Via al Di Stefano 2.1, la giunta degli equilibri

Via alla prima giunta del sindaco Luca Di Stefano. Il sottile gioco dei mille equilibri. Il ruolo delle liste. La difficile partita per la presidenza d'Aula

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

In equilibrio, sia sul piano politico e sia sul piano dei voti; sul piano del rinnovamento e su quello dell’esperienza. La prima giunta comunale del sindaco Luca Di Stefano è il risultato di mille sintesi. Tiene conto degli impegni presi con la città e degli accordi sulla parola fatti con gli alleati; soprattutto della promessa di cambiare le cose ed i volti.

La firma sui decreti di nomina è stata messa nel pomeriggio, poi la foto e l’annuncio. Niente protocolli, niente mail: Facebook è più diretta ed immediata. Via già un bel po’ di burocrazia. Non poteva esserci una strada diversa per il sindaco più giovane e più social nella storia di Sora: l’analisi dei flussi è impietosa, la fascia tricolore gliel’ha messa anche una parte di indecisi che Luca Di Stefano è riuscito a raggiungere, convincere e mobilitare grazie ad Instagram e (in misura minore) Facebook.

La giunta degli equilibri

Luca Di Stefano e Maria Paola Gemmiti

Niente cambiali elettorali, niente assessorati assegnati a volti già visti nella politica cittadina per ripagare l’appoggio al ballottaggio. Chi assicurava che il Di Stefano 2021 (l’altro è il Di Stefano 1993 e l’aveva varato Enzo, papà dell’attuale sindaco) nascesse già vecchio è stato smentito.

Nel Di Stefano 2.1 il vice sindaco è il cardiologo Maria Paola Gemmiti; a lei vanno anche le delghe alla Cultura ed alle Pari Opportunità. È il pieno rispetto del patto elettorale raggiunto da Luca Di Stefano la settimana prima delle candidature: aveva convinto il polo progressista a convergere su di lui. E ad ammainare il simbolo del Partito Democratico, rinunciare all’aspirazione della dottoressa di concorrere per la carica di primo cittadino. In cambio: un campo più largo, una forza maggiore, un ruolo chiave nell’amministrazione. E così è stato.

Il ticket Di Stefano – Gemmiti era stato annunciato durante l’ultimo comizio, prima del voto. Soddisfa l’area civica del dottor Augusto Vinciguerra (candidato sindaco cinque anni fa) che aveva lanciato il nome della cardiologa; soddisfa il Pd provinciale che pochi mesi fa aveva raccolto a Sora un Partito in macerie, riuscendo a ricostruire l’unità ed ora ha il numero 2 dell’amministrazione.

Rinnovamento ed esperienza

Il sindaco di Sora Luca Di Stefano

Andrea Alviani è assessore all’Innovazione tecnologica, alle Attività produttive e Commercio, al Turismo, ai Rapporti con le associazioni di categoria. È espressione di una delle civiche che hanno sostenuto Luca Di Stefano, politicamente è vicino ad Azione di Carlo Calenda.

A Francesco De Gasperis vanno le delghe alla Manutenzione e decoro urbano, al Patrimonio e demanio. È il primo dei non eletti nella civica del vicesindaco uscente Fausto Baratta: la sua nomina salvaguarda gli equilibri della civica, rappresenta un segnale di chiaro rinnovamento ma assicura una linea di contatto con quella parte di amministrazione uscente che ha creduto nel progetto Di Stefano. E che aveva detto da oltre un anno al sindaco Roberto De Donatis che non l’avrebbe sostenuto per un bis.

La dottoressa Loreta Lory Altobelli è Assessore alla Programmazione Economica e Controllo di Gestione, al Bilancio e Finanza, ai Tributi ed alle Società partecipate; giovane professionista, la dottoressa Altobelli è la figlia del commercialista Antonio Altobelli, già candidato sindaco nel passato, figura di riferimento per la Forza Italia degli anni Novanta.

Naike Maltese invece è l’assessore alle Politiche sociali, alla Sovrintendenza delle attività sociali e interventi comunali in materia di assistenza all’infanzia, adulti e anziani, nomadi ed extracomunitari; ha la delega all’Attuazione delle competenze socio-assistenziali e di integrazione socio-sanitaria; alla Gestione del sistema dei servizi e delle iniziative a sostegno della famiglia.

Il nodo del Presidente

Luca Di Stefano con Lino Caschera

Sono state le liste ad avanzare le loro proposte al sindaco. È stato Luca Di Stefano a fare la sintesi e tracciare una linea di equilibrio che tenesse tutto insieme.

Il prossimo nodo politico da sciogliere per il sindaco Luca Di Stefano sarà più complesso: c’è da individuare una sintesi sul nome del presidente del Consiglio Comunale. È una scelta politica ma allo stesso tempo rappresenta una decisione di equilibrio.

I rumors dicono che il sindaco intende interrompere la tradizione degli ultimi due mandati e tornare all’intepretazione più naturale della norma. In pratica: eleggere il Presidente d’Aula insieme all’opposizione lasciando proprio alle minoranze quella casella. È un’ipotesi.

In quel caso, il consigliere comunale di Opposizione più votato è stato il leghista Lino Caschera: proprio colui che con la sua salita sul Carroccio ha determinato l’uscita dell’allora capogruppo di minoranza Di Stefano; doveva essere la manovra con cui cancellare il giovane oppositore dallo scenario politico sorano. Invece ha dato il via ad una serie di eventi che l’ha portato a diventare sindaco.

Se il sindaco Luca Di Stefano accettasse una cosa del genere manderebbe un doppio segnale. Il primo: fine degli schemi del passato dove la maggioranza faceva l’asso pigliatutto. Il secondo: rispetto delle procedure anche a costo di dover digerire l’elezione di chi aveva provato ad emarginarlo.

È un’altra sfida. Più grande di quelle affrontate finora.

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