Frosinone, vogliamo subito un ruggito (di G.Lanzi)

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

 

di GIOVANNI LANZI
Giornalista epurato

 

 

Al ‘Cabassi’ contro il Carpi la gara di andata di semifinale playoff (ore 20.30). La sfida tra due rivali da tre stagioni
Frosinone, vogliamo subito un ruggito
Intensità e orgoglio, le armi per iniziare… ad abbracciarsi. Out Mazzotta, biancorossi in formazione-tipo

 

 

A volte ritornano. Sempre più toste, intriganti e decisive che mai.  E così venerdi sera alle ore 20.30 al ‘Cabassi’ il Frosinone ritrova il Carpi, stavolta per la prima delle due semifinali dei playoff per designare la terza promossa in serie A. La rivalità tra le due squadre c’è ma è inversamente proporzionale alla storia dei confronti che al contrario è recentissima. Rivalità in campo – dal campionato di B di due anni fa, conclusosi con la promozione diretta di entrambe – ma anche a colpi di contratti e cavilli, la scorsa estate, per il ‘Blanchard-affaire’. Alla fine – breve digressione – ci ha rimesso solo il giocatore, sparito dai radar dopo essere passato per l’eroe dello Juventus Stadium.

Intanto però la sfida-1, quella di andata (sabato si gioca anche Perugia-Benevento), è il primo mattoncino che il Frosinone è obbligato ad apporre per la costruzione di un altro miracolo sportivo. Un mattoncino che dovrà diventare muro perimetrale lunedi sera quando al Comunale si giocherà la gara di ritorno. Diciamocelo in tutta franchezza e senza che nessuno per questo si senta offeso: quel miracolo di cui parlavamo era già in cassaforte, si sono dimenticati di chiuderla con la combinazione e così ecco che Spal e Verona lo hanno ‘trafugato’, in perfetto stile Arsenio Lupin, e possono permettersi di guardare tutti dall’alto in basso e pensare alle vacanze.

Il Frosinone giocherà anche per onorare la scomparsa di Alberto Recchia, portiere di una storia indimenticabile del Frosinone che riporta a cavallo tra la seconda metà degli Anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta. Ci sarà un minuto di raccoglimento per la scomparsa prematura del designatore della Can B, Stefano Farina, morto ad appena 53 anni. Le squadre giocheranno con il lutto al braccio.

 

LA MISCELA ESPLOSIVA – La squadra di Pasquale Marino arriva a Carpi dopo essersi riposata, gli emiliani hanno vinto in casa del Cittadella martedi sera e quindi in linea teorica nelle gambe hanno già 90’ intensi. Ma anche questo falso problema va sgombrato dalla testa: quando le squadre vedono l’obiettivo, la stanchezza viene automaticamente azzerata da una mano invisibile. In questi casi c’è una sola domanda che tutti si pongono ed è questa: ce la farà il Frosinone? Senza pause (tecniche, tattiche e mentali), con l’intensità e l’orgoglio dei giorni migliori e pure con un pizzico di fortuna i giallazzurri hanno nelle corde la conquista della finale. E’ un miscuglio esplosivo di caratteristiche che il Frosinone sa di poter mettere in campo.

Ma l’impulso dovrà partire come sempre dalla testa. E Marino nella settimana che ha separato dalla delusione della mancata promozione diretta all’appuntamento di venerdi sera ha pigiato il tasto su questo aspetto. Non ci vorrà molto per accorgersi se le scorie sono sparite. I tifosi si attendono il Frosinone di Ferrara, non quello di Benevento. Tutto compreso.

 

GLI EMILIANI – Non bisogna nemmeno dare peso a quella differenza espressa dalla classifica finale, esattamente 12 punti a favore dei giallazzurri. Un abisso numerico ma anche tecnico e tattico. Ma è stato detto e ridetto che quell’abisso oggi si è azzerato. Carpi e Frosinone entreranno in campo guardandosi negli occhi: non troveranno differenze sostanziali. Il Frosinone se metabolizza questo concetto, giocherà la partita che sa giocare e per la formazione di Castori ci saranno solo rimpianti. Marino sicuramente in settimana avrà spiegato con dovizia di particolari che si dovrà badare al sodo, che si resetta tutto il passato e che i minuti che contano sono i prossimi 180’.

