Le intelligenze che mancano a Forza Italia

di DANILO MAGLIOCCHETTI
Consigliere comunale e Provinciale di Frosinone
Membro del Coordinamento Provionciale di Forza Italia

Torno per la seconda volta a chiedere cortese ospitalità al questo blog, divenuto ormai custode prezioso di alcune mie riflessioni, sul ruolo attuale e sul futuro, di Forza Italia.
Come sempre, parlo come colui che, profondamente innamorato della sua “donna” politica, Forza Italia evidentemente,(non me ne vorrà mia moglie) non sopporta e non si rassegna a veder sfiorire la sua bellezza.

Lo spunto mi deriva dalla interessante lettera inviata oggi, per il tramite del quotidiano Il Tempo di Roma, da Luigi Bisignani (l’uomo che ancora sussurra ai potenti …per d’avvero) al Presidente Berlusconi.

Una lettera che fa riferimento alle riflessioni e indicazioni, che inviava Verdini alle stesso Berlusconi, ai tempi del Patto del Nazareno, e che induce ad una profonda, seria riflessione.
Non intendo in alcun modo esprimere giudizi di valore, o di morale, sui personaggi coinvolti, ma una circostanza mi pare incontestabile e la lettera, comunque affettuosa, di Bisignani a Berlusconi, ne è la conferma.

Quello che manca in questo momento a Forza Italia, e a Berlusconi, non è tanto il consenso popolare, quello arriverà eventualmente in seguito, come è sempre arrivato, quanto le teste pensanti.

Quelle menti, alcune veramente illuminate, Gianni Letta solo per citare un esempio, che capiscono di politica, che sanno fare le strategie, che intuiscono le sfumature, che sanno capire quando è necessario fare un passo indietro oggi, per compierne due in avanti domani, che sono interlocutori comunque ascoltati e rispettati, anche dalla sinistra.

Quei personaggi cioè, che sono in grado di fornire l’assist giusto a Berlusconi, che poi a fare goal, ci pensa lui.
In sintesi, persone che sanno, stare nell’ombra e nello stesso tempo, essere preziosi e insostituibili consiglieri, che determinano risultati per il Partito, non per se stessi.

Quante delle persone che oggi sono “vicine” a Berlusconi lavorano realmente e con quali capacità per il futuro di Forza Italia?

A tal fine, è interessante leggere come Verdini, uno che di politica comunque ne mastica eccome, motivi a Berlusconi, la necessità di dare vita al Patto del Nazareno e perché proprio presso la sede del PD, non altrove.

Un vero e proprio trattato di politica, da mandare a memoria e ripassare ogni volta che serve.

Attenzione! Solo i politicamente miopi si sono fermati a vedere semplicisticamente l’inciucio. Mentre, in realtà e guardando lontano, con quel Patto, è stata data a Berlusconi l’opportunità di rientrare nei tavoli che contano, con il rango di interlocutore principale di riferimento, per la sinistra di Governo, che gli è proprio.

Come a dire, senza Berlusconi alcune riforme importanti non si fanno.

Si può essere d’accordo o meno con quella scelta, ma è stata una strategia, politica, studiata e non improvvisata! Come invece troppo spesso accade, da qualche tempo a Forza Italia, nelle dinamiche parlamentari e nazionali.

E con l’improvvisazione non si va da nessuna parte. In nessun campo.

Che Il Partito sia da riorganizzare, mi sembra un dato estremamente chiaro a tutti. E’ come una squadra, per rimanere nel tema calcistico, dal glorioso passato, ma dal futuro incerto, anche se ancora potenzialmente luminoso.

Le squadre, che poi negli anni a venire risulteranno vincenti, si rifondano con il giusto mix. Occorre, da un lato, una dose massiccia di giovani “talenti” politici. Penso ai tanti Amministratori locali, ai militanti, agli iscritti, ai movimenti giovanili, tutte persone che hanno, consenso sui territori, entusiasmo, amore, passione per questo Partito ed in grado di coinvolgere anche gli altri.

Dall’altro, c’è bisogno di gente, dall’età anagrafica non definita, che abbia neuroni, anche da prestare a chi ne è eventualmente sprovvisto, che mastichi di politica, che sappia parlare, pensare e capire di politica.

C’è bisogno quindi anche dei Pirlo, dei Baggio, dei Mazzola, dei Falcao, esempi illuminanti di giocatori con il fosforo, nella testa, oltre che nei piedi. Di coloro che sapevano quando bisognava addormentare il gioco e quando velocizzarlo. Che sapevano fare passaggi smarcanti da 40 metri, che sapevano tirare, facendo spesso goal, i calci di punizione.

Di giocatori così in giro, non se ne vedono da tempo. Men che meno nell’attuale Forza Italia! Mentre, invece, ce ne sarebbe estremamente bisogno!

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