Bollette elettriche, «Quello che Scalia non dice»

di Luigi Gabriele
Responsabile nazionale Affari Istituzionali
Codici – Associazione Consumatori

Caro Direttore,
ho letto con interesse l’articolo sul futuro assetto della distribuzione dell’energia elettrica pubblicato sul tuo blog (leggi qui il precedente) e con stupore le considerazioni fatte dal senatore Francesco Scalia (leggi qui l’intervento di Scalia). Ma mi permetto di non essere per niente d’accordo con lui.

Anzi: ritengo che le posizioni del senatore Scalia vadano in una direzione del tutto favorevole alle compagnie elettriche. Ed in questo sono in buona compagnia di molte altre associazioni dei consumatori, con le quali abbiamo messo a punto una lettera, indirizzandola al Governo.

L’abbiamo sottoscritta insieme a Federconsumatori – Adusbef – Unione Nazionale Consumatori – Lega Consumatori – Adoc – Rete Consumatori Italia: (Codici, Casa del Consumatore e Assoutenti) – Codacons.

Rivolgendoci al presidente Matteo Renzi ad al Ministro dello Sviluppo Economico, abbiamo stigmatizzato con forza l’assetto della vendita di energia ai consumatori domestici che si sta delineando nella versione del DDL concorrenza oggi in discussione al Senato. Versione che risulta ulteriormente peggiorata rispetto al già pessimo testo delineato alla Camera.

Il nostro disappunto è legato al fatto che sia stata introdotta nella norma una nuova previsione, secondo cui i clienti che il primo gennaio 2018 non avranno scelto il proprio venditore verranno riforniti da un “servizio di salvaguardia”.

Come giustamente è stato fatto rilevare sul blog Alessioporcu.it tale servizio verrà assegnato agli operatori privati “a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero”. Il che, tradotto, significa “a prezzi molto alti”. Da quello che abbiamo appreso da fronti parlamentari, non si è fatto nulla per porre rimedio a quello che era stato definito – in privato – alle scriventi associazioni “un errore”. Anzi, al danno si aggiunge la beffa. Il servizio di salvaguardia viene ridefinito servizio “universale a salvaguardia”, stravolgendo il senso delle direttive e offendendo le famiglie consumatrici.

Al Presidente del Consiglio abbiamo fatto notare come il mercato libero è stato, fino ad oggi, poco o per nulla attraente per gli utenti domestici. Ne è prova il fatto che a tutt’oggi il servizio di maggior tutela rifornisce circa 25 milioni di clienti domestici e piccole imprese, contro i dieci del mercato libero.

Nel momento in cui scatterà l’assegnazione delle utenze ai fornitori, che se le aggiudicheranno tramite aste appositamente costruite per esprimere prezzi molto alti (oggi la salvaguardia può costare anche quattro volte il normale prezzo dell’energia), è altamente probabile che la misura riguarderà milioni di utenti. A voler essere ottimisti, almeno 10 milioni (dieci milioni!) di utenze, che corrispondono a circa 20 milioni di persone.

Attenzione, le Associazioni non sono contrarie al mercato. Anzi, è il buon funzionamento del mercato all’ingrosso che ha garantito in questi anni prezzi dell’energia non troppo distanti da quelli di altri Paesi europei. Noi non identifichiamo il mercato solo con i problemi di fatturazione, le offerte sostanzialmente truffaldine, le campagne di marketing aggressive e invadenti o i contratti non richiesti, che pure oggi sono tra le principali cause di insuccesso del mercato libero. Quello che è inaccettabile, invece, è che in nome di una liberalizzazione di facciata ci si stia predisponendo a prelevare soldi dalle tasche di milioni di cittadini per trasferirli nelle tasche di operatori che svolgeranno lo stesso servizio di prima, se non peggiore, a prezzi assolutamente immotivati. Una pratica che si estenderà ben presto al resto del mercato, per cui questo prezzo di salvaguardia diventerà il punto di riferimento. Basterà infatti offrire poco meno di quel prezzo per accaparrarsi il cliente.

I teorici della concorrenza ci dicono che nel lungo termine, a forza di limature, il prezzo scenderà. Quindi, il massimo che possiamo sperare è che, dopo molto lavoro, il prezzo torni al livello attuale. Complimenti per il brillante risultato. Un risultato di cui gli utenti, che sono prima di tutto cittadini, terranno certamente in conto, al momento di valutare l’operato di questo Governo.

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