La gomitata di Tajani sotto la cintura dei grillini

Le dichiarazioni di Tajani a Ciociaria Oggi vanno lette all'interno di una strategia. Che punta a logorare il M5S. E preparare il terreno per sfrattarlo da Palazzo Chigi. Tornando a nuove elezioni. Ma solo dopo i test Regionali e Europee. La frecciata di Zingaretti. Il ruolo di Ottaviani

Il commento di Nicola Zingaretti è al vetriolo. «Scusate, ma non c’era un contratto di governo? Siete ridicoli e il prezzo lo stanno pagando gli italiani». Il tweet del governatore della Regione Lazio è destinato al Movimento 5 Stelle. Anzi, solo ad una parte di loro: quella che pur di governare ha scelto l’abbraccio mortale con il centrodestra.

Ad innescare Nicola Zingaretti è stata la dichiarazione congiunta fatta da Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni in cui si chiede al Governo Lega-M5S di rispettare il programma di centrodestra. È una dichiarazione che sposta gli equilibri del governo, riduce ancora di più gli spazi pentastellati, consentendo a Silvio Berlusconi di dire «Presto torneremo al governo»

 

La gomitata di Tajani

È l’avvio della manovra di logoramento ad un alleato sempre più sopportato e sempre meno gradito.

Le politiche del Movimento 5 Stelle non sono conciliabili con quelle della Lega e l’incompatibilità emerge in maniera sempre più chiara con il passare del tempo.

Inaccettabile per l’elettorato leghista un vice premier come Luigi Di Maio che sfida il ministro dell’Economia ordinandogli «Faccia deficit, punto», cioè di fare debiti pur di trovare i soldi con cui finanziare il reddito di cittadinanza. Un provvedimento che per il Nord produttivo è folle quanto la legge sugli 80 euro voluta da Renzi.

Che gli spazi per il M5S a palazzo Chigi si stiano restringendo lo lascia capire anche il vice presidente nazionale di Forza Italia Antonio Tajani nell’intervista rilasciata a Corrado Trento nel numero in edicola di Ciociaria Oggi.

«I Cinque Stelle oggi sono il nuovo Pd. La filosofia del reddito di cittadinanza è la stessa degli 80 euro. Io invece credo nella ricetta del centrodestra, che la Lega non potrà mai attuare con Di Maio. E sottolineo ancora che l’immigrazione è un tema reale, ma resta secondo per importanza. Il primo è il lavoro. Alla Lega dico: andiamo insieme alle regionali e poi alle amministrative. Ma contemporaneamente mettano fine all’esperienza con i Cinque Stelle, che non sono in grado di governare un Paese come l’Italia».

 

La manovra di Fiuggi

È un attacco frontale che stimola due corde. La prima è quella dell’elettorato di centrodestra: gente che non vuole assistenzialismo ma chiede liberismo. Cioè niente mancia per stare a casa senza fare nulla ma dammi l’occasione per fare qualcosa. La seconda è quella dell’elettorato di sinistra deluso dal Pd renziano e migrato nel 5 Stelle: scoprendo però che l’efficienza e la competenza non si comprano al bar.

 «Sono i mercati ad essere preoccupati perché non si fidano del Governo italiano. Nessuno sa se la Tav si farà oppure no, il sostegno alle imprese non c’ è. Per quanto riguarda lo spread, va detta una cosa una buona volta: mettiamo che per la fine dell’anno il valore si fermi a 250, ha idea di quanto si pagherà di più rispetto a prima dell’insediamento del governo gialloverde? Glielo dico io: quattro miliardi di euro di interessi in più. Soldi che pagheranno i cittadini. Il punto è semplice: i mercati non si fidano».

Il segnale d’attacco è atteso per domenica a Fiuggi. Durante la kermesse autunnale organizzata da Antonio Tajani. Le truppe di Forza Italia attendono un segnale, si fatica a trattenerle. Da Fiuggi lo scorso anno partì la campagna elettorale culminata poi con il risultato del 4 marzo, ora ci si attende un indicazione altrettanto forte. Che potrebbe culminare con nuove elezioni dopo il test delle Regionali e delle Europee.

 

Ottaviani, la quarta gamba

Saranno i sondaggi dei prossimi giorni a decidere cosa accadrà. Se i numeri confermeranno il calo di appeal del M5S nell’elettorato, la crescita della Lega, la tattica del logoramento potrebbe andare avanti spedita. Perché dopotutto è Di Maio ed il M5S ad avere promesso il reddito di cittadinanza per il quale non ci sono i soldi. È Di Maio ed il M5S a pretendere dal ministro di fare debito per pagare chi non produce, anziché finanziare provvedimenti capaci di moltiplicare l’iniziativa privata.

Basterà il trend in crescita ad assicurare al Centrodestra unito il margine di manovra indispensabile per governare da solo il Paese? La risposta è: forse no’. Ecco perché c’è la necessità di allargare la base. E coinvolgere il popolo dei sindaci. Cioè quel movimento al quale Nicola Ottaviani sta lavorando da un anno.

La nuova Quarta Gamba del centrodestra sarà proprio il movimento del quale Ottaviani potrebbe essere uno dei simboli. E cioè il movimento L’Altra Italia del quale Alessioporcu.it ha parlato nei mesi scorsi.

Nell’intervista a Ciociaria Oggi, il numero due di Forza Italia Antonio Tajani la spiega così.

«La maggioranza silenziosa di questo Paese. Noi da tempo guardiamo con interesse e attenzione alle liste civiche e ai movimenti che rappresentano i diversi settori della società. L’ Altra Italia è quella che non strilla, che lavora in silenzio, che tira la carretta ogni giorno, che paga le tasse e non usufruisce dei servizi. L’ Altra Italia è quella corretta, che si contrappone alla logica dei furbetti. Ed è quella che merita segnali concreti di rinnovamento».

 

Ora bisognerà attendere domenica e l’intervento di Silvio Berlusconi al Palazzo della Fonte. Ma più chiaro di così…

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