Chi sono io tra i personaggi intorno alla croce? (di P. Alviti)

Un uomo torturato fino a morire, circondato da tanti personaggi. Ciascuno dei quali rappresenta un pezzo di noi. Ma la domanda rimane: chi sono io dei personaggi della Passione di Gesù? Chi sono io di fronte alla sofferenza ingiusta dei miei simili?

Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

preso il boccone, subito uscì, ed era notte

 

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E’ un giorno particolare, non c’è niente da fare: possiamo essere distratti dagli impegni, dalle nostre fatiche, dalle questioni di famiglia, dalle arrabbiature quotidiane.

In questo venerdì, non possiamo non pensare a quei momenti: al tradimento, all’arresto, al processo, ai falsi testimoni, alle percosse, alle ferite.

Ognuno di noi capisce facilmente che in quell’uomo torturato e crocifisso ci sono tutti i mali del mondo: ma la domanda rimane, chi sono io dei personaggi della Passione di Gesù? Chi sono io di fronte alla sofferenza ingiusta dei miei simili?

Sono Giuda, pronto a vendermi coscienza e amicizie pur di far soldi? O sono una delle guardie, indifferente al prigioniero, capace di farsi crescere il pelo nello stomaco per non fare brutta figura con i superiori? Sono uno dei sommi sacerdoti, uno di quelli che organizzano l’arresto con l’inganno, più attaccato alla mia rendita di potere piuttosto che alla verità?

Chi sono? Sono forse Pietro, che non si fida di quello che Gesù gli dice, che non ha capito una parola di quello che ha detto: mi sono portato anche le armi perché in questi momenti è meglio difendersi. Gli ho anche dettto che non lo tradirò mai. E poi non sono capace nemmeno di sostenere lo sguardo di una serva, lì mentre cercavo di scaldarmi nel cortile del sommo sacerdote. Sono dunque Pietro?

O sono un altro dei discepoli, pronti a scappare e a lasciare Gesù da solo in mano alle guardie? Eppure per tre anni l’avevo seguito, ascoltato, avevo visto le sue opere. Ora la paura mi travolge.

Sono forse Pilato, incapace di compiere il proprio dovere, timoroso di perdere il favore dell’imperatore, pronto a condannare un innocente pur di non rischiare nulla, pronto a tradire la propria coscienza pur di non rischiare la carriera?

Ci siamo tutti in quella passione, in quelle ore in cui tutto il dolore, le piccinerie, le angosce del mondo si ritrovano in quel Nazareno abbandonato da tutti… Non proprio da tutti.

Sono forse una di quelle donne che tentano di sollevarlo un po’ nel suo supplizio, di asciugargli il volto? Sono forse Maria, con il cuore lacerato dalla spada del dolore totale, la perdita di un figlio che non ha fatto male a nessuno…?

Ci siamo tutti su quel colle: siamo forse il centurione che rimane commosso da tanto dolore, o il ladrone che vede in quell’uomo condannato come lui la via della sua salvezza definitiva?

Siamo il discepolo prediletto pronto a prendersi una nuova madre, a cambiare vita? Siamo Simone di Cirene, inconsapevole aiutante di Gesù nel portare la croce del mondo? Chi siamo? Siamo la folla che assiste allo spettacolo che aspetta il miracolo, che è curiosa di vedere…

Chi siamo? E’ una domanda cui non possiamo sfuggire.

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