Acea, il Tar passa il cerino acceso ai sindaci: «Sono cavoli vostri»

I sindaci dovranno decidere. Nessuno gli darà un alibi. Cosa vogliono fare dell’acqua dopo Acea lo stabiliranno loro. Lo ha detto il Tribunale Amministrativo regionale del Lazio.

A dicembre hanno votato per la risoluzione del contratto che li legava al gestore dell’acqua (leggi qui cronaca della seduta). Ora bisogna votare chi vogliono affidarla.

Qualcuno forse sperava che fosse il Tar a togliergli le castagne dal fuoco. Perché nel frattempo Acea ha presentato un ricorso: ha impugnato la risoluzione fatta dai sindaci. Ha chiesto 20 milioni solo per i danni d’immagine. Quindi, saranno i giudici amministrativi a dover decidere se la revoca del contratto con Acea è valida o no. (leggi qui il risarcimento chiesto da Acea nei giorni scorsi)

Nel pomeriggio, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha preso una decisione. Ha fissato la data nella quale tenere l’udienza. E’ il 23 novembre prossimo.

In pratica, la Giustizia valuterà tra 9 mesi se la rescissione votata a dicembre dai sindaci è valida o non lo è.

Durante questi nove mesi la palla viene passata ai sindaci: dovranno decidere loro cosa fare: gestore da soli l’acqua, mettersi in società con qualcuno come è successo a Latina, rimettere a gara la gestione.

La terza ipotesi, significa ridare l’acqua ad Acea: perché i player in Europa sono tre. E come ha spiegato Severeo Lutrario – a lungo anima dei Movimenti anti Acea ed autore di un clamoroso strappo nei giorni scorsi – si sono spartiti di fatto il mercato europeo. Quindi, a Frosinone, con una sigla qualsiasi, ma a vincere sarà una società o riconducibile ad Acea o che avrà le stesse caratteristiche di Acea.

Lo strappo si è consumato su questo punto. I Movimenti, una volta incassata le rescissione, hanno tirato i remi in barca: nessuno ha spinto sui comuni per fare in modo che valutassero la possibilità di gestore l’acqua da soli. (leggi qui la rottura Lutrario – Movimenti)

L’unica ipotesi al momento in campo è quella di affidare la gestione in base a duna nuova gara europea. Niente società nuova, niente gestione mista, niente gestione in proprio.

Il Tar poteva togliere ogni imbarazzo. Invece ha fissato l’esame del ricorso a novembre. E allora: prima di quella data dovranno decidere i sindaci.

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