Simone Costanzo è tornato: e dice due no a Francesco De Angelis

Piazza, birra e politica: Simone Costanzo torna al centro della scena del Partito Democratico. Non rivendica il ruolo di Segretario. Ma non smette di fare politica. E manda subito due segnali forti. Al Pd ed a De Angelis

La campagna non è per lui. Ci ha provato. S’è ritirato dopo la battaglia per le elezioni Regionali, come Lucio Quinzio Cincinnato. Dopo poco tempo si è reso conto che ha ancora molto da dire in questo scenario politico.  Simone Costanzo segretario provinciale del Partito Democratico, auto sospeso per affrontare la campagna elettorale, torna a parlare di politica dopo quel 4 marzo che è stato la Caporetto nazionale per i Dem.

 

A tentarlo non è tanto il menù: pizza e birra trappista nel suo locale preferito, a ridosso del laghetto di San Giorgio a Liri. È di politica che in questo momento ha fame.

 

Alessioporcu.it –  Un mese e mezzo senza governo, il Pd che si è accomodato all’opposizione, i vincitori che non riescono a cavare un ragno dal buco scoprendo che una cosa è protestare e altro è proporre. La politica dove sbaglia ?

Simone Costanzo – Andando per ordine dico che sono anni oramai che il gradimento verso i Partiti politici è ai minimi storici. La colpa è di tante variabili sociali, economiche e culturali. Ammetto con serenità che il Pd ha avuto un risultato molto negativo. Ma aggiungo, che questo è avvenuto malgrado tante cose positive che sono state fatte nella scorsa legislatura. Accanto ovviamente a errori di varia natura, che ci possono stare. In questo momento, credo che tutti coloro che hanno a cuore il Paese devono interrogarsi profondamente su come riallacciare un rapporto fra cittadini, politica e istituzioni per cercare le soluzioni migliori per l’Italia: fuori dai populismi, che possono essere buoni per la protesta, ma poi sul governo dei processi lasciano molto a desiderare, per usare un eufemismo. In particolare come Democratici dobbiamo declinare bene il nostro programma, la nostra struttura sulle priorità del paese con rinnovata energia, con innovazione e buon senso. Ci sono le condizioni, in prospettiva per riprendere un cammino virtuoso nell’interesse degli italiani con una proposta riformista e sociale. Sul Governo vediamo che succede, è una situazione molto difficile.

 

È soltanto un’impressione dovuta alla birra trappista oppure Simone Costanzo, nei toni, sta parlando ancora da Segretario Provinciale del Pd?

(Ride di gusto) Immaginavo che morivi dalla voglia di farmi questa domanda.  Io mi sono sospeso, per una mia scelta di rispetto e di etica politicaper candidarmi alle regionali. Altre federazioni, ad esempio, si sono regolate in maniera diversa.  Ora c’è un reggente e l’orizzonte, lo dico da sempre, è un nuovo Congresso provinciale per ridare la parola ai circoli e ai tesserati . E per dare forza e credibilità a una nuova classe dirigente.

 

Un Congresso per arrivare ad un nuovo sanguinoso scontro tra correnti?

Un congresso che deve essere incastrato in un ragionamento regionale e nazionale che va fatto nei tempi giusti. Immagino un congresso in cui circolo per circolo si chiariscono tutti gli aspetti della nostra attività e del nostro dna senza nascondersi nulla.  Fare il Segretario Provinciale è stata una bellissima esperienza di tre anni, ma molto logorante. Perché devi mediare in continuazione, sia sul livello provinciale che sui livelli locali e spesso nessuno ti riconosce questo lavoro.

 

Quel continuo lavoro di cucitura, mediazione, limatura, collante, un po’ manca a Simone Costanzo ?

Lavoro, studio, leggo, incontro tanti amici, cerco di dare il mio apporto. Alla fine della giostra in queste regionali ho ottenuto quasi 6000 voti, sono il quinto candidato consigliere della nostra provincia come numero di preferenze fra tutti gli schieramenti. A a mani nude, senza alcun centro di potere con me e senza rappresentanze istituzionali. Io e tanti amici a ripensarci credo che abbiamo fatto un miracolo. Inoltre sono orgoglioso della mia area che a livello regionale esprime 3 senatori, 1 parlamentare e ben 5 consiglieri regionali, di cui uno Presidente del Consiglio Regionale.

 

Si, questa è la risposta in politichese. Ora quella concreta: ora  che fa Simone Costanzo?

L’attività politica si declina in mille maniere. Ad esempio penso che dobbiamo insistere con Nicola Zingaretti, che è un ottimo Presidente della Regione Lazio per far si che la sanità in questa provincia faccia un salto di qualità ulteriore con maggiore meritocrazia, con più trasparenza, con più funzionalità, fuori da logiche obsolete di campanile o di rapporti personali. Immagino anche un rilancio funzionale delle Case della Salute che devono implementarsi meglio con il resto della rete ospedaliera. Oppure la viabilità, servono con urgenza interventi importanti sulle nostre arterie che necessitano di un vero e proprio piano straordinario per lo stato pessimo  di diverse di esse.

