Zingaretti al M5S: «Facciamo l’alleanza»

Foto © Imagoeconomica, Sara Minelli

Il Segretario Nazionale del Pd, a Otto e mezzo, rompe gli indugi. E dice al M5S che ha solo una possibilità: l'alleanza con i Dem. Altrimenti è condannato all'opposizione. Roma, i rapporti tra alleati, la diffidenza di Di Maio

Lo studio è quello di Otto e Mezzo su La7. La domanda è quella diretta come un missile e affilata come una spada impugnata da Lilli Gruber. La risposta è quella di Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e segretario nazionale del Partito Democratico.

«Noi oggi abbiamo forze politiche che potenzialmente rappresentano il 45-48 per cento degli italiani. Domanda: vogliamo provare a farla diventare un’alleanza? Altrimenti, inutile girarci attorno, torna Salvini».

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Sara Minelli

È la rottura di ogni indugio. Zingaretti mette il M5S di fronte al proprio futuro: finire in minoranza di fronte ad un governo Salvini – Berlusconi – Meloni. Oppure giocarsi la partita da sinistra. E fare un’alleanza con il Pd.

Lilli Gruber non si accontenta dello scoop. È un mastino dai tratti gentili ma l’odore del sangue, della notizia, non fa altro che scatenare ancora di più l’istinto. E affonda i denti. Chiede a Zingaretti «Ma in questa alleanza ci sarebbe anche Matteo Renzi?»

Il segretario che non ha mai mandato via nessuno, che ha fatto di tutto per tenere dentro tutti, risponde «Va chiesto a lui. Per me non ci sarebbe problema».

Mette in evidenza il diverso rapporto tra il Pd ed i 5 Stelle e quello che invece i grillini avevano quando stavano al governo insieme alla Lega. «Con i 5 Stelle non ci sono scambi» come era con la Lega. «Con il M5s abbiamo costruito insieme un programma che ha un’ossessione condivisa: la crescita e la giustizia sociale. Due elementi che mancavano ai tempi del Papeete. Per questo abbiamo evitato l’aumento dell’Iva è iniziato a tagliare il cuneo fiscale».

© Imagoeconomica, Stefano Carofei

I rapporti con Luigi Di Maio sono difficili. Quasi inesistenti. Perché questo rapporto è nato controvoglia. Né lui né il leader del MoVimento lo volevano. Ora però è il momento di cambiare la prospettiva, spiega Zingaretti. «Ho letto l’intervista di Di Maio e la condivido al cento per cento. Non ci siamo visti spesso ma le che ci siamo visti sono stati sempre incontri utili».

«Se mi sta simpatico? Sì anche, ma non è questa la cosa importante. Ho letto su alcuni giornali che si lamentano che non ci sono foto di noi due insieme. Io dico ‘meno male’ perché l’importante non sono le foto ma la serietà».

C’è spazio anche per Roma. La sindaca Raggi dovrebbe dimettersi? «No, dovrebbe affrontare con più decisione e collegialità temi per troppo tempo irrisolti», dice Nicola Zingaretti. «Ho passato più tempo ad occuparmi dei rifiuti di Roma di chiunque altro prima nella storia, dando una mano non tanto alla Raggi quanto soprattutto ai cittadini romani».

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