Top e Flop, i protagonisti del giorno: martedì 24 maggio 2022

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende martedì 24 maggio 2022 partendo dagli eventi delle scorse ore

I fatti ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende martedì 24 maggio 2022 partendo dagli eventi delle scorse ore.

TOP

GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni

È arrivata a Frosinone ed ha conquistato sia il palco che il pubblico del Parco Matusa. Li ha conquistati letteralmente tutti: parlamentari, consiglieri regionali, dirigenti, tesserati, simpatizzanti; lei spera di avere fatto centro soprattutto sugli indecisi presenti venuti solo per la curiosità vederla. È la Destra sociale che secondo il leader provinciale di FdI, il senatore Massimo Ruspandini, piacerebbe anche ai Comunisti.

Giorgia Meloni è una mattatrice e non si scopre oggi: dai toni forti alla battuta scherzosa in romanesco. Sul palco del Matusa, ex Stadio trasformato in Parco dal centrodestra di Ottaviani, il popolo dei Fratelli d’Italia ha visto un candidato sindaco dato per vittorioso al primo turno: Riccardo Mastrangeli; una leader alla guida del primo Partito nei sondaggi e destinata per questo a fare la premier.

Paradosso vuole che quella con i piedi più ancorato a terra di tutti sia stata proprio Giorgia Meloni. Ha detto no ai facili entusiasmi. E ricordato che le elezioni si vincono con i voti. Invitando tutti, se davvero vogliono un sindaco ed una premier, ad andare a votare.

La leader di Fratelli d’Italia anche nel Capoluogo ciociaro, ha delimitato un confine: Noi e Loro. Con Loro intende soprattutto il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Non ha governato e, continua a dirlo, non governerebbe mai con Loro. Come ha fatto, invece, la Lega. L’unico neo: i Fratelli d’Italia continuano a sostenere di essere perseguitati o ignorati dai media; se così fosse non starebbero dove sono nei sondaggi: il vittimismo non si addice ad un Partito che aspira a guidare il Paese. Loro sono la Destra: il primo Partito d’Italia.

Lei è Giorgia. E lui è Riccardo.

GIUSEPPE SAMMARCO

La Fiat Croma bianca del giudice Falcone (Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica)

Quarto Savona 15” era il nome del team che aveva in cura l’incolumità di Giovanni Falcone in un periodo in cui sulla stessa non ci avrebbe scommesso nessuno, né su quella sua né su quella di chi la assicurava. Per estensione quel nome è andato alla vettura target e simbolo di quell’orrore.

Di quel team Giuseppe Sammarco era caposcorta in condizioni che hanno fatto di lui un totem. Che significa? Che il 23 maggio del 1992 lui non monto’ di turno solo per questioni di routine, ma nel macello di Capaci lui ci sarebbe potuto capitare benissimo. Sammarco ed i suoi colleghi non morirono a Capaci per questioni di ruolino, ma per ruolo.

Di tutto ciò che a Capaci si condenso’ in quattro secondi di orrore puro loro lo conoscevano, perciò hanno deciso di raccontarlo. Da anni Sammarco e i suoi colleghi girano le scuole d’Italia e raccontano. Cosa? Non solo chi era il Falcone giudice, ma anche è sopratutto chi era il Falcone uomo: aneddoti, spaccati di vita, momenti allegri e picchi di stress a massa critica, lo stress che ti prende quando sai di essere un bersaglio e di esserlo in faccia ad uno Stato che per molta parte vede in te un istrione del Beau geste e non un gladiatore del Diritto.

Sammarco e i suoi ci ricordano che non tutti rispettarono quel che Falcone faceva in vita e che l’universo mondo idolatro’ Falcone in morte. E in quello spazio ipocrita ci hanno puntato luce e dito, indicando ai giovani cosa fare quando un uomo è grande e solo al tempo stesso.

Scuola di Polizia.

FLOP

PIERGIANNI FIORLETTA

Piergianni Fiorletta

Un minimo di linearità in politica occorre: altrimenti si rischia di finire come la Lega o il 5 Stelle di questi giorni. Che stanno in maggioranza ma in realtà si comportano come se fossero all’opposizione. È quello che rischia di accadere all’ex sindaco di Ferentino Piergianni Fiorletta: due mandati pieni di successi e di risultati, ora due da Consigliere nei quali mai ha voluto fare ombra al suo successore Antonio Pompeo.

I due però sono entrati in rotta di collisione. Sul nome del candidato sindaco da schierare nel 2023. Inoltre Pompeo accusa il gruppo di Fiorletta d’avere tentato di aggregare altri consiglieri per mettere sotto scacco il sindaco. Una rottura culminata sabato con la decisione di disertare il Congresso cittadino. Ci sta. Coerente con la linea imboccata. Niente congresso per non legittimare una scelta che non è stata condivisa. (Leggi qui: Picchi è segretario ma il Pd si spacca).

Poi però nelle ore scorse si è riunito il Consiglio Comunale. E Fiorletta con l’ex vicesindaco Vittori ed il loro Gruppo hanno votato a sorpresa ha votato il Bilancio consuntivo 2021 ed altri punti all’Ordine del Giorno con il resto del centrosinistra. Legittimo. Ma poco comprensibile. A meno di non voler sostenere che stanno contro la parte politica di Antonio Pompeo e con la sua parte amministrativa: uno sdoppiamento di immagine al quale corrisponde uno sdoppiamento di linea.

Incomprensibili.

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

La Lega è al governo per tagliare tasse e burocrazia, e questo stiamo facendo; se altri hanno tempo da far perdere con legge elettorale, Ius Soli o Ddl Zan non aiutano l’Italia“: la convocazione del Consiglio dei Ministri fatta d’urgenza da Mario Draghi l’altro giorno non è servita. Anzi: ha ottenuto l’effetto opposto.

La Lega si è allineata alla strategia del Movimento 5 Stelle: stare al Governo e comportarsi come se stessero all’opposizione, in modo da presentarsi alle urne come se in questi cinque anni non ne avessero trascorso la totalità (il M5S) o la buona parte (la Lega) a Palazzo Chigi.

Ad un premier che ricorda la scadenza di fine maggio per approvare il primo lotto di riforme oggi la Lega mette davanti una nuova polemica con il Pd: “Abbiamo difeso la casa e i risparmi degli italiani, lavoriamo per la pace in Ucraina e per la pace fiscale in Italia. Intanto Letta e il Pd passano il tempo proponendo ius soli, ddl Zan e cambio della legge elettorale. Vivono su Marte o vivono in Italia?”.

Enrico Letta ne ha la pazienza piena. “Lo dico molto chiaramente: l’opposizione che Salvini sta facendo al governo ha superato il limite. Penso che questa vicenda va chiarita, va chiarita nel senso che su tutti i temi principali ormai Salvini si comporta come un rappresentante dell’opposizione, è molto più opposizione Salvini di altri che sono veramente all’opposizione“. Però sta in maggioranza.

Non siamo credibili.

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