Mauro Buschini, il ragazzino che sorpassò in silenzio

I maligni dicono che a sceglierlo furono Francesco De Angelis e Luciano Gatti : la diarchia dei massimi apparatčik che sul finire degli anni Novanta governava l’ex Partito Comunista Italiano in provincia di Frosinone. Si sostiene che uno dei due abbia detto «E’ sveglio ma è un ragazzino, prima che arrivi a poter dare fastidio passerà un bel po’ di tempo, sempre se crescerà». Era il 2001 ed ‘il ragazzino’ veniva issato a soli 23 anni sul trono provinciale del principale Partito d’opposizione in Italia. In quindici anni ‘il ragazzino’ Mauro Buschini è cresciuto così tanto che è arrivato lì dove solo in pochi sono riusciti: il governo regionale di tre settori strategici, talmente delicati che se fallisce fa vacillare la poltrona del governatore.

Chi non capisce la politica sostiene che l’ex ragazzino sia lanciatissimo sulla strada del suo ex maestro Francesco De Angelis: non ci hanno capito molto. Mauro Buschini ha già superato De Angelis. Perché Francesco da Ripi divenne assessore in virtù di un calcolo politico fatto di quote e componenti: all’area dell’allora influentissimo Michele Meta toccava una poltrona da ministro regionale e lui era la carta migliore nel mazzo del sottosegretario; che Francesco fosse bravo amministrativamente, imbattibile politicamente, insostituibile definitivamente per gli equilibri di giunta, lo dimostrerà poi con i fatti.

Mauro Buschini ha compiuto il percorso inverso: Nicola Zingaretti lo ha nominato assessore per chiari meriti sul campo e non per ragioni di simmetrie politiche (leggi qui le ragioni per cui Zingaretti ha scelto Buschini): perché è sopravvissuto a due anni e mezzo trascorsi al timone della IV Commissione – Bilancio senza farsi sbranare da un mastino come Francesco Storace che ne fa parte stabilmente, perché ha dato una dignità ed un decoro a quell’Ufficio al punto che nessuno ormai ricorda come fu proprio da lì che il suo predecessore Franco Fiorito mosse i fili d’un intero sistema di ladrocinio fino a determinare il collasso e la caduta del governo regionale. Il rispetto dell’intera aula della Pisana l’ex ragazzino se lo è conquistato durante il dibattito sul Bilancio: la discussione si era impantanata e lui l’ha tirata fuori dalle sabbie mobili riunendo nel cuore della notte la Commissione Bilancio e trovando lì la sintesi che ha messo d’accordo tutti. E’ stato quello il momento in cui Zingaretti non ha avuto più dubbi sulle deleghe da assegnargli: chi c’era ha visto il sorriso e la strizzata d’occhio fatta dal governatore al presidente della Commissione Bilancio, vera investitura ad assessore in pectore.

Il sorpasso di Buschini alla sua storia sta anche nelle deleghe che gli sono state assegnate. Rappresentano un raro mix di politica ed amministrazione. Sarà lui a dover portare il Governo Zingaretti sul terreno minato dei Rifiuti: sul quale girano più milioni che gabbiani sulla spazzatura, dove bisognerà fare scelte radicali nei prossimi due anni riformando gli attuali bacini provinciali per ridisegnare la geografia delle discariche, degli stabilimenti Tmb (come quello Saf di Colfelice) e dei termovalorizzatori (come quello Eall di San Vittore del Lazio). E bisognerà fare scelte: rilasciare l’autorizzazione per il nuovo invaso dell’area Mad a Roccasecca (scatenando la folla che a ridosso delle elezioni ha riscoperto quanto i rifiuti talvolta puzzano) o non autorizzare (moltiplicando le bollette dei rifiuti a carico dei cittadini perché una cosa è portare ciò che avanza dalla lavorazione Saf smaltendolo a 200 metri di distanza, cosa diversa è doverlo portare all’estero dove fanno a gara per avere quegli scarti ma spedirli costa). Un terreno nel quale finire sotto inchiesta è facile come prendere un raffreddore a dicembre, essere impallinati è il minimo sindacale. Un incarico in confronto al quale le Piccole e Medie Imprese assegnate da Piero Marrazzo a Francesco De Angelis erano complesse quanto un mese di vacanze in una località termale.

Inoltre. A nessuno, in provincia di Frosinone, un governatore del Lazio aveva mai assegnato una delega totale a rappresentarlo in un’aula dove gli assalti dell’opposizione si faranno sempre più fitti a mano a mano che ci si avvicinerà alla scadenza delle prossime Regionali.

Non verranno solo da lì le imboscate per Mauro Buschini. Ci sarà anche il fuoco amico, sparato dalle file di quelli che in queste ore si sono sbracciati in messaggi di «congratulazioni sincere»: in Psicologia e nelle Scienze della Comunicazione hanno un significato preciso. Ma piazzare nel momento giusto lo sgambetto con cui farlo cadere dalla vetta su cui si è issato non sarà cosa facile: il ‘ragazzino’ è cresciuto.

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