Un Piano per il Commercio in tutti i Comuni dopo il voto

[dfads params=’groups=105&limit=1&orderby=random&return_javascript=1′]

 

Pochi clienti, meno soldi da spendere, costi più alti: poco alla volta i negozianti anche in provincia di Frosinone si arrendono. L’allarme l’aveva lanciato nei giorni scorsi Confimpreseitalia. L’associazione degli imprenditori ora tenta di inserire nell’agenda politica il tema del Commercio. Almeno nei tre principali Comuni ciociari chiamati al voto a giugno. A Cassino, Sora e Alatri «organizzeremo dei forum con i candidati a sindaco per capire quali sono le proposte per il rilancio del commercio e dei piccoli e medi negozi» anticipa il presidente nazionale Guido D’Amico.

Perché ve ne interessate nonostante siate un’organizzazione orientata verso le piccole e medie imprese?
Perché il commercio è impresa. E’ economia. La tendenza è quella di pensare che i problemi dei commercianti sono e restano soltanto dei commercianti. Non è così. La devastante crisi economica che ha colpito la Ciociaria ha determinato l’abbassamento di migliaia di serrande. Non è una questione di orario, di giorno, di stagione, il punto è che i piccoli imprenditori non ce l’hanno fatta. Ne vogliamo prendere atto? Vogliamo prendere atto che i negozi e le botteghe fanno parte dell’identità delle nostre città, dei nostri paesi, dei nostri borghi?

Il sospetto è che con questi temi, in qualche modo vogliate ‘infilarvi’ nella campagna elettorale…
Le insegne illuminate e le vetrine non sono dei semplici luoghi di passaggio, ma caratterizzano un zona, contribuendo, per esempio, alla cura e al decoro della città. Inoltre i negozi sono anche un luogo di aggregazione. Tutti i negozi e penso anche ai ristoranti, ai bar, alle cartolerie. Mi ha molto colpito la dichiarazione di un’anziana signora riportata su un giornale nazionale. Era questa: «Ah, per me che sono sola il negozio era più che un posto dove comprare. Io mi mettevo il vestito bello per andarci. Era un’occasione per parlare, per sentire le notizie del quartiere, per partecipare alla vita degli altri. E se avevo bisogno di qualcosa, se non stavo bene, il macellaio mio amico veniva a darmi una mano. Ma ora anche lui ha chiuso».

Si, ma resta il sospetto che vogliate intrufolarvi nel dibattito sulle elezioni, mentre siete un’associazione di imprenditori
E allora? Confimpreseitalia vuole sapere quali sono i programmi di chi si candida ad amministrare le nostre città. Se sono previste delle misure di rilancio dei centri storici, magari abbassando il carico fiscale di chi intende aprire un nuova attività, magari prevedendo delle zone a traffico limitato per favorire lo shopping, magari stabilendo degli “sconti” sulle tasse che i negozianti pagano ogni anno. A Frosinone come a Roma, a Firenze come a Milano. E’ ora che si alzi una voce su problema e si stimoli il dibattito. Se questo significa intrufolarsi nella discussione politica ebbene voglio prendermi questa accusa anche se è palesemente infondata

Nelle settimane scorse lei ha accusato la politica di non avere un piano per il rilancio industriale della provincia di Frosinone. Per il Commercio ritiene che le idee ci siano?
Un Piano Commercio serve nei Comuni. Non sarebbe una brutta idea, per esempio, quella di istituire una Commissione sui Tempi della Città, per armonizzare l’entrata e l’uscita delle scuole con l’apertura e la chiusura dei negozi. E’ soltanto un esempio, ma credo che il problema vada posto. Altrove sono state prese delle misure per la riqualificazione dei centri storici. Puntando sull’arredo urbano, sulla sostituzione dei cestini, sulle misure anti-piccione, sugli incentivi per il rifacimento delle facciate, sulla promozione turistica, sulla riduzione dell’Imu sugli immobili commerciali del centro storico.

I Comuni non hanno un centesimo: senza soldi cosa pensa si possa fare?
Certamente Confimpreseitalia si rende conto delle difficoltà del momento, anche e soprattutto degli enti locali, alle prese con la riduzione delle risorse. Al tempo stesso, però, non vogliamo che questo situazione possa diventare un “alibi” per non fare nulla.

Farete politica alle prossime comunali?
Incalzeremo chi si candida a guidare le città. I Commercianti hanno bisogno di segnali forti, chiari, urgenti e concreti. Noi ci saremo. Senza fare politica

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright