Scrutatori, mette tutti d’accordo il manuale Cencelli

«Contrordine compagni, l’accordo non si fa più»: a telefonare la notizia al presidente del Consiglio Comunale di Cassino Dino Secondino, assicurano sia stato l’avvocato Peppino Petrarcone. L’ex sindaco poco prima aveva partecipato ad un vertice insieme a tutti i capigruppo consiliari. Tema della discussione, i criteri per nominare gli scrutatori in occasione del prossimo referendum.

Tema acceso? Scontro tra ‘vecchi‘ amministratori e ‘giovani‘ leve? Macchè. La storia pare che sia molto diversa. E più democristiana.

Le due versioni
Una vulgata riferisce che i consiglieri comunali della vecchia guardia avevano chiesto al sindaco di tornare all’antico metodo del sorteggio. Mentre i neo eletti avrebbero puntato i piedi per poter fare le nomine degli scrutatori. “Tanto da surriscaldare il clima e far rinviare la commissione che era in programma venerdì“. Leggi qui il precedente.

C’è però anche un’altra versione dello stesso racconto. Riferisce che il presidente d’aula Dino Secondino, preso atto delle diverse sensibilità, avrebbe aperto un cassetto della sua scrivania. E ne avrebbe estratto una poderosa edizione del Manuale Cencelli, annotata e aggiornata. E’ il manuale in realtà mai scritto ma sul quale si è tenuta in piedi la Prima Repubblica dal 1967 in poi. Nella sostanza è il criterio con cui procedere alla spartizione dei ruoli di governo e sottogoverno in proporzione al peso politico. Venne elaborato dal funzionario della Democrazia Cristiana Massimiliano Cencelli su sollecitazione dell’allora ministro Adolfo Sarti.

Il manuale Cencelli
Manuale alla mano, Secondino avrebbe proposto: utilizziamo lo stesso criterio che viene applicato da quindici anni a questa parte. In pratica, nomine in proporzione al peso politico. Quindi la maggioranza nominerà un certo numero di scrutatori. E gli altri gruppi consiliari faranno altrettanto, in base alla loro rappresentatività in aula.

Peppino Petrarcone – riferisce questa vulgata – avrebbe detto «Benissimo, mi fa piacere che finalmente ci sia un’apertura. Finora avevate fatto Asso Pigliatutto». Secondino avrebbe sollecitato «mandaci l’elenco entro le dieci perchè alle undici si riunisce la commissione e procediamo con le nomine».

Ore dieci. Squilla il telefono del presidente d’aula. A telefonare è Peppino Petrarcone: «C’è un cambio di programma, noi vogliamo che anche per i referendum si proceda con i sorteggi». Ed avrebbe parlato a nome dell’intero gruppo, quindi pure dei consiglieri D’Ambrosio, Grossi, Salera e Terranova. In pratica: Controdine compagni.

Ma qualcosa non quadra. Perché i consiglieri Alessandro D’Ambrosio e Sabrina Grossi i loro nomi li avevano già forniti. Così come il gruppo che fa riferimento al consigliere Francesco Mosillo.

Quindi? Quindi si fa come dice il Cencelli: chi c’è si accomoda e procede, chi non c’è lascia la quota nella disponibilità degli altri. Che se la dividono a loro volta. Sempre in maniera proporzionale.

Cencelli docet.

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