I protagonisti del giorno. Top e Flop del 13 marzo 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

XI JINPING

Segretario generale del Partito Comunista Cinese dal 15 novembre 2012 e Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 14 marzo 2013. È il nuovo padrone del mondo. Perché? Lo ha scritto l’Huffington Post: «L’epidemia parte in Cina, che quindi può essere considerata il “paziente zero” di tutta questa storia. A rigore avrebbe dovuto finire all’indice del mondo intero. Invece il suo gruppo dirigente riesce (con metodi di cui noi conosciamo poco o nulla) a trasformare una “colpa” in una cavalcata trionfale, al punto che oggi il “modello cinese” è considerato l’unico in grado di arginare il dilagare del Virus.

Il presidente Xi Jinping © Kremlin.ru

La vittoria cinese è culturale, perché tutto il mondo sta guardando a Pechino per capire come risolvere il problema. La Cina, potenzialmente l’untore del pianeta, è diventata la soluzione del problema, grazia a un poderoso cocktail di “soft e hard power”, che verrà certamente buono anche per altri usi. Il Coronavirus, in fondo, è stata solo una monumentale prova generale».

Inoltre la Cina ha inviato una task force in Italia per aiutare i nostri scienziati e i nostri medici a combattere il virus. Nel momento in cui l’Unione Europea è rimasta a guardare. E la quarantena di Wuhan è destinata a fare scuola. Imperatore del mondo.

NICOLA ZINGARETTI

Dalla quarantena a cui è sottoposto per il fatto di essere positivo al Coronavirus, il segretario nazionale del Pd si è rivolto ai leader progressisti europei. Scrivendo: «In tutti i nostri Paesi stiamo vivendo una fase drammaticamente difficile e complicata.

Nicola Zingaretti all’inizio della quarantena

Una situazione che, in Italia come in altri Paesi, sta richiedendo ai Governi, agli enti locali, alle istituzioni sanitarie, alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, uno sforzo e misure straordinarie per contenerne la diffusione e mettere in sicurezza il sistema economico. Ringrazio la comunità scientifica, il personale sanitario, i dipendenti pubblici, gli insegnanti, il personale scolastico, i lavoratori impegnati nei settori di produzione ancora attivi.

Da noi in Italia, il protrarsi e l’ampliarsi della fase acuta del contagio ha indotto a drastiche misure restrittive sulla mobilità dei cittadini, sulla loro vita lavorativa e sociale in tutto il Paese. Misure che non hanno precedenti in tempo di pace in Europa». Internazionale.

FLOP

JAIR BOLSONARO

Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro si è sottoposto al test per il Coronavirus ed è risultato negativo: lo ha fatto sapere lui stesso postando su Facebook una foto in cui fa il gesto dell’ombrello. Si era infatti diffusa la notizia che il presidente fosse positivo al Covir-19.

Jair Bolsonaro ed il gesto dell’ombrello

La Casa Bianca stava organizzando una riunione di emergenza dopo che lo scorso weekend Trump e Bolsonaro si erano incontrati a Mar-a-Lago e il suo capo della comunicazione, Fabio Wajngarten aveva annunciato ieri di essere positivo al Coronavirus, provocando preoccupazione nello staff della Casa Bianca. 

L’annuncio è arrivato dopo che un piccolo quotidiano di Rio de Janeiro aveva scritto che Bolsonaro era risultato positivo al test. La notizia, non confermata, era rimbalzata su molti media internazionali. Ma un capo di Stato può fare il gesto dell’ombrello in un contesto così drammatico, dopo peraltro essere risultato negativo? Non all’altezza.

IL PD ROMANO

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha invitato i romani a cantare, affacciandosi alle finestre. Un modo per creare solidarietà e combattere ansia, paura e preoccupazione. Ma il Partito Democratico romano non ha resistito alla tentazione polemica.

L’ombra sul Pd

E ha tuonato: «Sia seria, se ci riesce. Ha ridotto la Capitale d’Italia in uno stato che definire tragico è un complimento. E adesso, consigliata dai suoi guru della comunicazione, prova a mettere in campo una sgangherata operazione simpatia. Se ne faccia una ragione».

«La Raggi – ha detto il consigliere comunale dem Giovanni Zannolasarà ricordata per sempre come la peggiore sindaca che Roma abbia mai avuto. E se la gente si affaccerà al balcone sarà solo per gridare “Raggi tappa le buche”».

Meno male che Andrea Casu, segretario del Pd di Roma, ha preso le distanza da questa polemica. Le responsabilità amministrative della Raggi sono sotto gli occhi di tutti e appartengono già alla storia. Ma c’è un limite di opportunità e di tempistica anche per le polemiche. Fuori tempo.

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