Enrico non ci sta: «Caro Gnesi, il Sindacato non è succube. E non fa scambi»


di ENRICO COPPOTELLI
Segretario Generale Provinciale
Cisl Frosinone

 

 

Leggendo oggi pomeriggio il post del dottor Arturo Gnesi (leggi qui l’intervento del sindaco Arturo Gnesi) mi è sembrato un tentativo di far ingerire, in poche righe, botti di puro distillato populista, alle persone. Di come il potere seduttivo della semplicità faccia vedere sempre il bicchiere non mezzo pieno, ma completamente vuoto e con centinaia di buchi. Questa velata appartenenza ad un “noi” contrapposto ad un “loro” tipico spirito populista.

 

Mi veniva in mente qualche illuminante passaggio di un libro di qualche anno fa di James Hillman e di come lui descriveva tale modo di fare. Disfattista e mai costruttore:“Il potere seduttivo della semplicità cresce via via che le questioni si fanno più complesse, ed infatti le voci della semplicità (…) offrono pace mentale senza fatica mentale. Le idee semplici appaiono comode: non danno problemi. Accantonando tensioni e complicazioni sembrano far sì che le questioni si depositino tranquillamente nella fanghiglia in fondo alla mente.”

 

“Ma il problema riguarda la reindustrializzazione dell’area del frusinate che a parte le grandi proposte ancora è rimasto tutto al palo con i sindacati succubi e ipnotizzati da logiche perverse che li condannano ad obbedire in nome delle cortesie reciproche e degli scambi di favori”. Dichiarazione che trovo davvero deprecabile, di cattivo gusto, querelabile e soprattutto offensiva per chi rappresenta centinaia di migliaia tra Lavoratori ed Imprese. Perché se parla di Sindacati senza distinguo, credo si riferisca ai Sindacati dei Lavoratori ed a quelli delle Imprese.

 

Per noi della CISL è strategico rilanciare un nuovo inizio in questo Territorio, attraverso il pragmatismo e la concretezza. Che sono la precondizione per un sindacato moderno e in campo, davanti alle sfide e non a rimorchio di esse. Proporre e non criticare sempre a prescindere. Alle analisi devono seguire le proposte, altrimenti si rischia di diventare Tecnici di Laboratori di analisi sociali. Creare lavoro è la vera priorità. Sappiamo che non esistono scorciatoie: il lavoro, come la crescita,  non si creano per legge ma orientando le politiche economiche.

La velocità dei mutamenti tecnologici richiede competenze sempre più specifiche. Ma al contempo  la nuova organizzazione del lavoro meno gerarchica e più cooperativa richiede sempre più competenze trasversali. La formazione quindi deve essere sempre più la prima forma di tutela dell’occupabilità del lavoratore.

La criticità più forte è quella della disoccupazione giovanile. Il rischio è condannare una generazione a perdersi e la nostra economia a non diventare davvero innovativa e dinamica. Ma al contempo la disoccupazione dei cinquantenni e sessantenni è un tema che va affrontato con misure straordinarie.

Per la CISL questo diventerà per il 2017 il principale asse di impegno.

Esistono già provvedimenti importanti quali i bonus occupazionali per il lavoro stabile che per il 2017 sono concentrati sui giovani. Inoltre il nostro paese ha finalmente adottato l’apprendistato duale e l’alternanza scuola lavoro. Che costituivano i veri spread che ci distinguevano in negativo da quasi tutti gli altri sistemi europei, riforme che però non sono ancora decollate.

L’altra importantissima riforma mai decollata, la seconda gamba del Jobs Act, è quella delle politiche attive, per non lasciare solo chi perde il lavoro e chi cerca il primo impiego.

Infine, il superamento della segmentazione del mercato del lavoro e della precarietà non può passare per un atteggiamento di netta ostilità: alcune forme di lavoro vanno contrastate con decisione qualora si tratti di abusi, ma vanno sostenute e tutelate quando si tratti effettivamente di una nuova articolazione della prestazione dei servizi lavorativi o di strumenti per contrastare la piaga del lavoro nero.

Sulle attività che possano consentire azioni volte a favorire le risoluzioni delle problematiche occupazionali e di reindustrializzazione stiamo lavorando a fari spenti, conoscendo la strada ed avendo sempre presente l’obiettivo: per la Persona e per il lavoro.

La termino qui, evitando di togliere ulteriore tempo ai 41.282 Iscritti della CISL in Provincia di Frosinone.

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