Top e Flop, i protagonisti del giorno: sabato 15 ottobre 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di sabato 15 ottobre 2022

I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire, attraverso di loro e quanto hanno fatto, cosa ci attende nella giornata di sabato 15 ottobre 2022

TOP

don LUIGI CIOTTI

don Luigi Ciotti (Foto: Sergio Oliverio © Imagoeconomica)

Libera è un’associazione che si occupa di soprusi e don Luigi Ciotti non ha avuto alcun dubbio nel dire la sua: l’Italia attuale è silloge di soprusi per milioni di persone che rischiano povertà e perdita assoluta di ogni possibilità di vivere decorosamente. Qui, malgrado molti cerchino di imporre sterzate ideologiche o di bottega, il problema non è politico, ma pratico.

E per far capire a tutti, neo governo incluso, che un problema senza soluzione a livello sociale diventa un dramma collettivo, un bel po’ di persone si sono date appuntamento per il 5 novembre prossimo in Piazza Vittorio a Roma. Il progetto della manifestazione del 5 novembre è stato presentato in queste ore presso la Federazione della Stampa e Ciotti ha detto la sua.

Come sempre don Ciotti l’ha detta forte e chiara, da prete che usa la tonaca quasi mai e da uomo che usa l’etica sempre: “Saremo in piazza contro la privatizzazione dei diritti e la mercificazione delle libertà”. Poi il prete del Gruppo Abele ha messo una spunta grossa come una casa sui destinatari di quella iniziativa: “Non sarà per noi ma per tutte e tutti”.

Il senso è chiaro: in un Paese falcidiato dalla pandemia, piegato dalla crisi energetica e gravato da una guerra europea a tutto tondo l’obbligo è far sentire la propria voce per cose che possono essere condivisibili o meno, ma che hanno la dignità ferrea delle faccende da portare nelle strade e tirar fuori dagli stomaci della gente.

Ciotti ha cesellato il suo pensiero in una maniera implacabile: “Una politica insufficiente nel contrasto alle disuguaglianze diviene essa stessa criminogena”. Le proposte ci sono e, inutile girarci intorno, sono anche politiche: rafforzamento del reddito di cittadinanza, la riforma del welfare, il salario minimo.

Ma la visione, quella, è politica in senso più alto perché è di tutti: di chi non può non urlare e di chi deve ascoltare.

Guida fra i guitti.

LUCIO MIGLIORELLI

Lucio Migliorelli

Lo ‘scopo‘ è uno dei più potenti motori dell’esistenza, tanto per gli umani quanto nel resto del mondo animale. Con la differenza che questi ultimi hanno come ‘scopo‘ centrale mangiare e riprodursi, i primi invece hanno bisogno di una buona motivazione anche per mettere giù il piede dal letto al mattino.

Il presidente Lucio Migliorelli della Saf, società pubblica che si occupa di far sparire i rifiuti dall’elenco dei problemi per i cittadini di Frosinone, è riuscito a trovare una buona ragione per convincere i ciociari a mettersi loro sponte su una strada ecologica. E fare da soli una buona raccolta differenziata prima di andare a dormire e cercare da sotto le lenzuola una valida ragione per rimettere i talloni a contatto con il freddo mattutino del pavimento l’indomani.

Come li ha convinti? Gli ha tagliato la bolletta dei rifiuti. È la seconda volta in meno di un anno. La precedente fu a cavallo dello scorso Capodanno. Grazie al secondo taglio in arrivo dai prossimi giorni i cittadini ciociari non avranno una stangata sulla Tarsu, legata all’impennata dei costi dell’energia. Lucio Migliorelli ha spedito ieri sera la comunicazione di quattro pagine ai sindaci della provincia di Frosinone, tutti soci in parti uguali della Saf che lui amministra.

Una delle linee di lavorazione della Saf

Come ci è riuscito dal momento che la stangata sui prezzi del gas sta mettendo in ginocchio qualunque aspetto dell’economia? Esatto: Migliorelli è partito proprio da lì. Ha chiamato in Veneto dove da un paio d’anni finiscono gli avanzi delle cucine ciociare per essere infilati in un silos e lasciati a fermentare insieme alle erbacce sfalciate nei giardini. E nella sostanza gli ha detto: voi con i nostri rifiuti ci state facendo il metano green risparmiando un pozzo di soldi, ora una parte degli extraprofitti che state facendo ce la girate tagliando la tariffa.

Il problema è l’aumento degli altri costi: per i rifiuti indifferenziati. La Ciociaria non ha più una discarica e deve portare tutto fuori, pagando per il trasporto e lo spazio occupato. E Viterbo, il sito dove finora siamo andati dalla chiusura di Roccasecca in poi, ha detto che sta per esaurire gli spazi. Dal primo novembre prossimo ci chiude i cancelli. Le alternative costano tutte di più.

