L’abate di Montecassino: «All’Albaneta nascerà un’agrifarm»

ELENA PITTIGLIO per IL MESSAGGERO ED.FROSINONE

Nell’area dell’Albaneta sorgerà una «agrifarm», ma non un caseificio. A chiarire il progetto, al centro di polemiche, in questi giorni, è il padre abate di Montecassino, dom Donato Ogliari.

Padre abate, il villaggio natalizio allestito all’Albaneta sta facendo registrare una vera levata di scudi. Cittadini, ambientalisti, amministratori gridano allo scandalo. Come stanno le cose?
«Che il locatario abbia deciso di allestire un presepe tra le rovine del vecchio monastero di S. Maria dell’Albaneta è una idea molto bella e ha tutto il mio plauso. Un altro lato positivo, che va riconosciuto al locatario, è la possibilità data a molti anche cassinati di conoscere e ammirare una zona che è sconosciuta ai più. Da quel che ho potuto constatare durante una visita veloce la sera dell’Immacolata, non vi è nessun villaggio o mercatino natalizio. Vi è è vero un piccolo angolo dedicato ai bambini, realizzato dunque per deliziare e stupire occhi infantili, con luci e immagini natalizie non tradizionali. Di sicuro, nel poco tempo della mia breve visita, ho visto molte famigliole camminare con i loro bambini in un’atmosfera serena e per nulla chiassosa».

A preoccupare è il progetto che un gruppo di privati vorrebbe realizzare in futuro. Il riferimento è all’agrifarm e al caseificio, che dovrebbero essere realizzati con fondi europei. Quanto c’è di vero?
«Il terreno dell’Albaneta è stato dato in affitto per la rivalorizzazione dell’area, che fino a non molti anni fa veniva utilizzata come area agricola. L’abbazia vi teneva, infatti, le mucche, i vitelli, altri animali e i terreni erano coltivati a grano e a foraggio. Mi pare, dunque, che una “agrifarm” si inserisca in un contesto che le è connaturale. Non mi risulta assolutamente che ci sia intenzione di impiantare un caseificio. Certamente, occorrerà che il locatario tenga conto del significato ulteriore che l’area in questione riveste, ossia il suo essere stato teatro di battaglie sanguinose durante l’ultimo conflitto bellico. Sono certo che la sua sensibilità saprà tener presente anche questo importantissimo aspetto e magari lavorare in sinergia con quanti se ne occupano direttamente per meglio valorizzare anch’esso. Mi pare che la multiforme polemica dei giorni scorsi sia intrisa, come spesso avviene per le polemiche, di molti equivoci, incomprensioni, strumentalizzazioni di ogni genere, invidiuzze, ecc. Che poi, per il rispetto della memoria di quei luoghi, ci sia spazio per correggere in futuro alcuni aspetti che, agli occhi di alcuni, potrebbero essere discutibili, penso che il locatario stesso sarà il primo ad esserne contento».

Il Vaticano avrebbe avviato degli accertamenti a seguito di segnalazioni. A lei risulta?
«Non vi è nessun coinvolgimento del Vaticano, tanto meno del cardinale Burke, che da tempo non è più prefetto del Tribunale Apostolico».

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