Don Alessandro, il parroco di Filettino che vide nove Papi

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ERMANNO AMEDEI per FACCEDIVITA.IT

 

Circa 49mila messe, 1405 funerali, 300 matrimoni, 600 battesimi e 750 tra comunioni e cresime, tutto ben annotato, scritto a mano, sui suoi registri.

Se tutti facessero come lui in Italia non ci sarebbe un problema pensioni. Monsignor Alessandro De Sanctis è il parroco di Filettino, dice messa regolarmente e guida processioni nelle sei chiese su cui ha competenze dal 1949 e che fanno capo alla Parrocchia S. Maria Assunta del paese.

L’arciprete quasi secolare, originario di Vallepietra in provincia di Roma, ha legato la sua lunga vita alla Chiesa e al piccolo comune arroccato sulle montagne dell’Alta Valle dell’Aniene. Lo chiamano a buon motivo il parroco dei record per il numero di messe, matrimoni, battesimi, cresime, comunioni e, purtroppo, anche funerali celebrati nella sua lunga carriera. Attività che ancora oggi svolge senza alcun aiuto all’interno delle sue chiese che sono la collegiata di Santa Maria Assunta, la chiesa di San Giovanni, San Bernardino, Sant’Antonio, San Nicola e SS. Trinità, oltre ad alcune piccole cappelle. Per salire e scendere le ripide e numerose scalinate del paesino, c’è bisogno di una vitalità che certamente non manca al monsignore, prelato d’onore di Papa Francesco.

Infatti non ci si faccia ingannare dall’età; Don Alessandro è vitale, lucido, forse un po’ duro d’orecchi, ma ha una parlantina spigliata e una memoria di ferro. «Sono arrivato a Filettino nel 1928 all’età di 10 anni, per terminare gli studi della scuola elementare; nel mio paese, Vallepietra, le classi terminavano con la seconda elementare quindi mi trasferii a Filettino dallo zio Don Filippo (che era il parroco del paese) per concludere gli studi che poi proseguii a Anagni entrando nel seminario. Non appena nominato sacerdote il 12 luglio 1942 – ricorda – raggiunsi mio zio paterno, Don Filippo De Sanctis parroco del paese, per volontà del Vescovo di Anagni per svolgere funzioni da vice parroco e da allora non mi sono più staccato da questa comunità».

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«Nella mia vita ho avuto nove Papi, e mi sono inginocchiato davanti ad otto di essi – dichiara Monsignore. Ero troppo piccolo per inginocchiarmi davanti a Benedetto XV». Il primo pontefice che ha conosciuto è stato Pio XI, «Poi – ricorda – sono arrivati Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e l’attuale Francesco». Papa Bergoglio lo ha incontrato l’8 gennaio, quando è stato ammesso nei posti riservati sul sagrato della Basilica di S. Pietro a pochi passi dal pontefice unitamente ad alcuni rappresentanti del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Filettino, scambiando con lui alcune battute. «Eravamo in un buon posto e quando è passato – ricorda monsignore riferendosi all’ultima visita in Vaticano – si è fermato a salutarci mi ha chiesto quanti anni avessi. Gli ho detto: 95 anni Santità; e lui mi ha risposto: ‘e dove li hai nascosti?’; poi, tornando indietro di alcuni passi, mi ha detto: “preghi per me santo uomo!».

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