Zoino e la nostra economia: banche, Regione e imprese. “Si vince così”

Il delegato di Unindustria per Finanza e Credito a “Il Sole 24 ore” illustra rischi ed opportunità per l’Economia laziale. I problemi ci sono, ma con l’aiuto di tutti l’outlook può diventare più che positivo per il nostro sistema.

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Quanto costa oggi un chilo di mele?” Operare nell’economia reale è ben diverso che analizzare in maniera fredda un grafico e commentarlo. Lo sa bene Rosario Zoino, delegato per Finanza e Credito di Unindustria e storico braccio destro di Maurizio Stirpe. Il professionista ciociaro proprio partendo da quell’economia reale, nella quale – ipse dixit – questo è un “momento storico particolarmente ostile per operare”, ha illustrato come sta messo il Lazio e quanto stia facendo Unindustria.

Zoino non ha fatto questa analisi in una riunione carbonara, ma attraverso le colonne di quella che è la bibbia quotidiana dell’economia italiana: Il Sole 24 ore.

Gli alert di Zoino

Rosario Zoino

Primo alert: il credito. “Se le banche chiuderanno i rubinetti alle imprese, sarà una tragedia”. E questo, Zoino lo afferma partendo da una considerazione: il mercato è drogato dal sistema delle garanzie e quando queste finiranno, finiranno anche le maniche larghe nel concedere finanziamenti, premiando solo i settori più solidi. In pratica? Oggi le imprese ricevono soldi in prestito con una certa facilità: perché c’è chi garantisce per loro e fa da rete di sicurezza. Senza quella rete, il sistema sceglierà di rischiare i suoi soldi prestandoli solo a chi è più solido.

Se questo quadro si andasse a compiere nel Lazio, il problema assumerebbe i contorni della deflagrazione. È’ questo il momento del dialogo con le istituzioni, è questo quello che sta facendo la struttura di Unindustria. “Il 31 dicembre – ricorda Zoino – è scaduta la moratoria sui prestiti alle PMI e da qui a breve sapremo se l’aumento del debito si tradurrà in un peggioramento degli indici di sostenibilità finanziaria”. Cioè, conosceremo le conseguenze innescate dall’avere tolto la rete: vedremo con quale facilità verranno prestati i soldi, se a tutti o solo alcuni.

Non basterà una proroga, ma servirà innalzare la soglia della classificazione del default, altrimenti dice Zoino: “La proroga rischierebbe di essere controproducente”.

RISCHIA IL TURISMO, LA REGIONE PUO’ E DEVE FARE

Foto © Thibault Jugain / Pexels

Chi rischia di più nel Lazio? Le imprese del turismo. “Alcune imprese di questo comparto dopo l’azzeramento dei ricavi nel 2020 e avendo sostenuto almeno parte dei costi fissi – spiega ancora Zoino – si ritrovano con un elevato indebitamento”. Facciamo l’esempio di un albergo: nell’anno del lockdown non ha avuto ospiti ma ha dovuto pagare comunque tutte le spese fisse; sui bilanci risulterà fortemente indebitato. Tutto ciò si traduce in fragilità.

Unindustria sta interloquendo con la Regione per trovare soluzioni, tra patrimonializzazioni, minibond ed interventi sui capitali di rischio. In particolare sui minibond Unindustria ha proposto, per le imprese con fatturato minimo di 5 milioni: “Un fondo da 15 milioni di euro – spiega Zoino – con effetto moltiplicatore che può arrivare a 60 milioni di emissioni, con la Regione che interverrebbe con una garanzia sulle prime perdite (massimo 25%) e un contributo a fondo perduto per coprire il 50% dei costi di emissione”.

Su questa misura c’è ottimismo e Zoino pensa che già nel 2022 potrebbe esserci un bando con le prime PMI pronte a partecipare. Un intervento tanto importante quanto urgente soprattutto alla luce dell’attuale situazione legata ai costi dell’energia.

MA L’OTTIMISMO NON MANCA

Ma non ci sono solo problemi all’orizzonte. Per il delegato Finanza e Credito di Unindustria, c’è anche spazio per l’ottimismo. “Nel 2020 il Pil del Lazio è sceso meno che nel resto d’Italia, l’anno scorso il rimbalzo è stato inferiore, ma quest’anno si torna a far meglio”.

Per Zoino da sottolineare è il fatto che questi risultati si stiano ottenendo senza la ripresa del turismo, come se il Napoli di Maradona avesse vinto lo scudetto senza il suo numero 10. Perché nel Lazio, con Roma, il turismo – per usare un enorme eufemismo – non è una componente marginale.

Chi ha compensato? L’industria farmaceutica, l’informatica, l’aerospazio e la metallurgia. Tanto che – afferma Zoino – ne 2021 gli occupati nel Lazio sono cresciuti del 29%, in numeri assoluti 140 mila lavoratori in più”.

Ora però basta con i solisti, si deve passare al gioco di squadra, perché ognuno dovrà fare la propria parte. Solo in questo modo lo scenario diventerà più positivo che negativo.

DIECI ANNI DI OPPORTUNITA’ ED UN CONSIGLIO…

Foto Skittephoto

Ci sono i fondi del PNRR, dove noi di Unindustria abbiamo aperto un tavolo per monitorare l’attuazione; ci sarà il Giubileo 2025; la candidatura ad EXPO 2030 e la ricorrenza dei 2000 anni dalla morte di Gesù nel 2033”. Questi gli appuntamenti che la nostra Regione non può e non deve mancare in un’ottica di visione decennale secondo Unindustria.

Sono grandi eventi, ha affermato Zoino, che avranno un impatto economico forte: “Infrastrutture che fino a ieri sembravano irrealizzabili ora assumono una nuova concretezza”.

Quando Zoino parla di gioco di squadra però, non intende che solo le istituzioni debbano lavorare al piano, a creare questa ricchezza debbono concorrere anche le imprese, anche le PMI, alle quali il delegato finanza e credito di Unindustria, fornisce qualche indicazione. La prima: “Le aziende devono imparare a strutturarsi e a non farsi guidare solo dalle intuizioni dell’imprenditore: serve più formazione – conclude Zoino – e occorre aprirsi a nuove competenze, puntando sui manager, sia interni che esterni”.

Forse uno dei più grandi scogli per il nostro sistema di imprese in Ciociaria, spesso troppo orgogliose per lasciare ad altri la possibilità di aiutarle nell’affrontare il percorso di crescita. 

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