L’Anagni e le altre retrocesse pronte ad una “class action”

Le società spedite in Eccellenza sul piede di guerra contro la Lega Dilettanti. Predisposta una diffida da inviare alla Figc, al Coni e al Governo. Se non si farà dietrofront, scatteranno i ricorsi e le richieste di risarcimento.

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Una sorta di class action contro la Lega Dilettanti e la Figc. È pronta a lanciarla il “comitato delle retrocesse” dalla serie D e di cui fa parte anche l’Anagni. Sono una trentina le società (ma potrebbero diventare di più) sul piede di guerra dopo la decisione della Lega Dilettanti di chiudere i campionati, cristalizzare le classifiche e spedire in Eccellenza le ultime 4 di ciascun girone (in tutto sono 36, nel Lazio anche Pomezia, Ladispoli e Tor Sapienza).

Penalizzate anche quelle che avrebbero avuto diritto a disputare i playout proprio come l’Anagni. I club a questo punto daranno battaglia e si sono uniti per dare ancora più forza alla loro protesta. Mobilitate anche le istituzioni locali come Comuni e Province. Se Lega e Figc non faranno dietrofront pioveranno ricorsi e richieste di risarcimenti danni. 

Una diffida il primo passo

Gabriele Gravina durante la riunione in Federcalcio

Le società retrocesse affilano le armi e hanno pronta una diffida da inviare a Governo, Coni, Figc e Lega ritenendo la decisione non coerente con i principi della Figc. È chiaro che il decreto rilancio ha dato “pieni poteri” alla Federazione ed ha disarmato le società che possono impugnare i provvedimenti al Collegio di Garanzia del Coni ed eventualmente al Tar e al Consiglio di Stato.

Ma i club puntano sul valore sociale che rappresentano nel territorio dove operano. Un valore mortificato da decisioni afflittive in un mondo che invece dovrebbe essere sostenuto e stimolato.

Il rischio è che ci sia un forte disimpegno da parte degli imprenditori con effetti negativi sul tessuto sociale. 

La rabbia dell’Anagni

La reazione della dirigenza biancorossa  nei giorni scorsi era stata durissima. Una nota aveva stigmatizzato la decisione della Lega. Lo stemma della stessa Lnd era stato barrato in segno di protesta. D’altronde la squadra di Mancone era quart’ultima ed aveva tutte le possibilità di raggiungere la salvezza o quantomeno di giocare i playout. Tra l’altro sono in corso anche i lavori per l’adeguamento dello stadio “Del Bianco” per tornare a giocare in città dopo un lungo esilio forzato.

La delibera penalizza fortemente la nostra società – si legge nel comunicato – che oltre alla posizione di classifica attuale, da dicembre in poi stava viaggiando con una media punti di tutto rispetto ad 8 giornate dalla conclusione del campionato. Una vera doccia fredda per tutto mondo dei dilettanti che viene penalizzato oltremodo e sminuito. È scontato che presenteremo ricorso perché lo dobbiamo a noi stessi, a tutti i tesserati che con grande sacrificio credono e portano avanti questo modello di società. Lo dobbiamo alla nostra città, alla nostra gente, ai nostri sostenitori, ai nostri sponsor e soprattutto ai nostri figli e/o giovani atleti perché non possiamo assolutamente far passare il messaggio che il nostro sport sia dominato da poteri ingiusti e da decisioni assolutamente non democratiche“.

Per l’Anagni i campionati dilettanti erano da annullare, senza promozioni e retrocessioni

Nessun confronto

Marco Galante

Il direttore generale Marco Galante sottolinea la mancanza di confronto con la Lega e le ricadute di questa decisione.

Ci stiamo già muovendo: si è creata un’unione con altre 30-31 società per intraprendere un azione comune – sostiene sulle pagine di metropolitanmagazine.itLa Lega non ci ha considerati per tre mesi, risultando assente: non si sono confrontati con le società. Sembra più una dittatura, non possono alzarsi la mattina e decidere dal nulla che sale e chi scende dalla serie D. Noi ci difenderemo in tutte le sedi, sia sportive che amministrative. È inaccettabile che ci venga tolto un titolo sportivo. Ci sarà una doppia ricaduta per il Città di Anagni: sportiva e sociale. Fallirebbe un movimento con 400 bambini…

La posizione della Lega

Il presidente della Lega Dilettanti Cosimo Sibilia. Foto © Stefano Carofei / Imagoeconomica

Il presidente Cosimo Sibilia non si scompone più di tanto dopo la levata di scudi delle società retrocesse a tavolino. Si sente con la coscienza a posto.

Riteniamo di aver adottato la scelta più giusta – ha detto il numero uno dei dilettanti – Poi se qualche società non è d’accordo può sempre presentare ricorso agli organi preposti. Purtroppo la situazione era di assoluta emergenza e dovevamo prendere delle decisioni importanti senza falsare questo campionato e il prossimo”.

Dovevamo scegliere in fretta delle regole. Tuttavia se ci sarà un’autorità superiore che ci imporrà di cambiare rotta, siamo pronti a fare non uno ma dieci passi indietro. La nostra è pur sempre una proposta al Consiglio federale che diventerà esecutiva solo con il voto dello stesso“.

La battaglia è appena iniziata.

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