Le bici di Salera, le penne di Mario: e la cuccia del pitbull

L'arrivo della troupe di 'Striscia' a Cassino scatena il sindaco Salera, che pubblica un post in cui scivola nel benaltrismo. E tira in ballo la storia delle Montblanc come una sorta di contraltare etico.

Piero Cima-Sognai
Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

A leggere la faccenda con franchezza, la visita dell’inviata di Striscia la Notizia a Cassino per spulciare sui percorsi più o meno discutibili della ‘pista ciclabile’ inventata dal sindaco Salera è stata roba di venia. Roba cioè tutto sommato leggera, che magari mette in comparaggio un certo modo di fare informazione a trazione satireggiante con i piccoli inciampi dei governi locali.

Insomma, roba da manuale mainstream di share, dove una certa realtà provinciale si trova catapultata al centro dell’attenzione mediatica nazionale. E sulla scorta di quella concima le sue partigianerie.

Come? Andandoci ad impalcare le immancabili divisioni. Divisioni fra coloro che in un fatto ci vedono la prova provata del fallimento di una ricetta amministrativa e quelli che ci vedono solo la voglia degli avversari di strumentalizzare un neo cassabile.

È l’eterna magia farlocca dell’infotainment.

Il contraltare esagerato di Salera

Mario Abbruzzese su Fratelli di Crozza per il caso delle Montblanc

Ed è esattamente per questo motivo che il piglio con cui Enzo Salera ha deciso, in un post, di cassare la faccenda, è apparso un filino eccessivo e fuori luogo. Come se il pitbull che vive dentro di lui fosse uscito con prepotenza dalla cuccia dove il sindaco era riuscito a confinarlo.

La spieghiamo con la più retorica delle formule, quella della domanda buttata lì: era il caso? Era il caso di tirare in ballo come una sorta di contraltare etico la faccenda totem delle Montblanc (del cui acquisto in serie per i regali di Natale venne rimproverato il suo oppositore Mario Abbruzzese quando era presidente del Consiglio Regionale del Lazio)?

Tirare fuori la storia delle Montblanc è stato come voler accreditare una lettura da contrappasso. Quella per cui se a ‘cuocere‘ la giunta in carica ci pensa Antonio Ricci a rosolare i vecchi potentati di altra sponda ci ha pensato Report.

Cioè, come a dire “al più noi siamo roba da Gabibbo e veline scosciate e voi siete stati roba da scandalo Lockheed.

Il silenzio, la tattica vincente

ENZO SALERA FOTO © MICHELE DI LONARDO

Enzo Salera è uomo di piglio e governante di tigna. Ruvido. Ma pratico. I cittadini di Cassino lo sanno e lo hanno votato lo stesso. Perché dopo la stagione delle chiacchiere ne hanno chiesto una di concretezza. A costo di eleggersi un Salera con pitbull all’interno. Non è uno che le manda a dire ed ha fatto di una certa ruvidezza il suo marchio di fabbrica.

Però quel suo brand da ‘Pitbull’ ha un vantaggio. Vale a dire quello di collocare il sindaco di Cassino nella casella delle persone che non cedono alle lusinghe del benaltrismo.

Uomini che non disegnano né incentivano trame manichee. E che vivono della polpa dei problemi, non dei merletti da siparietto per vedere chi ha il pedalino più lercio. Ecco, da questo vantaggio che gli deriva anche da un carattere molosso Salera oggi è andato beatamente in deroga.

E, si badi, senza che un solo spin doctor gli suggerisse di ‘lassà perde’.

Perché sarebbe bastato un algido silenzio per collocare immediatamente al loro posto i termini generali della faccenda. Faccenda che era sciapuccia, ripetiamolo.

Sarebbe bastato tacere e lasciare che le debite proporzioni fra ‘guai’ passati e inciampi presenti sedimentassero nell’opinione pubblica. Opinione pubblica che sa prendere benissimo le misure ai capitomboli dei suoi governanti e che non ha bisogno di addomesticamenti metrici.

E invece no. Il post del sindaco a corredo dell’incursione dell’inviata del Tg satirico non ha lasciato adito a dubbi: anche un ruttino fa massa critica.

Da ‘Striscia a Report’, ma la satira?

Striscia la Notizia

«Stamattina una troupe di Striscia La Notizia è stata nella nostra città per fare un servizio sulle problematiche. Poi sulle prospettive della pista e della corsia ciclabile sperimentale attiva da qualche giorno a Cassino».

«Qualche anno fa i grandi programmi di inchiesta nazionali come Presa Diretta e Report facevano servizi su Cassino. Parlando di scandali, di consulenze e di Montblanc. Sono davvero orgoglioso che invece in questo periodo si facciano servizi, anche se critici o ironici. Interessandosi all’attenzione verso la tutela dell’ambiente e della mobilità sostenibile che la nostra amministrazione sta mettendo in campo». (Leggi qui Il fuoco amico su Enzo Salera viaggia sulla pista ciclabile).

Ecco, e se sostenere ambiente e mobilità green è snodo serio allora basta semplicemente continuare a farlo. Magari entrando nella probità di chi sa aggiustare qualche sbavatura. Magari entrando nella beatitudine di chi sa ammettere qualche frescaccia. O magari semplicemente senza tirar fuori la cartina tornasole di altre storie. Storie in cui il fumus della mala amministrazione che fu, fa da narcotico alla buona amministrazione che è.

E contro una tana di cui neanche conosci la natura, visto che il taglio del servizio è tuttora ignoto.

Ha ragione Quintiliano, non Salera

La corsia ciclabile di Cassino

Eppure una delle regole base del Bignami politico mette al primo posto la capacità di digerire lo spleen di quando la satira ti viene a ravanare in casa. E ti spiega anche che una digestione silenziosa è preambolo di risoluzione e viatico di grandezza.

A leggere Quintiliano, che ci ha consegnato l’inossidabile ‘Satura tota nostra est’, appare tutto subito chiaro. Il mantra è: ‘abbozzare’ costa nulla e porta sempre guadagno.

Perché tra l’altro nel mondo così come ce lo ricordiamo noi una bici che va raminga in mezzo alle auto è una faccenda che deve innescare analisi, non ripicche sulla mistica del ‘Mario Free’.