Quella puzza di muffa e stantio nella campagna elettorale

Rita Cacciami

Vice direttore L'Inchiesta Quotidiano

RITA CACCIAMI per L’INCHIESTA QUOTIDIANO

Perfino il mercatino dell’usato ha cambiato volto e allestimento, portando una piccola ventata di novità. In un ex strategico centro della provincia che viveva del suo florido commercio. Alias, Cassino. Chi, invece, proprio non riesce a stupire i suoi potenziali elettori è, come sempre, la classe dirigente.

Il mercatino dell’antiquariato della politica nella città, che da martire sta diventando anche orfana (di idee), lavora a pieno regime. Bancarelle ovunque, anche se mascherate da tavolini e gazebo, super facce extra large in mostra nei giorni di punta. Mancano solo i generatori di corrente a fare da colonna sonora, ma non disperiamo. Arriveranno anche quelli.

La politica porta a porta, direte voi. Qui l’uscio maggiormente preso di mira, rispondo io, è quello di Sant’Antonio. E’ lì che scorre un flusso ininterrotto di fedeli. Tutti assediati dalle postazioni. Non una, ovviamente. Nel fine settimana Corso della Repubblica è una fiera del kitsch: tra pregnante odor di frittura e musica tecno-house, due chiacchiere con i candidati a sindaco pronti a stringere mani, elargire complimenti, stupirvi con referendum, test e quiz non si negano a nessuno.

Peccato che, tra bonari convenevoli ed un alternarsi tra serio e faceto, qui la campagna elettorale sa già di stantio. E comincia a puzzare di muffa. Se gli pseudo nuovi si spostano di un millimetro, dietro fa cucù il vecchio che avanza. Chiamatela pure esperienza. Dei soliti noti, con slogan rodati e nomi di liste riciclate. O per meglio dire scopiazzate. Di illusoriamente nuovo speriamo portino in dotazione un bel programma da realizzare con soldi che si sappia dove andare a reperire. E non solo la consueta dose di selfie quotidiani.

Così chi avesse perso (giammai) l’occasione di vederli in strada, può colmare la lacuna accendendo lo smartphone.

La campagna è ancora lunga. Speriamo non diventi una inutile corsa coi sacchi. Vuoti.

 

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