Frosinone, avanti c’è posto (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Giovanni Lanzi

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista temporaneamente senza carta

 

“Più su, più su… e io mi calerò nel ruolo che è ormai mio… finché ci crederò, finché ce la farò…”. Ammattiti? No di certo, lo sport preferito è sempre far ammattire gli altri. Quelle parole le cantava Renato Zero, musica da delirio per i suoi ‘sorcini’. Parole che sembrano quasi un assist per il Frosinone destinato a vincere, appunto a salire più su.

Seconda domenica di fila in campo come ad evocare recenti ricordi in agrodolce, al Comunale è di scena l’’Ascoli di Aglietti. Pubblico atteso quello delle grandi occasioni perché, a fronte della immaginabile ‘torcida’ giallazzurra, è previsto un esodo importante dalle Marche. Sarà la settima volta tra le due squadre, la prima esattamente 50 anni, il 13 novembre del 1966 quando alla presidenza del Frosinone c’era lo zio del presidente Maurizio, Roberto Stirpe. I canarini vinsero 2-0 ma a fine stagione retrocessero da ultimi. Grattatina alle parti nobili non nuoce mai.

COME CI ARRIVANO –
Bardi & soci reduci dalla toccata e fuga di Avellino che li ha insediati al terzo posto. Dal ‘Partenio’ è tornata una squadra che ha saputo capitalizzare al massimo il gol di vantaggio e che ha anche sprecato a ripetizione il colpo del ko rischiando qualcosa solo nel convulso finale. Marino ha anche dovuto sostenere degli aggiustamenti in corsa ma l’’impianto ha tenuto bene. Le cinque vittorie nelle ultime sei giornate intervallate dal pari di Vicenza sono la cartina di tornasole che il meccanismo si muove con maggiore scioltezza anche con quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci ma la serie B è costituita da più campionati in uno e tutti da giocare in maniera adeguata e diversi dal precedente.

Quanto ai marchigiani sono fermi a 14 punti, nell’’ultimo turno non hanno giocato in casa con l’’Entella a causa del terremoto che ha consigliato una verifica sul ‘Del Duca’ che di fatto manca ancora di agibilità (si va verso la chiusura del settore dei tifosi di casa, con l’’impianto di una struttura mobile in tubi innocenti). I bianconeri segnano nel ruolino due vittorie esterne nelle ultime 3 giornate dopo che nelle precedenti 4 giornate erano rimasti a secco. Una squadra capace di andare a vincere sul campo di Cittadella e Carpi che non sono certo le ultime del ranking ma anche di vincere una sola volta nelle prime 9 giornate. Quindi, in sostanza, giusto per ricapitolare, “mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, esattamente come amava dire il buon ‘Giuanin’ Trapattoni.

IN CAMPO
Il tecnico giallazzurro si trova ancora nella condizione di poter scegliere. Ariaudo e Mazzotta sono tra i convocati ma la difesa offre ampie coperture da potersi permettere di non utilizzarli. Il dubbio potrebbe riguardare anche un eventuale impiego di Russo dal 1′ ’al posto di Matteo Ciofani, ex di turno in campo (l’’altro è il team manager Milana, tra i marchigiani c’è il verolano Lanni tra i pali) ma alla fine sarà Brighenti ad affiancare Pryyma con Matteo Ciofani a destra e Crivello a sinistra. In mezzo al campo Gori-Sammarco con Paganini e Soddimo esterni, Dionisi e Daniel Ciofani coppia del gol. Kragl e Frara in agguato per una maglia in corso d’opera, Gucher sembra più staccato ma dal cilindro di Marino può uscire di tutto. Modulo scontato, il 4-4-2.

Sul fronte marchigiano, out il centrale Augustyn (squalificato ma anche infortunato), il mediano basso Bianchi, il difensore ex Foggia, Gigliotti e Lazzari, con il recupero del baby Favilli che andrà in panchina, la formazione è quasi fatta. Nel 4-3-3 cavallo di battaglia di Aglietti, tra i pali il ciociaro Lanni; da destra a sinistra l’’ex Latina Almici, quindi Cinaglia e Mengoni coppia centrale con il rientrante Mignanelli sull’out basso di sinistra: in mezzo al campo Addeh sarà il vertice inferiore, Cassata e Giorgi gli interni; infine il baby Orsolini (promettentissimo, già osservato speciale di grandi club) e Gatto ai fianchi del bomber Cacia.

LE ALTRE –
Nei due anticipi giocati questo sabato, la Spal ha visto gli incubi ma alla fine ha avuto ragione del Brescia (3-2, super-Finotto per i ferraresi) mentre al ‘Menti’ i punti salvezza tra i biancorossi di Bisoli e i neroazzurri di Vivarini vanno ai ‘cugini’ neroazzurri che, ridotto in 10 dopo 30’, vincono 1-0 grazie ad un rigore di Corvia. Veneti in confusione, a 3’ dalla fine l’evanescente Bellomo spreca il penalty del pari sulla mano di Pinsoglio.

Oggi il resto della giornata con sfide interessanti un po’ per tutti i gusti. Si comincia con un sunday-lunch del ‘Manuzzi’, all’insegna del ‘si salvi chi può’: Cesena (pronta la contestazione del tifo romagnolo) senza l’ariete Djuric oltre ad una sfilza di noti e ignoti contro il Pisa che potrebbe aver esaurito la carica emotiva anche per l’assenza di una società. Il Frosinone avrebbe bisogno di tre orecchie: infatti ne terrà sicuramente uo teso a Chiavari dove l’’Entella riceve la Pro Vercelli del doppio ex (Frosinone ed Ascoli) Altobelli che si ritrova già nella condizione di non poter scialare.

E pure al ‘Bentegodi’ dove si sposta il Novara che galleggia nella terra di nessuno a 14 punti, esattamente come Ascoli e Pro Vercelli. E come non considerare Benevento-Cittadella, sicuramente il clou? Sanniti col vento in poppa a 21 (da considerare anche -1), Cittadella comunque secondo braccato da Dionisi & soci. Panchine al girotondo per Toscano dell’Avellino e Cosmi del Trapani: irpini in casa di un Carpi che deve rincorrere, siciliani a Perugia. Chiude Salernitana-Ternana ed anche qui c’è poco da stare allegri perché le due squadre sono divise da un misero punto in piena zona bollente: la ‘fere’ senza la stellina palermitana La Gumina, i granata di Sannino alle prese con il mal di vittoria che manca del derby col Benevento.

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