smadonnano perché temono che al professore venga fame con sessanta minuti di differenza sui tempi preventivati. Qui non ci sono le consuetudini emiliane, questa è terra metà borbonica e metà papalina: qui c’è la mezz’ora canonica di ritardo, un’ora se sei uno importante. Chi si mette a pensare che un ex premier ed ex capo del governo d’Europa si presenti con un’ora di anticipo? Corrono a preparare il buffet.

Romano Prodi con Francesco Borgomeo

Sotto, Francesco Borgomeo va ad abbracciare il professore di cui fu allievo ai tempi di Nomisma, dal quale ha imparato ad analizzare i conti industriali, capire dove si può migliorare e come si può rianimare. Borgomeo è l’allievo che ha rimesso in piedi decine di stabilimenti italiani che le multinazionali avevano abbandonato. E poi si è innamorato.

Donna Giovanna, la moglie dall’indole del dolce carabiniere, sa che potrebbe competere con qualunque avversaria. Ma non contro un impasto ceramico. Fu lì che suo marito, giunto alle porte di Anagni, alcuni anni fa si innamorò. Colpa di un nonno al quale i fascisti imposero di mollare la fabbrica di laterizi che governava nel Golfo di Formia. Una specie di cerchio rimasto aperto nel giro delle generazioni. E che Francesco Borgomeo s’è trovato a chiudere.

Il Borgo, come lo chiamano solo i collaboratori più stretti, risanò. Ma questa volta non vendette. Non passò appresso. Rimase lì ad Anagni affascinato avedere quelle ceramiche che uscivano dai forni salvati dagli operai che lui aveva salvato: i tecnici giunti da Sassuolo gli dissero che occorrevano due mesi per sapere se quei forni di Anagni si potevano rimettere in produzione. I manutentori di Anagni ai quali aveva appena firmato la ri assunzione glieli fecero trovare a temperatura e pronti a lavorare alle cinque e tre quarti del mattino dopo. La leggenda narra che lui arrivò ad ammirare quello spettacolo con i calzoni infilati sul pigiama.

Il secondo amore

A Roccasecca fu lo stesso amore. Via i gabinetti, Carlo Calenda Ministro a vedere di persona plaudente questo matto che invece dei pitali voleva fare i selci mischiando le polveri finora destinate ad arricchire i cementi. Circular Economy dicono gli americani, che se metti una parte di materia di recupero ti adorano; qui se dici che la polvere dei termovalorizzatori ci fai i sampietrini anzichè i cementi ti mettono i bastoni tra le ruote.

Il primo sampietrino

Ma ad un uomo innanorato cosa puoi dire? Il book della passione industriale lo ritrae il giorno in cui i suoi operai, rassegnati ormai alla mobilità, vengono a sapere che ha comprato la fabbrica di Roccasecca e lo portano dentro al suo nuovo stabilimento a spalla come la Madonna di Canneto: la stessa che gli chiedono ex voto, di poter mettere in una nicchia all’ingresso dello stabilimento.

L’altra foto è il giorno in cui alza soddisfatto il primo sampietrino uscito dalla pressa: Borgomeo sembra Rocky Balboa che urla il nome di Adriana. Solo che lui non è pesto ma sorridente. Ci penserà la burocrazia nei mesi successivi a rimangiarsi tutti gli impegni sottoscritti di fronte al ministro. L’elenco degli inadempienti è lungo.

Il distretto dell’eco ceramica

Borgomeo e la sua passione fanno paura. I sampietrini Made in Roccasecca vanno a realizzare piazze negli Stati Uniti, in Olanda, di fronte alla sede di Microsoft, a Miami. Borgomeo vede il futuro. Incontra gli asiatici che hanno appena comprato il secondo produttore italiano di presse. Firma un accordo: due nuove linee per Roccasecca e tutti i lavoratori dentro entrola fine del 2020. Alza il primo capannone industriale dopo trent’anni in tutta laprovincia di Frosinone.

