Zingaretti e Bettini stoppano l’ipotesi Draghi premier

Il leader del Partito Democratico fa sapere che il ministro dell’economia Roberto Gualtieri sta già facendo quello che l’ex Governatore Bceha annunciato. L’obiettivo è evitare una “safety car” che rimetta in gioco Salvini e Meloni.

A Goffredo Bettini il compito di assestare il primo colpo, a Nicola Zingaretti quello di chiudere il discorso. In modo garbato certo, ma netto. In queste ultime ore è circolata molto l’idea di un Governo di unità nazionale a guida Mario Draghi.

L’ex Governatore della Bce ha l’apprezzamento di molti, anche di Matteo Salvini che si è apertamente sbilanciato. Ma nel Partito Democratico non possono esserci in questo momento alternative all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Anche perché la sola opzione Draghi ha messo in fibrillazione il Movimento Cinque Stelle. E allora Zingaretti ha deciso ancora una volta di blindare maggioranza ed esecutivo. Sempre dalla quarantena, dove continua a scalare posizioni e sondaggi.

Goffredo Bettini © Imagoeconomica / Paolo Cerroni

Dicevamo di Goffredo Bettini, cardinale Richelieu del Pd zingarettiano. Collaboratore più ascoltato del segretario. Bettini ha detto che va bene «l’apertura di una cabina di regia che comprenda anche le opposizioni». Ma al tempo stesso ha espresso contrarietà a «soluzioni politicamente pasticciate e strumentali; ad esempio un governo di tutti per andare avanti in questa legislatura». È un no a Draghi.

Poi è intervenuto il segretario nazionale Nicola Zingaretti. Affrontando il tema della liquidità per le imprese e le famiglie da accordare in tempi certi, necessità indicata anche dall’ex numero uno di Eurotower. Draghi appunto.

Nicola Zingaretti

Ma Zingaretti ha anche aggiunto: «Ha ragione il ministro Roberto Gualtieri, il governo vada avanti con determinazione su politiche espansive e di investimento per immettere liquidità nel mercato. Come ha detto Mario Draghi “agire subito senza preoccuparsi del debito pubblico per proteggere cittadini ed economia”. Questa è la priorità assoluta». Traduzione dal politichese: la ricetta di Mario Draghi è la stessa del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Dunque, non serve porsi il problema ora, perché quello che potrebbe fare Draghi lo sta facendo già Gualtieri.

Il Partito Democratico non vuol scossoni in questa fase delicatissima. Inoltre, un Governo con Mario Draghi premier avrebbe l’effetto della safety car in una corsa di Formula uno. Rimetterebbe tutti in fila, uno dietro l’altro. Annullando le distanze della corsa. In altre parole rilancerebbe le azioni della Lega di Matteo Salvini e di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Costringerebbe i Cinque Stelle ad un ruolo subalterno e metterebbe in secondo piano l’intera classe dirigente del Pd. Dunque, niente ipotesi Mario Draghi presidente del consiglio. Meglio Giuseppe Conte.

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