E Tofani, davanti alla piazza, mi disse: «Comincia tu a parlare…»

Biagio Cacciola

Politologo e Opinionista

di Biagio CACCIOLA
Politologo, Opinionista

 

 

A quindici anni, in un piccolo paese della Ciociaria, vedersi arrivare una comunicazione per posta, intestata proprio a te, già era un fatto che ti inorgogliva solo per questo. Se poi all’interno di quella busta c’era una comunicazione asciutta che ti nominava Segretario Giovanile del Movimento Giovanile locale missino,  allora toccavi il cielo con un dito.

E sei poi andavi a vedere la firma e scoprivi che era quella del Segretario Provinciale Giovanile Oreste Tofani, ti sentivi investito di una responsabilità  quasi religiosa. Perché eri scelto da chi in quel momento rappresentava per te un punto di riferimento autorevole.

Oreste Tofani (leggi qui La politica è orfana di uno dei suoi protagonisti) era fatto cosi. Tirava dritto di fronte a ogni difficoltà, specie in quei tempi difficili,  per ragazzi che venivano facilmente caricati di una responsabilità quasi epocale rispetto ai tempi ormai passati.

Per farlo ci voleva coraggio e nelle piazze della provincia Oreste ne aveva dimostrato tanta. E quando non faceva in tempo ad arrivare nei suoi giri elettorali, ti diceva di cominciare a parlare. E tu, quindicenne, iniziavi, dopo una birra per farti coraggio, a pronunciare frasi che avevi rielaborato e discusso nelle infuocate assemblee giovanili. E quando ti raccontava dei confronti serrati, duri, che in una città come Pisa, dove studiava, sosteneva,  trovavi la forza per andare avanti anche nel tuo Paese.

Poi arrivò il tempo del giornale ciclostilato ‘Il campano‘ su cui iniziavamo a scrivere. Un ciclostilato nel buco di Alatri, promosso da Alberto Folchi e anche li Oreste fu artefice del gruppo giovanile che poi diventò protagonista nella politica provinciale e nazionale.

L’impegno, la professionalità , l’amore per il mondo del lavoro e del sociale lo portò prima nel sindacato e poi nel Partito, con incarichi sempre piu qualificanti fino a farlo diventare punto di riferimento per il centrodestra  parlamentare sui temi del lavoro, delle pensioni, della sicurezza sociale.

Assolse sempre in modo impeccabile il suo dovere politico, perche’ tale lo considerava, e anche quando non eri d’accordo, trovavi sempre delle risposte che chiarificavano ogni dubbio.

L’analisi dei problemi era il suo vero punto forte e quando non si ricandidò al Parlamento la sua assenza fu notata non solo dagli amici, ma anche dagli avversari . L’opera di Oreste, infatti, non appartiene a una parte politica, ma alla Nazione .

 

 

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