Il casting nazionale di Silvio. E quello locale di Mario

Ex ufficiali dei carabinieri e giornalisti dal volto noto nel casting di Silvio Berlusconi per scegliere i suoi candidati. Intanto Mario Abbruzzese definisce la squadra locale

Chi entra Papa esce cardinale. In ogni caso nel conclave del centrodestra il Papa c’è già: Silvio Berlusconi da Arcore, al secolo Sua Emittenza. Perciò quando ieri sera il leader di Forza Italia nel salotto di Fabio Fazio ha lanciato il nome del generale Leonardo Gallitelli come possibile candidato premier della coalizione, in molti hanno pensato che in realtà Berlusconi per Palazzo Chigi immagina ancora… Berlusconi. Silvio però. Non Marina o Pier Silvio.

Tuttavia l’indicazione del generale ed ex Comandante dell’Arma dei Carabinieri non è casuale. Nel caso la sentenza di Strasburgo non dovesse dare a Berlusconi l’agibilità politica della quale ha bisogno per tornare a “scendere in campo”, Gallitelli sarebbe la prima scelta. La risposta micidiale a quelli che in campagna elettorale andranno all’attacco di Forza Italia perché non può schierare il suo leader in quanto condannato. Tutto verrebbe fatto passare come un complotto dei giudici, al quale si risponde candidando un generale dei carabinieri anzi il loro ex comandante.

Mentre Antonio Tajani resterà a fare il presidente del Parlamento Europeo fino al 2019: si tratta della posizione più strategica per Berlusconi, in quanto suona come una forte rassicurazione all’Europa. Non bisogna neppure dimenticare che sta per scadere il mandato di Mario Draghi come governatore della Bce. Il sostituto sarà sicuramente un tedesco.

Silvio Berlusconi non perde di vista nemmeno la Regione Lazio: Sergio Pirozzi non lo convince, lascerebbe ancora una volta spazio a Fratelli d’Italia soltanto se per la presidenza della Pisana si candidasse Giorgia Meloni. Altrimenti proverà a indicare uno di Forza Italia: ha già detto no Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale; un test è stato fatto con Paolo Liguori, direttore di TgCom24. Il nome buono per tutte le elezioni è quello del vice presidente del senato Maurizio Gasparri e comunque nell’elenco ci sono Francesco Giro e Claudio Fazzone. Il senatore pontino, coordinatore regionale, è in corsa.

 

In provincia di Frosinone Mario Abbruzzese attende le indicazioni di Antonio Tajani, ma ormai è quasi certo che lui sarà in campo sia nel collegio maggioritario Camera Cassino che nel proporzionale, nel listino della circoscrizione che racchiude i collegi uninominali di Frosinone, Cassino, Latina e Terracina. I sondaggi in mano a Silvio Berlusconi (ma anche quelli che circolano al Nazareno leggi qui ‘Allarme proiezione: ora il Pd rischia zero collegi nel Lazio’) lo danno vincente

 

Al Senato, maggioritario, ci sarà uno tra Silvio Ferraguti e Gianluca Quadrini. Il problema è al collegio nord della Camera, quello di Frosinone. O lascia spazio ad Antonello Iannarilli o lascia spazio ad uno di Frosinone di gradimento del sindaco Nicola Ottaviani: Adriano Piacentini, Danilo Magliocchetti o Alessandra Mandarelli.

 

In questa provincia Forza Italia non lascerà i collegi uninominali agli alleati, per il semplice fatto che questi ultimi non hanno la forza politica ed elettorale sufficiente. Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) ha fatto più di un viaggio a Roma: ma al di là degli aspetti turistici ne ha ricavato meno di nulla. Perché la partita, nel Lazio, viene governata da Forza Italia. Ai Fratelli d’Italia verrà concessa una rappresentanza in posizione eleggibile nel listino, considerando però anche la provincia di Latina. Ed al momento Alessandro Foglietta gode di maggiore peso a Roma.

 

Noi con Salvini indicherà Fabio Forte capolista nel proporzionale, anche se la prima scelta spetterà al leader regionale Francesco Zicchieri. .

 

Mario Abbruzzese conosce i sondaggi: sa che un “treno” così non passerà più. Lui è già nella locomotiva.

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