Chi vince governa, chi perde resta a contare (di C. Trento)

Cinquanta sfumature di vittoria. Non è vero che tutti hanno portato a casa un risultato positivo: il successo di Pompeo non salva il Pd. Nel centrodestra gli equilibri sono cambiati radicalmente: ridono i Fratelli d’Italia, non Forza Italia e la Lega

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Chi vince governa e chi perde continua a contare”. È una vecchia regola della politica, magari cinica ma sicuramente vera. Una tornata elettorale ruvida quella delle comunali, con verdetti giocati spesso sul filo di lana.

Amarezza e gioia alternate su fronti opposti, in maniera trasversale. Con i leader dei Partiti impegnati a spiegare, tutti, che avevano trionfato comunque, in virtù di interpretazioni spesso incomprensibili.

In realtà ci sono stati vincitori e vinti.

Lo straordinario successo di Antonio Pompeo a Ferentino non significa che il Pd ha invertito la rotta, come del resto dimostrano le sconfitte ad Anagni e Fiuggi. Il centrodestra che va al ballottaggio ad Anagni e che conquista Fiuggi non copre i problemi di Forza Italia, ridotta al minimo nel voto di lista.

La Lega scopre che l ’effetto traino sul territorio va costruito con il radicamento e incassa una battuta d ’arresto, perfino nella coalizione.

Il Movimento 5 Stelle da queste parti non riesce ad essere protagonista quando in palio c’ è la fascia tricolore. Al contrario, Fratelli d’Italia sale alla ribalta per il risultato ottenuto nella città dei Papi. Così come Casapound, che arriva al ballottaggio sostenendo Daniele Tasca.

Però i veri protagonisti, nel bene e nel male, sono stati i candidati a sindaco. Sempre meno legati ai Partiti, sempre più blindati da liste civiche, sempre più soli perfino nella percezione del mare magnum nazionale. Adesso toccherà a loro amministrare il quotidiano, cercare di mettere insieme il pranzo con la cena.

Non si è trattato di una rivincita rispetto alle politiche e alle regionali del 4 marzo scorso. Però quel vento di cambiamento che si è alzato tre mesi fa si è avvertito pure alle comunali. Con musica e suonatori diversi naturalmente, ma con la stessa intensità.

Perciò non è vero che si tratta di una notte nella quale tutti i gatti sono neri. Ci sono state luci e ombre.

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