Top & Flop * Mercoledì 31 luglio 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

GUGLIELMO MOLLICONE

Non smetterò mai di lottare per sapere la verità sull’omicidio di Serena”. In diciotto anni Guglielmo Mollicone, il papà della tredicenne uccisa ad Arce, non si è mai arreso. E lo ha fatto a testa alta, con una determinazione eccezionale.

Spesso sentiamo dire che il tempo aiuta a rimarginare ogni ferita. Non è così. Non per un genitore che perde un figlio, non per un padre che deve seppellire una figlia assassinata. È vero invece che il tempo fa dimenticare dei particolari che sono sostanza. Guglielmo Mollicone li ha ricordati in una dichiarazione all’AdnKronos. Quando ha detto: “Io fin dall’inizio ho sempre sostenuto questa tesi. Con indagini ben fatte è stato constatato che è successo quello che io, già allora, sostenevo. Serena non aveva nemici, né io avevo nemici così crudeli da ucciderla. Serena era andata in caserma per denunciare un giro di droga”. Poi ha aggiunto: “Mia figlia è stata massacrata e dai suoi resti manca addirittura l’organo genitale e una parte della fronte”.

Perché quello di Serena Mollicone è stato un delitto barbaro e crudele. Guglielmo non ha mai mollato. Immenso.

CERCHIO MAGICO

Ma come può un cerchio magico stare nei Top? Beh, quello di Silvio Berlusconi sì. Perché mentre Giovanni Toti annuncia lo strappo da mesi ma non lo consuma, mentre sul territorio Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Tommaso Ciccone e Danilo Magliocchetti si schierano mettendoci la faccia, a livello nazionale non cambia nulla.

Mentre Gianluca Quadrini si danna l’anima per convincere quanti più amministratori possibili ad aderire agli “azzurri” in una fase complicata, i fedelissimi del Capo sono al loro posto. Non ci riferiamo al cerchio magico “stretto”, ma a quello politico. Quello formato da Niccolò Ghedini, Mariastella Gelmini, Anna Maria Bernini e Antonio Tajani. In fondo quale è il vero obiettivo di un qualunque cerchio magico? Difendere le proprie posizioni. È indifferente che il partito sia al 40% o al 5%. L’importante è il potere della ristretta cerchia dei fedelissimi. Con conseguenti candidature blindate.

La loro logica, paradossalmente, è “meno siamo, meglio stiamo”. Spietatamente indifferenti.

FLOP

IL GOVERNO

Ormai è un ologramma, un’entità astratta. Non decide più su nulla. Parliamo del Governo presieduto da Giuseppe Conte e guidato dai Dioscuri Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Foto: © Imagoeconomica

Solo che oggi è stato battuto ogni record negativo di durata di una seduta del consiglio dei ministri. Dal sito del Corriere della Sera: È stato sospeso dopo 5 minuti il Consiglio dei ministri: giusto il tempo di mandare avanti alcune pratiche relative allo scioglimento di consigli comunali, e poi la riunione di palazzo Chigi si è interrotta, in attesa di sciogliere i nodi sulla giustizia. Anche se la Lega minimizza («Stop deciso per motivi tecnici») è evidente che si tratta dell’effetto degli scontri tra Movimento 5 Stelle e Lega sul testo del ministro pentastellato Alfonso Bonafede.  Al vicepremier leghista Matteo Salvini la riforma della Giustizia non piace e lancia una stoccata al Guardasigilli: «È acqua. Lui ci mette buona volontà, per carità, ma quella riforma è acqua», ha detto il ministro dell’Interno in una diretta Facebook, parlando anche della riunione dei tecnici della Lega che si è tenuta per discutere di «una manovra economica coraggiosa, forte e incisiva»: «Non è il momento delle mezze misure, delle mezze cose», ha aggiunto Salvini.

Il tutto mentre la stagnazione dell’economia italiana prosegue inesorabile. Non è questione di sondaggi o di manovre politiche, è che l’Italia pagherà un conto salatissimo a questo periodo di governo pentaleghista.

Il Governo però va avanti diviso e contento. Attoroni.

FRANCESCO ZICCHIERI

Sono passati due mesi dalla travolgente vittoria della Lega alle Europee (oltre il 40% in Ciociaria) e dalla contemporanea durissima sconfitta alle comunali (da Cassino a Veroli).

Francesco Zicchieri – Foto: (c) Imagoeconomica

Il deputato e coordinatore regionale Francesco Zicchieri ha fatto un’analisi del voto durante la quale ha provato a “cazziare” i militanti locali ma è stato a sua volta “cazziato”. Duramente. Da allora in provincia di Frosinone non ha messo più piede. Ha lasciato in trincea la deputata e coordinatrice provinciale Francesca Gerardi, non ha detto una parola per sottolineare comunque l’elezione al Senato di Kristalia Papaevangeliu, non ha valorizzato in alcun modo lo straordinario risultato di Maria Veronica Rossi alle Europee. Infine, al Comune di Frosinone ha dato l’indicazione di nominare Enrico Cedrone segretario, dando un segnale di facciata a Domenico Fagiolo, Carlo Gagliardi e Carmine Tucci.

Ma il sindaco Nicola Ottaviani (presunto destinatario del messaggio) non si è smosso di un millimetro. Francesco Zicchieri la prossima volta si candiderà al collegio nord della Ciociaria? Perché se così fosse, la Lega provinciale (a cominciare da Ottaviani) lo sosterebbe? Chi l’ha visto.

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