Veleni sui Tributi: la mozione fa il contrario di quanto promesso alle elezioni

Elaborazione © AG IchnusaPapers

Veleni sulla mozione approvata dal Comune di Formia per esternalizzare la riscossione dei tributi minori. L'ex assessore rivela: il programma elettorale prevedeva l'esatto contrario. Il capolavoro della Lega. Che sta costringendo l'amministrazione ad inseguire

La maggioranza civica che governa il comune di Formia è ostaggio di se stessa. E della Lega. Che ha la capacità di far diventare oro tutto quel che tocca, complici i gravi limiti politico-amministrativi della variegata coalizione del sindaco Paola Villa.

Il servizio esternalizzato

 Tutto nasce da una mozione approvata nel corso dell’ultima seduta di Consiglio del 2019. Prevede che il servizio di riscossione dei tributi minori venga affidato all’esterno. Un modo per renderlo più efficiente. Il documento è stato approvato all’unanimità. Allora dove sta il problema, se sono tutti d’accordo?

Il Consiglio Comunale di Formia

Il problema sta nel fatto che quella Mozione faceva parte del programma politico dell’opposizione e non di quello della maggioranza. Non solo. Il testo che stava andando in votazione era quello sviluppato dalla Lega: che notoriamente non è una forza al governo di Formia.

A mettere a nudo la situazione è stato l’ex assessore al Bilancio Fulvio Spertini. Con un post sul suo profilo Facebook.

Esternalizzare i tributi è la stessa “scemità” (scemenza oscena) come l’esternalizzazione dei parcheggi. C’è scritta una cosa ma se ne fa un’altra. Complimenti agli ossimori leghisti formiani che con quattro strilli e una letterina al prefetto riescono a far votare all’unanimità il loro programma.

Credibilità per Paola Villa Sindaco? Un’altro ossimoro, come la lega a Formia che detta la politica tributaria.

Correzioni al volo

La mozione è stata presentata dai consiglieri della Lega, di Forza Italia, dell’Udc, dei Fratelli d’Italia e della lista “Formia con te”. La maggioranza la stava portando in votazione: poco prima che si procedesse per alzata di mano però qualcuno ha dato un’occhiata a quel testo. Ed ha fatto scattare il semaforo rosso.

Quando ha capito cosa stava per approvare (rispetto ai propri propositi elettorali di un anno e mezzo fa) la maggioranza ha dovuto chiedere in extremis una lunga sospensione dei lavori. Lo ha fatto per apportare alcune correzioni al testo proposto dal centrodestra.

E’ stato un disperato tentativo di legittimare il proprio operato, nonostante l’argomento fosse stato proposto dalle minoranze con la famosa Pec inviata a mezzanotte del 16 novembre per chiedere ed ottenere il pronunciamento del consiglio comunale. Una mossa – quella della Pec – che aveva avuto l’effetti di compattare le opposizioni ed iniziare tutte insieme a logorare il sindaco e la sua amministrazione. (leggi qui Due Pec per riunire il consiglio e far saltare il sindaco).

Allora annacquiamo

Il sindaco di Formia, Paola Villa

La decisione della maggioranza di rivedere il testo è stata resa nota dalla lista civica “Un’altra città”, probabilmente ispirata personalmente dal sindaco Villa. Un raid con cui “annacquare” i meriti politici guadagnati sul campo dal centrodestra.

Il documento finale che ne esce, assegna al sindaco Paola Villa i meriti di avere individuato l’esternalizzazione come via d’uscita amministrativa al problema della riscossione poco efficace così com’è oggi.

Il testo non lascia spazio a dubbi.

Il consiglio comunale ha preso atto di un iter già in essere relativo alla volontà dell’Amministrazione del Comune di Formia di esternalizzare la riscossione dei tributi minori.  Una presa d’atto del lavoro dell’attuale amministrazione che da alcuni mesi ha posto il focus su tale argomento. La mozione di interesse è stata votata all’unanimità dal Consiglio Comunale attestando la bontà del percorso intrapreso dall’attuale amministrazione”.

In pratica, dal testo finale risulta che è stato lo stesso sindaco di Formia, dopo aver illustrato le criticità emerse in merito alla riscossione dei tributi minori, ad aver “già incaricato a novembre il dirigente competente di predisporre un’apposita relazione in merito, tendente ad esternalizzare la riscossione dei tributi minori”.

Goal o autogoal?

Fulvio Spertini, assessore dimissionario al Bilancio di Formia

Apriti cielo! La sortita della maggioranza è stata definita un altro autogol politico dal dimissionario assessore al Bilancio Fulvio Spertini.

È un tecnico che avuto ed ha tante qualità, una su tutte è la memoria. E si è ricordato che il programma elettorale del sindaco prevedeva l’esatto contrario di quanto Paola Villa sta facendo adesso. Spertini lo sapeva con certezza: è stato lui uno dei “saggi” ad aver contribuito a scrivere il programma elettorale del sindaco di Formia che prevedeva la pubblicizzazione della gestione di questi due servizi.

Insomma sarebbe dovuto essere il comune direttamente o in house (attraverso la sua municipalizzata Formia Rifiuti zero) a provvedere.

Ecco cosa significa il passaggio “C’è scritta una cosa ma se ne fa un’altra. Complimenti agli ossimori leghisti”.

Costretti a inseguire

Alla Lega interessa rilevare altro. La maggioranza è costretta ad inseguire piuttosto che dettare l’agenda amministrativa come dovrebbe. E i risultati, negativi, sono sotto gli occhi di tutti. Anche quest’anno il comune di Formia non ha approvato il bilancio di previsione e quello pluriennale entro il 31 dicembre.

A salvare i conti sarà il decreto 13 dicembre 2019 del Ministero dell’Interno: differisce il termine per la presentazione del Bilancio. E lo sposta al 31 marzo. Tutto scritto sulla Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre scorso.

Fulvio Spertini, già assessore a Formia: si è dimesso nei mesi scorsi

Però, a differenza degli altri comuni del Golfo (Gaeta e anche Minturno), ora Formia deve operare in dodicesimi (un dodicesimo del bilancio complessivo dell’anno precedente) non potendo espletare alcuna gara d’appalto, liquidare i propri fornitori e anche abbozzare alcun tipo di programmazione.

Ma accontentarsi è un mestiere….che come tale va rispettato! 

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