Castori in questo campionato ha passato più di qualche ‘crisetta’, restando saldamente seduto sulla panchina. Quattro sconfitte su cinque partite all’inizio del girone di ritorno lo avevano fatto traballare. Il rush finale delle cinque partite casalinghe vinte consecutivamente ha permesso di risalire la corrente. E proprio al ‘Cabassi’ si sono fondate nella stagione regolare le certezze dei biancorossi perché nelle ultime quattro trasferte i biancorossi hanno ottenuto appena 2 punti. Il Frosinone dovrà prestare attenzione alla gara di andata, inutile dirlo. Quel 4-4-2 che qualche volta diventa 4-4-1-1 va attenzionato al massimo. C’è gente rodata dagli anni trascorsi insieme. E questo è uno dei punti di contatto che lega le due formazioni. Lo zoccolo duro del Carpi ha lo stesso spessore di quello del Frosinone.

 

IN CAMPO – Nel Frosinone non ci sarà ancora Mazzotta (il problema alla schiena lo mette in dubbio anche per lunedi sera), al suo posto Crivello. Tornano Gori e Sammarco a centrocampo, con Maiello che sale di qualche metro nella posizione di mezz’ala. In difesa Ariaudo rientra al centro, fugato anche qualche dubbio per Krajnc, Terranova inamovibile. Una novità potrebbe essere rappresentata dal rientro di Fiamozzi che dalla sua parte dovrà contrastare in prima battuta le partenze di Di Gaudio e le scorribande di Letizia. Attacco sempre al fulmicotone, Dionisi e Daniel Ciofani: nella loro qualità dipendono gran parte delle speranze del Frosinone di mettere il muso avanti alla fine del doppio confronto. In panchina non ci sarà Pryyma che ha un problema sotto la pianta del piede. Mentre ci sarà Paganini che Marino si tiene come jolly.

Castori dovrebbe ripartire dalla stessa formazione che ha battuto il Cittadella, anche se Bianco e Lollo in settimana hanno destato qualche preoccupazione. Il tecnico marchigiano punta al massimo al ‘Cabassi’ e quindi non cambierà di una virgola la formazione che ha battuto il Cittadella.

 

I PRECEDENTI – Frosinone e Carpi sembrano i ‘gemelli diversi’. A braccetto nel bene (promozione storica per entrambe) e nel male (retrocessione). E adesso ci risiamo. I giallazzurri sono in vantaggio. Ma anche qui non bisogna farci caso perché l’unica volta che il Carpi ha vinto, praticamente dette la spallata alle chances del Frosinone di salvarsi. E’ stato l’anno scorso in serie A. In quella disgraziata partita il Frosinone di Stellone era stato sul punto di passare avanti (gol fallito da Soddimo a 30 centimetri dalla linea bianca), poi stava per soccombere, quindi l’aveva raddrizzata grazie a Dionisi e infine la gettò alle ortiche con quel rigore in pieno recupero procurato ancora da Soddimo, uno che quando vede il Carpi dovrebbe vedere il Diavolo.

Le due squadre si sono incrociate sei volte. Nella stagione 2014-‘15, l’anno della storica promozione in A per entrambe, Blanchard dette la spinta alla volata del Frosinone nella gara di ritorno dopo lo 0-0 dell’andata. In serie A i canarini superano i biancorossi per 2-1: gol di Daniel Ciofani e Sammarco nel recupero, intermezzo di Marrone. Quindi nel ritorno quel 2-1 (Bianco, Dionisi, De Guzman su rigore) che permise al Carpi di sperare fino alla fine e che fece sprofondare il Frosinone. Nella stagione appena conclusa, infine, 0-0 al Cabassi (4.a giornata) e un 1-0 al Comunale con la prima rete di Terranova con la maglia del Frosinone. Ricapitolando: tre vittorie del Frosinone, tutte in casa, due pareggi (in Emilia) e un solo successo per il Carpi.

Adesso ancora 180’ con il leggero vantaggio del ritorno in casa. A volte ritornano. Sempre più toste e difficili. Ma se il Frosinone gioca da Frosinone ci abbracciamo tutti.

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