Uomini forti per Partiti deboli

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L’obiettivo è chiaro, preciso e concordante: riprendersi il controllo del Partito. Ma come, adesso che i partiti non contano più? Contano, contano… e comunque quel tanto che basta per decidere candidature, indicazioni, incarichi e tutto il resto. Soprattutto candidature, in particolar modo a Camera e Regione Lazio. Se poi al referendum vincono i NO, allora riecco anche il Senato. Perfino le Province.

In provincia di Frosinone l’accordo forte è tra due “uomini forti”: Mario Abbruzzese (Forza Italia) e Francesco De Angelis (Pd). “Tu non metti il bastone fra le ruote a me e io non lo metto a te”. Negli enti intermedi sta funzionando, diavolo se sta funzionando: alla Provincia (dove De Angelis ha sorpassato Scalia nel rapporto privilegiato con il consigliere regionale di Forza Italia), all’Asi, alla Saf, al Cosilam. Poi nei Comuni magari succede che ad Alatri vince Giuseppe Morini, in perfetta sintonia con l’assessore regionale Mauro Buschini, (ex) delfino di De Angelis. Succede che a Cassino e Sora vengono eletti Carlo Maria D’Alessandro (Forza Italia) e Roberto De Donatis (civico ma appoggiato da Psi e Forza Italia). Vittorie gradite ad entrambi. Molto meno a Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi, Domenico Alfieri.

Venerdì prossimo ci sarà la direzione provinciale del Partito Democratico e allora bisognerà ascoltare soprattutto l’intervento del senatore Francesco Scalia. Per capire quali potranno essere le contromosse.

Dal mare vasto delle indiscrezioni ne emerge una: chiedere di rompere a tutti i livello l’accordo con Forza Italia. A quel punto nel Pd nessuno potrebbe nascondersi.

Mario Abbruzzese? Riderebbe comunque.

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