Iacovissi: «Una città intercomunale per togliere Frosinone dalla palude»

di Vincenzo Iacovissi
Segretario PSI Frosinone

Caro Direttore,
approfitto dell’ospitalità ricevuta sul blog per sottoporre due temi particolarmente cari ai Socialisti di Frosinone: la città intercomunale e il collegamento veloce con Roma.

Come impietosamente segnalano le statistiche sulla qualità della vita, Frosinone occupa le ultime posizioni in termini di vivibilità con addirittura punte di eccellenza (in negativo) per ciò che concerne l’inquinamento atmosferico, la sanità, la dispersione idrica, nonché una situazione di stagnazione economica senza precedenti, con aumento della disoccupazione e del disagio sociale anche in settori della popolazione tradizionalmente più robusti.

A ciò si aggiunga la costante perdita di residenti, scesi in poco più di un lustro a quota 46 mila, con un delta annuale sempre più negativo. Tali dati confermano quanto il capoluogo abbia perso la propria attrattività a beneficio dei centri vicini. Appare evidente come tale decremento viaggi di pari passo con una netta riduzione del peso politico del capoluogo nello scenario regionale e nazionale, di cui sono dimostrazione i tentativi sempre più frequenti – puntualmente evidenziati dal vostro blog – di spostare il focus di attenzione istituzionale sulla città di Latina, in virtù di una sua dimensione, non solo territoriale e demografica, riconosciuta come superiore a quella del nostro capoluogo.

Questi aspetti devono pertanto interrogare le forze politiche che intendono candidarsi al governo della città, perché dalla soluzione di simili nodi dipende molto del futuro dei cittadini di Frosinone, con riflessi su una parte consistente della provincia stessa.

Cosa fare, dunque? Come Socialisti abbiamo intrapreso un percorso che mira all’elaborazione di una nuova idea di città, aperta all’esterno verso due direttrici.

In primo luogo, promuovendo una discussione sull’utilità di costituire una “città intercomunale” tra Frosinone e i principali Comuni vicini: un’area vasta di circa 150 mila abitanti, nell’ambito della quale – pur nel rispetto delle attuali municipalità – mettere insieme i principali servizi, da quelli amministrativi alla raccolta dei rifiuti, in linea con le esigenze di razionalizzazione imposte dal tempo. In tal modo, si potrebbe coniugare il contenimento dei costi (vero dominus della politica locale) con l’assicurazione di migliori servizi ai cittadini. Peraltro, un simile progetto sarebbe perfettamente in linea con le indicazioni del Legislatore, che vanno proprio nel senso della riorganizzazione territoriale italiana.

La città intercomunale dovrebbe quindi costituire un primo passo verso forme di integrazione vieppiù intense, che possano condurre, nel medio-lungo periodo, anche alla realizzazione di una vera e propria città metropolitana capace di inglobare gran parte dei centri della cintura frusinate, dai più grandi ai più piccoli.

Così facendo, inoltre, l’intera area di Frosinone acquisirebbe quella centralità dinanzi agli enti istituzionali regionali e statali dai quali, purtroppo, oggi sembra distante.
Ma c’è una seconda direttrice che si lega alla prima, altrettanto prioritaria: la realizzazione di un collegamento ferroviario veloce con Roma mediante l’uso della linea dell’alta velocità.

Proprio di recente si è riaperto il dibattito sulla proposta elaborata dall’Associazione dei pendolari “Roma-Cassino express”, che attraverso un puntuale studio di carattere tecnico – economico punta all’interconnessione tra la linea FL6 del trasporto regionale con quella dell’AV nei pressi della stazione di Sgurgola, con sensibile abbattimento dei tempi di percorrenza verso la capitale (37 minuti da Frosinone e 60 da Cassino).

La meritoria azione messa in campo dal sodalizio dei pendolari deve però trovare il giusto supporto della politica, ad ogni livello interessato, affinché una proposta così importante possa divenire, a breve, una tangibile realtà.

Il collegamento veloce con Roma consentirebbe, tra l’altro, di avvicinare Frosinone a Roma non solo in termini logistici, ma anche in termini di ricadute immobiliari, se è vero che diverrebbe più appetibile per molti romani che vivono in periferia trasferirsi in Ciociaria, trovando quella prossimità che manca nella capitale, con riduzione dei tempi di percorrenza verso la propria sede di studio e/o lavoro.

Da quanto detto si evince come questi due aspetti, città intercomunale e collegamento con la capitale, rappresentino il futuro della Frosinone di domani, sulle cui caratteristiche è bene dedicarsi sin da ora, per restituire al capoluogo quel prestigio che, purtroppo, sembra appartenere ad un remoto passato.

Infine, tendere ad obiettivi di così vasta e primaria portata significa anche valorizzare quell’insegnamento che Bob Kennedy lasciò al mondo nel 1968, prima di essere assassinato: “Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.

C’è quindi bisogno di coraggio e di scelte che guardino oltre il proprio naso. Adesso. Prima che il futuro si palesi come un oggi dal sapore di ieri.

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