Qui nessuno lo chiama almeno per una pacca sulla spalla. Lì per dimostrargli la considerazione che merita lo invitano alla principale fiera delle cermaiche in Asia, gli procurano il contatto con il primo rivenditore di ceramiche in Cina, gli spalancano i mercati che secoli prima aprì Marco Polo.

Romano Prodi viene a vedere tutto questo. E rimane rapito. Accento bolognese, sguardo stupito, concretezza degli ottantenni: osserva, domanda, analizza, chiede numeri, compara cifre, elabora e poi dice “Ma come fai?.

Estasi ceramica

Romano Prodi con il presidente d’Aula Barbara Di Rollo ed il sindaco di Cassino Enzo Salera

Estasiato. Il professore è in estasi. Ma è disilluso. O si fa sistema o qui mi dispiace ma questo è uno splendio esempio che però non potrà risollevare tutta l’economia di un territorio.

«L’economia di un territorio può ripartire anche dall’Economia Circolare – dice in sostanza Romano Prodi – quello che avete qui è uno splendido esempio: ma se davvero si vuole fare leva su un progetto simile occorre però avere intorno un sistema. E cioè un complesso di fabbriche e non una sola azienda. Una rete di distribuzione mondiale, un apparato pubblicitario adeguato alla dimensione. Qui vedo una gran bella idea ma occorre fare sistema».

Vagli a spiegare che qui ci vogliono tre anni per avere un’autorizzazione ambientale. “Ah, non doletevi, è un problema che non è solo di queste zone.Giro molto. Siete in buona compagnia”. Ogni volta che Romano Prodi apre la bocca si crea il capannello attorno a lui. È una lezione continua di economia industriale applicata.

Ci mette un secondo ad individuare i punti di forza e di debolezza. Non indora la pillola.

Il Governo? Per me regge

C’è chi azzarda e domanda una previsione sul Governo. “Per me regge tre anni. Poi, quando ti basi su alleanze larghe, l’imprevisto può sempre accadere e io ne sono la testimonianza”.

C’è lui dietro alle Sardine?No, no. Avrei voluto. Ma io non c’entro. Avrei voluto perché hanno creato un clima molto particolare. L’Emilia è un luogo che si presta: da noi sono nati l’Ulivo ed il Vaffa. Il clima era maturo, non c’era bisogno che io organizzassi nulla”.

Romano Prodi © AdnKronos

Stiamo andando verso un nuovo Ulivo? Il prof aggrotta le ciglia: l’Ulivo è appassito sotto i colpi di Mastella e Turigliatto, ha evidenziato dei limiti come formula. Il prof sintetizza: Quando qui ho fatto l’Ulivo c’era un’atmosfera che mi aiutava. I tempi ora sono diversi. Le cose del passato non si ripetono. Penso sia più efficace una larga coalizione”.

Nella salamensa c’è iltortino di patate e broccoli, i formaggi della valcomino. Ilprof. sembra apprezzare. Cosa ne pensa del Pd di oggi? «Bisogna tornare al rapporto con la gente. Chiudersi non è mai una buona cosa. Il Partito che diventa un club a uso esclusivo di dieci o venti persone rappresenta un limite. Finisce che tutti si parlano ed eleggono a vicenda”.

Memoria prodigio

Arriva Francesco De Angelis, Romano Prodi lo osserva come se lo riconoscesse “Ti ricordi Romano? Io ero in Europa..” Non solo se lo ricorda: ilProfessore gli indica anche il provvedimento normativo che aveva fatto e che aveva discusso. Diabolico. “Non mi ricordo i nomi e le fisionomie ma per il resto mi ricordo tutto”. Beato lei professore.

Uno alla volta arrivano il sindaco di Cassino Enzo Salera ed il presidente d’aula Barbara Di Rollo, il presidente del Cosilam Marco Delle Cese li precede di poco. Il giro finisce in breve. Resta ilprofumo di un miracolo. Che il territorio sembra avere dimenticato. E che Romano Prodi avverte: o qui fate squadra o avrete vita non breve ma nemmeno troppo lunga.

Borgomeo annota. Il territorio è avvisato.

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