Nella nota ai sindaci, Lucio Migliorelli spiega al centesimo cosa sta accadendo e cosa accadrà. Il piano che ha messo a punto insieme a loro in occasione dell’approvazione dei bilanci sta funzionando. Arriveranno altri grossi risparmi quando verrà realizzata la nuova Fabbrica dei Materiali che recupererà quasi tutto mandando ben poco in discarica. E con la realizzazione del biodigestore pubblico autorizzato ad Anagni si eviteranno i viaggi in Veneto e le spese di smaltimento.

Almeno ci risparmiamo.

FLOP

LORENZO FONTANA

Lorenzo Fontana (Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Lui è tanto cattolico brevettato da essersi distinto in più occasioni come difensore della “famiglia tradizionale” e delle posizioni antiabortiste. Le skill del nuovo Presidente della Camera sono documentate. In silloge: nel 2018 in una lettera al Tempo precisò senza mezzi termini che “la mamma si chiama mamma (e non genitore 1) e il papà si chiama papà (e non genitore 2)“.

E Lorenzo Fontana, salviniano più salviniano di Salvini è sempre stato duro con le famiglie arcobaleno e con il “relativismo” di genere. Una volta da ministro promise di “potenziare i consultori per cercare di dissuadere le donne ad abortire” e incentivare la natalità.

Premessa uno: lo striscione contro di lui in aula è roba da democratici un tanto al chilo. Premessa due: le sue non sono caratteristiche necessariamente negative, siamo in democrazia e pluralità stupenda di idee, tuttavia rischiano di essere negative per una massa critica di cui Fontana è addendo. Il vicesegretario della Lega è la summa di una sorta di “arroccamento” di parte con il quale il centrodestra che è legittimamente al Governo sembra aver deciso di “colonizzare” le istituzioni.

Ed averlo fatto con uomini che siano concentrato di un certo modo di essere, uno solo si badi, non quello necessariamente sbagliato. Il problema è che sull’altro lato dell’addizione c’è Ignazio La Russa, anche lui fortemente connotato in quanto a identità. Fontana ha lo stesso grip destrorso ma non ha dalla sua l’esperienza e la lunga militanza parlamentare del suo omologo a Palazzo Madama. Insomma, se sta nei Flop non è tanto per quel che è e per quel che pensa, è per quel che malgrado lui stesso rappresenta. Che cosa? Una sorta di ala “debole” ma connotata di un accerchiamento legittimo ma irrituale.

Le istituzioni dovrebbero essere incarnate da persone che abbiano si idee, ridicolo credere il contrario, ma che nel propalarle siano “lievi e periodiche”, non “grevi e in loop”.

E Fontana in quanto ad uscite tutte sue ha onorato con entusiasmo il suo cognome e non ha praticamente mai smesso di far “zampillare” idee che non lasciano dubbio alcuno su quale parte abbia scelto. Giusta per lui, sbagliate per altri, imbarazzante per quello che da ieri è.

Camera stretta.

dom MAURITIUS WILDE

dom Mauritius Wilde

Papa Francesco ha detto no. Non sarà il teutonico padre Mauritius Wilde il 193° successore di San Benedetto da Norcia sulla cattedra di Montecassino. E non perché non sia bravo. Ma per l’esatto contrario: perché lo è troppo per starsene rinchiuso a pregare in un cenobio situato su un monte al confine tra Ciociaria, Campania e Molise.

I monaci di Montecassino ci avevano visto benissimo quando si erano riuniti lo scorso mese di agosto. Lo avevano fatto per indicare il successore di dom Donato Ogliari, chiamato a Roma dal Pontefice per affidargli la guida di San Paolo Fuori le Mura. Indicando il teologo tedesco, i monaci di Montecassino avevano operato una scelta di altissimo spessore. Perché padre Wilde è l’attuale priore di Sant’Anselmo a Roma, è finissimo teologo spirituale specializzato nella Regola di San Benedetto. Conversa amabilmente in tedesco, italiano e inglese, collabora con il servizio internazionale del Vatican News.

Portarlo al vertice di Montecassino avrebbe significato restituire un respiro internazionale al monastero. Che fino a qualche tempo fa aveva una dimensione europea, riceveva il corpo diplomatico accreditato, organizzava convegni, era un centro di preghiera ma anche di cultura.

Papa Francesco, al di là degli acciacchi, dicono che ci veda benissimo. Sia da vicino he da lontano. Soprattutto, senza bisogno di guardare. Poco alla volta sta plasmando la chiesa del futuro, proiettandola in una nuova dimensione post conciliare. Ha fatto sapere che non darà il suo placet alla richiesta fatta dai monaci di Montecassino. Ma indicherà lui stesso il nuovo abate. Esattamente come fece con dom Ogliari. Che ha pesato, considerato come possibile vescovo a Torino, poi preferito tenere a Roma.

Per Cassino ha in mente altro. Non il priore tedesco di Sant’Anselmo.

Deus dedit, Deus abstulit: sit nomen Domini benedictum.

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