Top e Flop, i protagonisti del giorno: martedì 11 gennaio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questa giornata di martedì 11 gennaio 2022

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende in questa giornata di martedì 11 gennaio 2022

TOP

DAVID SASSOLI

David Sassoli (Foto Mathieu Cugnot / Imagoeconomica)

Limpido. Per un un Giornalista è tra i massimi riconoscimenti ai quali si possa aspirare, inarrivabile per buona parte dei politici. Il presidente del Parlamento Europeo ed ex vice direttore del Tg1 David Sassoli è stato entrambe le cose, Giornalista e Politico. In entrambi i casi è stato un uomo limpido. (Leggi qui Addio a David Sassoli, il giornalista diventato presidente Ue).

L’esempio sta spesso nei piccoli gesti. Come quelli nati da un 2009 particolare nella sua vita: l’anno in cui lasciò il Telegiornale per candidarsi al Parlamento Europeo. L’allora Segretario nazionale Dario Franceschini lo mandò in provincia di Frosinone a raccogliere voti: lo presero in consegna due vecchie volpi come Simone Costanzo (allora Segretario provinciale) ed Aldo Antonetti (allora Presidente Provinciale). Gli fecero girare la Ciociaria e raccogliere una quota di quei 420mila voti che lo spedirono per la prima volta a Bruxelles e Strasburgo.

Non fu un ‘prendi i voto e scappa‘. Tutto il contrario. Da quel giorno David Sassoli ha continuato a rispondere al telefono, leggere i messaggi, tenere in considerazione le richieste, che arrivavano dalla Ciociaria. Non come gesto di cortesia. Ma per sincera riconoscenza a chi gli era stato vicino in quel delicato momento di passaggio. Non ha esitato a farsi fotografare accanto al candidato sindaco di Cassino Enzo Salera, a passeggiare sulle strade di Ferentino con il sindaco Antonio Pompeo, lasciar circolare le sue foto con la candidata di Isola del Liri Antonella Di Pucchio. Ha sempre risposto ai messaggi di Simone Costanzo ed Aldo Antonetti, nonostante non fossero i sindaci di Kiev, Madrid o Coopenhagen.

Si chiama lealtà, riconoscenza, onestà intellettuale: doti che oggi scarseggiano in buona parte del campo politico. Non in David Sassoli che ci ha lasciati nella notte, consegnandoci idealmente una grande responsabilità: quella legata al suo esempio ed al suo modo di essere. Sia come politico che come Giornalista.

Uomo Limpido

MARIO DRAGHI

Mario Draghi

Per la prima volta da quando è presidente del consiglio si è scusato per una comunicazione non all’altezza su una particolare vicenda riguardante la pandemia. Un gesto diplomatico in attesa della scalata al Colle? Oppure un segnale che intende rimanere a Palazzo Chigi, dove peraltro sta svolgendo un lavoro straordinario?

Comunque vada a finire, Mario Draghi sta dimostrando non soltanto competenza e capacità decisionale, ma pure coraggio. Si è rivolto ai no vax dicendo che la maggior parte dei problemi deriva dalle loro scelte in questa fase. Ha spiegato per quale motivo la scuola deve rimanere in presenza fin quando possibile, perché la dad produce inevitabili diseguaglianze.

Ha ormai capito che molti Partiti non lo vogliono al Quirinale perché temono di non toccare palla per i prossimi sette anni. Lui probabilmente ci proverà lo stesso, ma ha messo in chiaro che se deciderà di rimanere a Palazzo Chigi lo farà alle sue condizioni. Perché altrimenti si ritorna nella palude che ha portato l’Italia ad un passo dal baratro.

Indispensabile.

SILVIO BERLUSCONI

Silvio Berlusconi

È l’unico ad avere una strategia ed a mettere in mostra una determinazione senza eguali. Silvio Berlusconi, fondatore e leader di Forza Italia, ha schierato le truppe in modo massiccio. Ed ha varcato il Rubicone dicendo chiaramente che se Mario Draghi va al Quirinale, Forza Italia si sfila e non sosterrà alcun altro Governo. Come dire: si va alle urne.

E quel si va alle urne è un appello ai tanti “peones” che sarebbero disposti a tutto pur di restare un altro anno in carica visto che dalla prossima volta ci saranno 345 seggi in meno. In questo modo Silvio Berlusconi sta mettendo una fortissima pressione anche sugli alleati della Lega e di Fratelli d’Italia, che non hanno più alibi per non votarlo.

Nel frattempo l’opera di convincimento sugli esponenti del Gruppo Misto continua senza soluzione di continuità. E, come in ogni altro momento decisivo, le televisioni e i giornali di riferimento entrano in azione in maniera massiccia e mirata. Giocherà la partita. Per vincere. Comunque vada a finire, un protagonista.

Unico.

FIASCHI

LETTA-CONTE

Foto: Imagoeconomica

Non trovano un accordo tra loro e non riescono a compattare i rispettivi Partiti. Mentre, se davvero vogliono scongiurare un successo annunciato di Silvio Berlusconi, non hanno alternative a proporre Mario Draghi in modo compatto, cercando di convincere anche altre forze politiche. E magari provando un gioco di sponda con alcuni settori della Lega e di Fratelli d’Italia.

Invece Enrico Letta non dà la sensazione di poter governare le tante correnti interne, mentre Giuseppe Conte non riesce ad avere alcun tipo di controllo sui Cinque Stelle. Men che meno sui gruppi parlamentari.

Se poi Silvio Berlusconi dovesse essere eletto al Quirinale, allora per il Governo si aprirebbe una fase davvero complessa. Con Mario Draghi che a quel punto sarebbe “costretto” a valutare perfino l’idea di un cambio di maggioranza. E in questo quadro Cinque Stelle e Pd rischiano davvero di essere marginali.

Zattere nel mare in tempesta.

SALVINI-MELONI

Matteo Salvini e Giorgia Meloni (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Tra qualche ora li vedremo tutti schierati per una foto di gruppo con la seguente didascalia: i leader del centrodestra, compatti, sosterranno Silvio Berlusconi. In realtà il fondatore di Forza Italia ha giocato ancora una volta di anticipo e sia Matteo Salvini (Lega) che Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) non hanno alternative a quella di allinearsi. Facendo perfino finta di essere contenti.

In realtà non sono contenti. Berlusconi ha dimostrato di essere ancora in grado di imporre la linea, pur con una percentuale al di sotto del 10%. In secondo luogo l’elezione al Colle andrebbe successivamente nella direzione di una unità nazionale nella quale Lega e Fratelli d’Italia non potrebbero mettere in campo linee sovraniste o antieuropee. O meglio, potrebbero anche farlo ma con pochissime possibilità di andare a Palazzo Chigi. Un garante come Berlusconi per loro è lo scenario peggiore possibile.

Costretti ad allinearsi.

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