Se questo è un premier

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' e Guaitoli

La Commissione Europea si avvia ad aprire una procedura di infrazione che durerà anni e che porterà l’Italia in un precipizio dal quale sarà complicato risalire. Reddito di cittadinanza e Quota 100 hanno ulteriormente aggravato il debito pubblico e scassato il sistema pensionistico. Ma Giuseppe Conte ha come unica opzione

“Non ci sarà nessuno scontro perché, se non andiamo d’accordo, io li lascio liberi. Una cosa deve essere chiara: sto qui se mi convincono loro, non sono io a doverlo fare. Se vogliono andare a sbattere contro un muro, vadano pure”. Così il presidente del consiglio Giuseppe Conte ad Annalisa Cuzzocrea, firma di punta del quotidiano La Repubblica.

Il fatto è che Conte non è un ministro qualunque ma il presidente del consiglio dei ministri, il capo del Governo, quello che dovrebbe dettare la politica italiana. Il momento del Paese è grave oltre che delicato. L’Italia è finita all’angolo, trascinata in una posizione pericolosa dalle scelte del Governo formato da Lega e Cinque Stelle. Isolata in Europa, dove alla fine ad avere la maggioranza sono sempre il Ppe, il Pse e i Liberali. Altro che sovranisti.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in un’intervista a Politico.eu è stato chiarissimo. Dicendo:

Pensiamo che l’Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo, ma penso che l’Italia rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi.

Questo problema dell’Italia è un problema serio. Non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni, ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata.

L’Italia è l’Italia e ha i problemi dell’Italia, diversi dai problemi degli altri paesi, ma simili sotto certi aspetti  stiamo introducendo queste misure di flessibilità e il riconoscimento delle riforme strutturali, tenendo conto dei problemi dei cicli economici e dei terremoti e di altri problemi.

Ma nessuno in Italia lo sa perché il governo italiano dà l’impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato“.

In meno di un anno sono state assunte misure come il Reddito di Cittadinanza, Quota 100 e ne sono state prospettate altre come i Mini bot. Misure che vanno contro la logica perché finiscono con l’aumentare il debito pubblico, aggravare la spesa pensionistica, compromettere il futuro delle nuove generazioni. Inoltre, non hanno creato un solo posto di lavoro in più.

Il Governo sa che la prossima manovra sarà di almeno 50 miliardi di euro. Fonti assolutamente attendibili danno per certe misure come la Patrimoniale e l’aumento dell’Iva al 24%. Oltre che a sistemi di tassazione perfino sui conti correnti.

Per imprese, famiglie, lavoratori e disoccupati sarà uno scenario apocalittico. In tutto questo Matteo Salvini, leader della Lega, continua con una propaganda sovranista (i sovranisti sono la minoranza della minoranza nel Parlamento europeo) che ha come ulteriore effetto quello di isolare ulteriormente l’Italia. Luigi Di Maio fa anche peggio “accanendosi” nella difesa di misure incompatibili con il nostro debito pubblico. Non si è mai visto che un padre di famiglia che ha un mutuo di 100.000 euro decida di finanziarlo facendone un altro di 100.000.

Il ministro dell’economia Giovanni Tria dice che così non si può andare avanti ma resta al suo posto.

Giuseppe Conte è il premier: trovi un sussulto per dire al Paese come stanno le cose, per sottolineare come la politica del tenere la pistola sul tavolo durante le trattative con l’Unione Europea non ha spaventato la Commissione.

In tutto questo il Parlamento è già ininfluente. Con una maggioranza composta da senatori e deputati “per caso”, che sanno perfettamente che con nuove elezioni non sarebbero rieletti. Specialmente nei Cinque Stelle. In questo scenario, però, Giuseppe Conte non trova di meglio da prospettare se non lo scenario di andarsene se Salvini e Di Maio porteranno il Paese a sbattere. L’Italia a sbattere in realtà c’è già andata.

Conte non ha la maggioranza, ma una cosa può farla: svelare il bluff di sedici mesi di propaganda continua e e di sfascio dei conti pubblici. Ma non lo farà, perché quando mai avrebbe fatto il premier senza Di Maio e Salvini? Alla fine è proprio lui l’emblema più rappresentativo del Governo che doveva essere del cambiamento e che invece verrà ricordato per il fallimento.

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