 

Nicola Zingaretti non ha la maggioranza in Regione ma pare che stia riuscendo a far camminare benissimo l’anatra zoppa che le urne gli hanno consegnato: è la politica della mediazione, il contrario di quella che ci ha fatto vedere Renzi…

Bene i 10 punti che ha proposto il Presidente nel dibattito il giorno dell’insediamento, ma poi vanno calati sui territori con concretezza, senza ragionamenti di parte. La sua grandezza è stata proprio in questo: avere l’umiltà di spogliare il ragionamento politico privandolo del ragionamento di parte. In questo modo ha spiazzato gli avversari. Chi ha voluto fare un ragionamento di parte s’è messo all’angolo da solo e poi dovrà spiegare agli elettori allora perché gli aveva chiesto il voto. Il ragionamento di Nicola Zingaretti è di una concretezza imbarazzante. Impone a tutti di ascoltare le esigenze dei cittadini e porsi come interlocutori affidabili su tutti i temi. Penso al tema dell’acqua dove i cittadini ciociari hanno una tariffa alta e il servizio reso non è minimamente proporzionato a quanto pagano. E su quello dei rifiuti scongiurando la possibilità di trovarci in emergenza mentre riceviamo i rifiuti da roma.

 

Ora è facile essere tutti Zingarettiani: tutti corrono in soccorso del vincitore. Secondo Simone Costanzo il modello e il futuro sono per Zingaretti prossimo Segretario nazionale del PD se e quando andrete a congresso ?

Ricordo a me stesso che sono andato ad incontrare Nicola Zingaretti ben prima della campagna elettorale e quando Matteo Renzi era saldamente alla guida del Partito. E insieme a Nicola avevamo messo a punto un calendario, un percorso che andava seguito in provincia di Frosinone. Che ha avuto la sua parte nel risultato finale. Ma quello sul quale bisogna concentrare l’attenzione è altro. Nicola ha vinto due volte la competizione regionale, sfatando anche la cabala e le statistiche che non hanno mai visto la rielezione di un Presidente. In questo caso con una coalizione larga e inclusiva, convincendo circa 300.000 laziali a votarlo nonostante, nello stesso giorno, il loro voto nazionale sia andato ad un altro schieramento. E’ sicuramente una bella figura, spendibile, vedremo quale sarà l’evoluzione e che idea proporrà se deciderà di cimentarsi in questa sfida.

 

Quindi chi voterà Costanzo fra Zingaretti, Serracchiani, Righetti, Martina e magari Del Rio?

Facciamolo prima convocare il congresso, poi vediamo chi si presenta e con quale programma e poi decidiamo.

 

Nel frattempo, Francesco De Angelis ha deciso di candidarsi a Segretario regionale del Pd. Contro Bruno Astorre che è il leader politico della corrente alla quale fa riferimento Simone Costanzo.

Anche in questo caso mi sembra abbastanza prematura questa discussione. Inoltro trovo singolari e contradditorie le dichiarazioni di una disponibilità per la segreteria regionale, subito dopo la corsa, nella posizione migliore concessa ai ciociari, alle politiche e in procinto della riconferma come Presidente del Consorzio Industriale di Frosinone. Il tutto  accompagnato da ammonimenti  al PD a smetterla di pensare alle candidature e alle poltrone. Con grande simpatia e con il sorriso sulle labbra dico che De Angelis è un fenomeno, meglio di Messi o di Cristiano Ronaldo per capirci.

 

Intanto, venerdì scorso De Angelis ha lanciato la candidatura di Gianrico Ranaldi a sindaco di Cassino, come una molotov in chiesa mentre si celebrava la riunificazione del gruppo comunale Dem. Come va letta la candidatura di Ranaldi?

Premetto che nelle condizioni date Gianrico ha avuto un buon successo e mi auguro che continui ad impegnarsi per il centro sinistra. Detto questo ritengo prematuro parlare di candidature a sindaco di Cassino visto che la scadenza naturale è prevista tra 3 anni e credo che tutti dobbiamo lavorare per unire veramente il centrosinistra. Oggi dobbiamo concentrarci sui Comuni dove si vota il 10 giugno prossimo e sostenere i democratici candidati.

 

È il secondo stop a Francesco De Angelis dopo quello sulla segreteria: allora il Segretario Provinciale è tornato…

La pizza è finita e l’intervista pure: se vuoi possiamo continuare con un’altra birra, ma non con le domande.

 

Non occorrono altre domande: è già tutto chiaro.

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