Salvini scende in campo per il Lazio: ora il candidato

Il leader della Lega ufficializza l'ingresso dell'ex sindaco di Amatrice. Perché hanno atteso 4 mesi per annunciarlo. I segnali alla coalizione. "Subito il candidato del centrodestra per le Regionali del Lazio”

Matteo Salvini rompe gli indugi, spezza la cortina di silenzio intorno al nome del candidato di centrodestra per le prossime regionali del Lazio. Lo fa da Montecitorio, nel pieno di una conferenza stampa: “In Regione Lazio il centrodestra deve individuare il prima possibile il prossimo candidato governatore per lasciarsi alle spalle l’era Zingaretti“.

È una scossa alla tregua con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Rimasti in silenzio fino ad ora, nell’attesa che si definissero prima le altre due candidature strategiche: quelle per le Regionali in Sicilia ed in Lombardia. Ma non è un segnale, non è una fuga in avanti: non c’è un candidato leghista da calare sul tavolo; Matteo salvini ha solo voluto ricordare che nel Lazio il centrodestra ha perso cinque anni fa perché il candidato l’ha schierato troppo tardi: Stefano Parisi venne tirato fuori dal mazzo appena due settimane prima della scadenza per presentare le liste.

Pirozzi sul Carroccio

Matteo Salvini e Sergio Pirozzi (Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica)

A fornire l’occasione per parlare di elezioni Regionali nel Lazio è stata l‘ufficializzazione del passaggio di Sergio Pirozzi alla Lega. Se ne parlava dallo scorso mese di marzo ed a rivelare quel passaggio fu Alessioporcu.it (Leggi qui: Pirozzi rompe con i Fratelli. La Lega è una suggestione).

Perché Pirozzi e la Lega hanno atteso quattro mesi per annunciare il loro matrimonio politico? L’ex sindaco di Amatrice è un tipo concreto che bada molto alla sostanza e molto poco ai pennacchi. Con il coordinatore regionale Claudio Durigon era stato chiaro: “Vengo con voi ma solo per fare le cose che qui a Fratelli d’Italia non mi hanno fatto fare”.

A cosa si riferiva? L’amarezza di Sergio Pirozzi stava in una proposta di legge nata dalle macerie della sua Amatrice. È riuscito a farla diventare legge della Regione Lazio. E poi con FdI voleva farla uscire dai confini laziali, fare in modo che si aprisse una discussione anche in tutte le altre regioni a rischio sismico. E invece nulla.

La Lega allora gli ha creato in questi mesi un dipartimento politico all’interno del Partito. È il diprtimento Eventi Emergenziali e Protezione Civile: Sergio Pirozzi ne assume il coordinamento nazionale.

Colpita non molla

Matteo Salvini e Sergio Pirozzi con Claudio Durigon (Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica)

C’è aria di elezioni, il Governo Draghi è in bilico ed il Movimento 5 Stelle è in picchiata nei sondaggi. Il Capitano lo sa e allora lancia il suo messaggio: la Lega c’è. “Pirozzi e Amatrice – ha sottolineato Matteo Salvini – sono l’immagine di un’Italia che, colpita, non molla. Si rialza e riparte. Ci aspetteranno mesi complicati. Quella di oggi è una delle immagini della Lega che cresce non solo nei sondaggi, che mi interessa men che zero, ma nelle adesioni: stanno entrando sindaci in Lombardia, in Campania”.

Sergio Pirozzi è il migliore totem che gli potesse capitare. Perché lo ha strappato a Fratelli d’Italia che gli sta strappando consensi da mesi. Perché rappresenta quei sindaci del fare sui quali la Lega si è basata durante la crescita in Padania.

Sergio sarà un capo dipartimento che lavorerà gomito a gomito con i governatori, con gli 800 sindaci della Lega e con i parlamentari perchè purtroppo il tema del dissesto da Nord a Sud è un tema evidente, urgente.L‘esperienza di Sergio potrà essere utile a tanti sindaci e tanti amministratori locali“. Salvini annuncia che Pirozzi già la prossima settimana parteciperà alla prima riunione degli europarlamentari della Lega. Da Bruxelles verranno a Roma “perchè siccome ci sono alcune proposte a livello Ue non abbiamo tempo da perdere“.

Gualtieri peggio di Raggi

 A benedire la nascia del nuovo dipartimento ci sono tutti i colonnelli della Lega nel Lazio. C’è il presidente di Commissione in Regione Lazio Pasquale Ciacciarelli, il coordinatore regionale Claudio Durigon, il deputato Francesca Gerardi, il senatore Umberto Fusco con il senatore Gianfranco Rufa. Il tema è Pirozzi ma lo sfondo sono le elezioni Regionali del Lazio. Cioè la regione che ha Roma al suo interno. E che Salvini chiama in causa per la situazione dei rifiuti romani.

Ieri eravamo fuori dal Campidoglio e quando vado a fare la spesa nel mio quartiere trovo tanti cittadini che mi dicono ‘Si stava meglio quando si stava peggio, era meglio la Raggi di Gualtieri…’. Mai nella vita avrei pensato di sentire una roba del genere. Le testimonianze di sporcizia, degrado, incuria, insicurezza del mio Municipio in questi mesi sono drammaticamente aumentate“. Il messaggio è chiaro: per la Lega la responsabilità dei rifiuti romani non è solo dell’amministrazione Raggi ma anche del Pd.

Senza andare in periferia – racconta l’ex ministro dell’Interno – ieri sera, a pochi passi dal centro di Roma, nel ‘cuore’ piu’ visitato del mondo a pochi passi dalla Camera e Palazzo Chigi, c’erano cumuli di ‘monnezza’ che arrivavamo a un metro di altezza, con una serie di fauna selvatica circostante che di solito uno trova nei boschi e invece ora ci troviamo in Balduina, Ponte Milvio e all’Eur”.

Il messaggio politico di Matteo Salvini è chiaro: “Ricominceremo dalla Regione Lazio dove si può vincere, dove si deve vincere“.

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