Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 24 novembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 23 novembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ore scorse e cosa ci attende in questa giornata di mercoledì

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 23 novembre 2021. Per capire cosa è accaduto nelle ore scorse e cosa ci attende in questa giornata di mercoledì.

TOP

DAVID SASSOLI

David Sassoli. Foto © Daina Le Lardic / Imagoeconomica

È il politico europeo più influente secondo tutte le riviste specializzate. David Sassoli, peraltro giornalista di primo livello, va verso il bis. Sì, il bis come presidente dell’Europarlamento.

Sul piano politico sta succedendo questo: è ormai frattura tra il  Partito Socialista Europeo (del quale fa parte) e il Ppe, che presenterà un proprio candidato. I Socialisti faranno altrettanto e il nome è quello di Sassoli. Per niente scontato, perché in un contesto altamente competitivo come l’Europarlamento di ambizioni ce ne sono tante.

David Sassoli, però, è uno che si è mosso benissimo e che ha delle relazioni incredibili. Ha dimostrato di saper gestire la più alta carica istituzionale del Continente con efficacia e stile. A questo punto, se davvero riuscirà a centrare il bis, potrà ambire a qualunque tipo di ruolo in Italia.

Nel Pd c’è chi lo vedeva bene come presidente della Regione Lazio, ma adesso perfino quel tipo di ruolo appare riduttivo.

Autorevole 4.0.

BEPPE GRILLO

Beppe Grillo (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Giuseppe Conte non riesce a dare un ultimatum, lui è specialista di penultimatum”. Una pennellata al vetriolo quella di Beppe Grillo, fondatore e leader del Movimento Cinque Stelle.

Dopo le nomine alla Rai Giuseppe Conte si era avventurato nella solita fuga in avanti sterile, dicendo che i pentastellati non sarebbero più andati in televisione. Poi si è voltato e ha scoperto di essere solo. E che intanto Luigi Di Maio aveva stravinto la partita delle nomine Rai. E molto altro all’interno del Movimento.

A quel punto ha corretto la rotta, ma Grillo non aspettava altro. Infatti con quel tipo di battuta ha ulteriormente dimostrato come all’interno del Movimento Giuseppe Conte non determini praticamente nulla. Cosa aspetti l’ex premier a rimettere la carica e andarsene non è chiaro. Intanto però Grillo ha fatto capire chi comanda davvero.

La voce del padrone.

FLOP

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

Tutti i più autorevoli commentatori politici si stanno chiedendo perché nella sostanza Matteo Salvini urli molto meno contro il green pass. E strizzi meno l’occhio alle piazze no vax. La risposta unanime è che il Capitano ha dovuto prendere atto della posizione dei suoi Governatori.

Sì, perché Luca Zaia (Veneto), Attilio Fontana (Lombardia), Massimiliano Fedriga (Veneto) e tutti gli altri devono far funzionare i servizi, soprattutto quelli sanitari. E tenere sotto controllo le terapie intensive e la curva dei contagi. Peraltro sono stati proprio loro a sollecitare maggiormente il Governo sull’irrigidimento delle misure nei confronti dei non vaccinati.

Il che conferma come alla fine anche un capo politico forte come Salvini non è nelle condizioni di poter avere posizioni diverse rispetto a quelle dei suoi colonnelli. Soprattutto se i colonnelli governano Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Correzione di rotta.

PAOLO GENTILONI

Paolo Gentiloni (Foto: Daina Le Lardic via Imagoeconomica)

L’elezione del presidente della Repubblica è il condensato della politica italiana. Si tratta dell’appuntamento politico più complicato, difficile e spietato che esista. Politici di straordinario livello non sono mai arrivati Colle: Giulio Andreotti per esempio. Personaggi del calibro di Romano Prodi sono stati “massacrati” dai franchi tiratori.

E l’abc della politica dice che se un nome viene fatto con questo anticipo, è bruciato. Vale anche per Mario Draghi, nonostante i “superpoteri”. Vale naturalmente per Paolo Gentiloni, che fra le altre cose ha accettato di far sapere urbi et orbi che aveva riallacciato i rapporti con Matteo Renzi durante un piacevole pranzo. Circostanza che nel Pd ha prodotto la cancellazione di Gentiloni dalla lista dei “papabili”. Nonostante le smentite dovute.

Nel Pd la priorità è asfaltare Matteo Renzi con elezioni anticipate nel 2022. Ecco perché la mossa di Paolo Gentiloni davvero è apparsa incomprensibile.

Autoeliminazione.

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